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La psicologia nelle scuole: costruire il futuro del benessere educativo

La psicologa nelle scuole: costruire il futuro del benessere educativo

 

Una svolta attesa, frutto di impegno civico e visione sociale

 

In Italia sta prendendo forma un cambiamento profondo: la presenza stabile della psicologa nelle scuole non è più un’ipotesi, ma una realtà in costruzione. Dopo anni di richieste, confronti e battaglie civiche, la Legge di Bilancio 2025 (art. 78, comma 3) ha previsto l’avvio di un Servizio di supporto psicologico scolastico permanente, da attuare pienamente nel 2026 grazie a un piano condiviso tra Stato e Regioni. È una conquista che non nasce per caso, ma dal lavoro costante di reti civiche e professionali, tra cui Civicrazia, che da anni promuove la presenza della psicologa come diritto per studenti, docenti e famiglie.

 

 

Una scuola che ascolta e accompagna

 

La figura della psicologa a scuola non è soltanto un supporto nei momenti di crisi, ma un presidio di benessere quotidiano. Il nuovo modello si rivolge a tutta la comunità scolastica: non solo agli studenti, ma anche agli insegnanti, ai genitori e al personale educativo. La scuola diventa così un ecosistema relazionale, dove la promozione del benessere psicologico entra a pieno titolo nel progetto educativo.

Come stabilisce l’articolo 3 del Codice Deontologico degli Psicologi, la missione della professione è “promuovere la crescita e la dignità della persona”: portare questo principio nei luoghi dell’apprendimento significa educare all’empatia, all’ascolto e alla prevenzione del disagio.

 

 

Le risorse e la sfida dell’attuazione

 

Il Fondo nazionale per il supporto psicologico scolastico stanzia 40 milioni di euro per il 2025 e 60 milioni per il 2026, per introdurre progressivamente la figura della psicologa in tutti gli istituti. Si tratta di un passo importante, ma ancora parziale: attualmente la copertura stimata è di uno psicologo ogni 800 studenti, con una presenza di circa 8-10 ore settimanali per scuola.

Per rendere il servizio davvero efficace, occorre:

• garantire equità territoriale, anche nelle zone periferiche e rurali;

• prevedere contratti continuativi e stabili, che permettano di costruire legami di fiducia nel tempo;

• attivare un monitoraggio nazionale per valutare l’impatto reale in termini di prevenzione del disagio, benessere relazionale e clima scolastico.

 

 

Buone pratiche e segnali positivi dal territorio

 

Diverse Regioni hanno già avviato esperienze pilota di “sportello psicologico permanente”, come in Emilia-Romagna e Puglia, dove si registrano risultati incoraggianti: maggiore partecipazione degli studenti, riduzione dei conflitti e miglior dialogo scuola-famiglia. Queste esperienze dimostrano che la presenza della psicologa non è un costo, ma un investimento nel capitale umano, nella qualità della vita scolastica e nella prevenzione a lungo termine. Ogni giovane sostenuto oggi è un adulto più consapevole domani.

 

 

Civicrazia: dalla proposta alla vigilanza civica

 

Civicrazia è stata tra le prime realtà a promuovere con determinazione questa battaglia di civiltà. Oggi continua il suo impegno in una nuova fase: quella della vigilanza civica. L’obiettivo è assicurare che le risorse vengano gestite in modo trasparente e che nessuna scuola resti esclusa dal servizio.

Tra le necessità vi è la creazione di un Osservatorio Nazionale per il Benessere Psicologico a Scuola, per raccogliere dati, buone pratiche e rendicontazioni pubbliche, a beneficio di cittadini e istituzioni.

 

 

La cultura della cura come fondamento del futuro

 

L’inserimento stabile di psicologa/o nelle scuole rappresenta un passo avanti non solo legislativo, ma culturale ed etico.Significa riconoscere che la salute mentale è parte integrante del diritto allo studio e che educare non vuol dire solo istruire, ma formare persone equilibrate, resilienti e capaci di affrontare la complessità del mondo. Come afferma l’articolo 5 del Codice Deontologico, “la relazione è lo strumento di promozione del benessere e di crescita personale”.

Civicrazia continuerà a essere voce attiva di questo cambiamento, affinché la scuola italiana diventi sempre più una scuola che ascolta, accoglie e accompagna, perché solo una società che si prende cura dei più giovani costruisce un futuro degno di essere vissuto.

Beatrice Pieretto

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