L’11 DICEMBRE AL SENATO DELLA REPUBBLICA IL CONVEGNO PER I LAVORATORI FRAGILI
In vista dell’evento al Senato di giovedì 11 dicembre ore 15, abbiamo fatto alcune domande a Silvano Antori, Responsabile Nazionale di Civicrazia per i Lavoratori Fragili e Presidente e fondatore dell’Associazione Nazionale a Sostegno dei Lavoratori Fragili.
IL PROSIEGUO DI UNA LUNGA LOTTA
Domanda. La Tavola Rotonda sulla fragilità dell’11 dicembre in Senato, Sala Barberia, è un appuntamento di grande rilievo. Quali sono le vostre aspettative per questo evento, e in che modo sperate che Civicrazia e l’Associazione Nazionale a sostegno dei Lavoratori Fragili possano ancora influenzare positivamente le decisioni in corso?
Risposta. Le nostre aspettative sono altissime e direi che grava su di noi una grande responsabilità. Questo evento è una tappa cruciale per continuare a portare le istanze dei lavoratori fragili nel cuore delle Istituzioni. Ora non si tratta di proroghe temporanee, ma di diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. Vogliamo e dobbiamo spingere per una legge strutturale che superi la logica emergenziale, garantendo tutele stabili a tutti i lavoratori fragili, siano essi del settore pubblico o privato, indipendentemente dalla mansione, compresa la possibilità prioritaria di accedere allo smart working o a mansioni compatibili con la loro condizione di salute. È un dovere morale e giuridico perché rientra nell’art. 32 della Costituzione.
LA DEFINIZIONE UMANA E LEGALE DI FRAGILITA’
D. Dopo il periodo pandemico, il termine “fragilità” è entrato nel vocabolario pubblico. Come definiamo oggi la figura del “lavoratore fragile” nella sua interezza unendo l’aspetto medico, umano e lavorativo?
R. La fragilità è innanzitutto una condizione umana che merita rispetto e empatia. Dal punto di vista medico-legale, un “lavoratore fragile” è chi si trova in particolari condizioni di salute, ad esempio soggetti con compromissione immunitaria, esiti di patologie oncologiche o sottoposti a terapie salvavita, o comunque con patologie gravi tali da rendere rischioso lo svolgimento in presenza. Questa definizione è oggi codificata nel Decreto interministeriale 4 febbraio 2022, che elenca le patologie e le condizioni che danno diritto allo “status” di lavoratore fragile.
Ovviamente il nostro impegno va oltre la semplice definizione normativa. Il lavoratore fragile è spesso un professionista capace che, per tutelare la propria salute il bene più prezioso rischia di trovarsi in una posizione di incertezza e vulnerabilità occupazionale. Il nostro obiettivo è restituire dignità e sicurezza, permettendo a queste persone di conciliare vita lavorativa e salute, senza far loro scegliere tra l’una e l’altra.
GLI OSTACOLI E IL RUOLO DELLO SMART WORKING
D. Quali sono gli ostacoli maggiori che Civicrazia e la specifica Associazione incontrano nella battaglia per ottenere tutele strutturali? In che misura lo smart working rappresenta una soluzione fondamentale?
R. Il principale ostacolo è la carenza di una normativa definitiva: le tutele per i lavoratori fragili sono state finora legate a proroghe e provvedimenti emergenziali, più che a una legge stabile. Spesso la burocrazia e la resistenza culturale al cambiamento – soprattutto da parte di alcuni datori di lavoro – rendono complesso garantire effettivamente le dovute tutele.
Lo smart working o lavoro agile è la soluzione principale e più naturale. Per un lavoratore fragile, lavorare da casa non è un privilegio, ma una vera misura di protezione. Evita l’esposizione ad agenti patogeni, riduce l’assenza per motivi di salute e permette di conciliare in sicurezza lavoro e salute. In molti casi, rappresenta la chiave per l’inclusione e per consentire a persone fragili di esprimere pienamente le proprie capacità professionali in condizioni di sicurezza.
È però fondamentale che lo smart working non resti qualcosa di episodico o emergenziale, ma diventi diritto strutturale, garantito naturalmente per chi ne ha bisogno.
UN MESSAGGIO DI SPERANZA E DI IMPEGNO
D. Guardando al futuro, qual è il messaggio che lei, come Presidente dell’Associazione e come Responsabile di Civicrazia, impegnate da tanto tempo, vuole inviare ai lavoratori fragili e alle Istituzioni che parteciperanno al Tavolo in Senato?
R. Ai lavoratori fragili voglio dire: non siete soli. La vostra battaglia è la nostra battaglia, condivisa da tutte le Associazioni di tutela, e non ci fermeremo finché non avremo assicurato a tutti i diritti che spettano. Voi, lavoratori fragili, siete parte fondamentale della società e del mondo del lavoro.
Alle Istituzioni e a tutti i partecipanti a questo importante tavolo di lavoro chiedo di ascoltare “con l’anima” e di agire con determinazione.
L’11 dicembre al Senato vi saranno autorevoli relatori già da tempo con dimostrato impegno a tutela dei diritti quali l’Avv. Giuseppe Fortunato, la Dott.ssa Mariemanuela Boffa, l’Avv. Rosaria Salamone, il Dr. Federico Riboldi, il Dr. Alberto Accordi e il Sen. Orfeo Mazzella. Per tradurre in concrete norme un lavoro meritorio lo sta facendo anche l’Avv. Pepe che, insieme ai citati, ringrazio. La fragilità non può essere ignorata: è tempo di trasformare le promesse in leggi certe, chiare e definitive. Come abbiamo già sostenuto nei nostri incontri al Ministero della Salute e al Ministero del Lavoro, è per il nostro Paese una questione di civiltà, giustizia e dignità.
Lucia Fiorentino 





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