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PSICOLOGIA NELLE SCUOLE: CIO’ CHE E’ NECESSARIO

Il Team “Azione per la Psicologia nelle Scuole” di Civicrazia chiede che sia effettuato ogni intervento normativo, amministrativo e tecnico necessario per favorire lo sviluppo della Psicologia nelle Scuole e in particolare:

 

 

1. Area Normativa e di Governance

 

È necessario istituire in modo strutturale e permanente la figura dello psicologo scolastico in tutte le scuole italiane, superando la logica dei progetti temporanei o sperimentali.
Occorre l’approvazione di una cornice normativa nazionale che garantisca omogeneità territoriale e superi le disparità tra regioni, aree urbane e rurali.
Occorre definire standard minimi di servizio, comprensivi di ore di presenza, rapporto studenti/professionista e tipologia di intervento.
È importante stabilire con chiarezza chi assume (Ministero, ASL o enti locali) e con quali modalità contrattuali, assicurando contratti stabili e continui.
La governance dovrà essere condivisa tra Stato e Regioni, con linee guida e obiettivi comuni, e con un coordinamento stabile tra i Ministeri dell’Istruzione e della Salute.
Il modello potrà ispirarsi alle esperienze europee (Francia, Spagna, Finlandia), con équipe psicopedagogiche integrate.
Occorre, inoltre, l’istituzione di un Osservatorio Nazionale per il Benessere Psicologico a Scuola. Tale Osservatorio sarà incaricato di monitoraggio, raccolta dati, trasparenza e valutazione dell’efficacia del servizio, favorendo anche la partecipazione civica e la vigilanza da parte della società civile.

 

 

2. Area Economica e Finanziaria

 

Il servizio dovrà essere sostenuto da finanziamenti stabili e adeguati, superando l’attuale logica dei fondi emergenziali.
È necessario incrementare le risorse del fondo nazionale (oggi pari a 10 milioni nel 2025 e 18,5 milioni annui dal 2026), insufficienti per coprire gli oltre 8.000 istituti scolastici italiani.
Le risorse dovranno essere ripartite equamente su tutto il territorio nazionale. Dovrà essere garantita copertura anche alle aree periferiche e rurali.
Il sostegno psicologico deve essere considerato un investimento strategico nella salute educativa e nel futuro del Paese, non un costo accessorio.
Si richiede trasparenza nella rendicontazione dei fondi e nei risultati raggiunti.

 

 

3. Area Organizzativa e Operativa

 

Entro il 2026 dovrà essere introdotto un Servizio di supporto psicologico scolastico permanente, con presenza stabile e continuativa degli psicologi in ogni istituto.
I professionisti dovranno essere parte integrante del team educativo, non figure esterne o d’emergenza. Tali professionisti dovranno collaborare in rete con insegnanti, dirigenti, famiglie e servizi territoriali sanitari e sociali.
È fondamentale promuovere il lavoro multidisciplinare per la prevenzione e la gestione del disagio emotivo, comportamentale e dei disturbi dell’apprendimento (DSA), attraverso screening precoci, interventi dedicati e misure compensative e dispensative.
Gli psicologi potranno inoltre offrire supporto ai dirigenti scolastici nella gestione del benessere organizzativo, nella leadership e nella prevenzione del burnout.
Occorre la valorizzazione e la diffusione delle buone pratiche regionali. Tali pratiche devono favorire modelli replicabili ed efficaci.

 

 

4. Area Formativa e Professionale

 

È necessario rendere obbligatoria la formazione specialistica in psicologia dell’educazione, dell’età evolutiva e delle dinamiche di gruppo per gli psicologi scolastici.
Si raccomanda la promozione di percorsi universitari, master e corsi di specializzazione dedicati, in collaborazione con le università italiane. Si raccomanda, inoltre, la formazione continua e finanziata dei professionisti.
Anche i docenti dovranno ricevere una formazione specifica per il riconoscimento precoce del disagio e per la gestione delle emozioni e delle dinamiche di classe.
La qualità del servizio e le competenze professionali dovranno essere oggetto di valutazione costante e aggiornamento periodico.

 

 

5. Area Culturale ed Educativa

 

Il benessere psicologico deve essere integrato nel progetto educativo e nel curricolo scolastico, promuovendo una cultura della cura, dell’ascolto e dell’aiuto reciproco.
La scuola deve essere riconosciuta come comunità educante, in cui studenti, docenti, famiglie e personale condividano responsabilità e appartenenza.
È necessario promuovere campagne di sensibilizzazione per superare lo stigma legato alla salute mentale e valorizzare l’educazione socio-emotiva al pari di quella accademica.
La salute mentale va riconosciuta come diritto educativo e componente essenziale della cittadinanza attiva, in linea con il Codice Deontologico degli Psicologi.
Investire nel benessere psicologico significa investire nel futuro del Paese.

 

 

6. Area di Monitoraggio e Valutazione

 

Occorre l’attivazione di un monitoraggio nazionale periodico sugli effetti del servizio di psicologia scolastica, valutando impatti su prevenzione, rendimento, clima relazionale e benessere organizzativo.
I risultati dovranno essere pubblicati in report annuali accessibili e trasparenti. Occorre utilizzare i dati raccolti per orientare le politiche future e migliorare l’efficacia del servizio.
La valutazione dovrà includere anche analisi di lungo periodo, per misurare i benefici sociali, educativi e sanitari derivanti da un sistema di supporto psicologico stabile e diffuso.
Occorre favorire un clima di benessere e di crescita per gli studenti e per l’intera comunità scolastica.?

Team “Azione per la Psicologia nelle Scuole” https://www.civicrazia.org/wp-content/uploads/2025/11/Las-personas-olvidadizas-son-mas-inteligentes….jpeg

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