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RICORDIAMO TUTTI INSIEME VINCENZO PAPARELLI. BASTA CON LA VIOLENZA NEGLI STADI

In memoria di Paparelli, la tifoseria laziale diserta lo stadio. E riporta alla luce l’immagine di quanto accadde nel lontano 1979. Ma procediamo con ordine.

 

 

Una domenica insolita

 

È una domenica insolita quella che si presenta all’Olimpico di Roma, in occasione della disputa Lazio – Lecce. La tifoseria del Lazio, infatti, sciopera. Al centro dei dissidi, Vincenzo Paparelli, il primo tifoso ucciso nel lontano 1979 a causa della violenza negli stadi.

 

 

Il fatto

 

Il ventotto ottobre del 1979 Vincenzo Paparelli venne ucciso da un razzo lanciato dalla curva opposta prima del derby contro la Roma. Il giovane aveva appena trentatré anni. Fu la prima morte in Italia causata da violenza negli stadi e segnò profondamente tutto il calcio italiano. Da quel giorno, la sua memoria è diventata un simbolo per la lotta contro la violenza negli stadi.

 

 

Tempi moderni

 

Ma perché ad oggi il nome di Paparelli è tornato alla luce? A causa di una controversia tra la tifoseria laziale e la società. Alcuni tifosi, infatti, hanno protestato contro quest’ultima per non avere autorizzato uno striscione commemorativo in occasione dell’anniversario della morte.
La società Lazio si è difesa asserendo che la memoria del giovane non può essere strumentalizzata da nessuno per fini polemici o di pressione sulla dirigenza.
E’ ora il momento, aldilà di ogni parola e controversia, di ricordare tutti insieme Vincenzo Paparelli e di fare sentire concretamente il corale: Basta con la violenza negli stadi.

Valeria Garbin, Giornalista

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