sabato 4 Febbraio 2023

 Le prossime elezioni comunali non dovranno essere più un ring di politici legati a fedeltà canine partitiche, bensì dovranno produrre un Sindaco dai requisiti inderogabili e fatti concreti per il Cittadino napoletano che deve e può contare davvero.

Mercoledì 2 marzo 2011, ore 20.30, in radiovisione, il Presidente di Civicrazia per “Tutto Incluso, in onda su Radio Club 91 e “Napoli Innanzitutto “.

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Partito già da tempo il lotto candidature, indubbiamente chi governerà la città del sole avrà il suo bel da fare… Il progetto Napoli Innanzitutto dice il suo no alla rassegnazione e mette in prima linea il cittadino facendolo diventare protagonista della sua sfera privata e sociale.
Civicrazia ha messo a confronto i partiti sulla mozione di Napoli. Qual è stata la risposta del mondo politico? E’ stato questo l’argomento della conferenza stampa indetta da Civicrazia ieri, venerdì 11 febbraio 2011 alle ore 11.30 a presso la sala conferenze del Grand Hotel Vesuvio di Napoli.

L’avv. Giuseppe Fortunato, presidente di Civicrazia ne parlerà oggi, sabato 12, in radio. E’ possibile seguire gli interventi alle h 10,00 (su Radio Marte, Radio CRC Targato Italia, Radio Punto Zero e su A.R.C. Rete 101), alle h. 10,10 (su Radio MPA) e, infine, alle h. 10,25 su Radio Bussola 24 Salerno.

Un volto nuovo per Napoli dove il fare fa rima con l’osare… ecco la strada che sta percorrendo Civicrazia dal 4 dicembre, quando ha presentato il progetto nell’antisala dei Baroni al Maschio Angioino del capoluogo campano. L’evento “Napoli Innanzitutto”, organizzato da Civicrazia ha visto protagonisti numerosi rappresentanti  del mondo dell’associazionismo, dell’economia, dell’accademia, pronti a tessere con lo stesso fil rouge  un nuovo modello attivo, propositivo, concreto per la città.


[Nel video, un estratto dell’intervento conclusivo del presidente di Civicrazia, l’avv. Giuseppe Fortunato]

Nel modello sociale proposto non si fanno sconti; per una Napoli moderna, vivibile, europea bisogna essere operativi subito perché le priorità della città sono tante e tutte tristemente alla ribalta della cronaca. Nella mozione approvata in occasione del Consiglio Nazionale di Civicrazia si affermano nero su bianco i requisiti inderogabili necessari per il futuro sindaco. 

napoli-innaA Napoli è emersa chiaramente l’esistenza di una nomenklatura politico-affaristico-criminale (la cosiddetta “Super N”) che ha agito indisturbata, soprattutto negli ultimi anni.
L’emergenza rifiuti è correlata all’azione della camorra e all’inerzia e complicità dei poteri pubblici, come aveva denunciato il Consiglio Nazionale di Civicrazia a Napoli, sabato 4 dicembre 2010.
Ora occorre un cambiamento di rotta. Tutti coloro che hanno ricoperto incarichi di amministrazione politica devono immediatamente ritirare la propria candidatura a Sindaco di Napoli.
Una delegazione di Civicrazia, a nome delle oltre quattromila Associazioni aderenti, ha incontrato formalmente in questi giorni tutte le forze politiche nazionali e locali per chiedere con vigore che, dinanzi alla grave situazione politica napoletana, occorre un candidato Sindaco con inderogabili requisiti e fuori dalle proposte di “riciclaggio” di questi giorni. Gli incontri proseguiranno nei prossimi giorni.
Venerdì 11 febbraio, alle ore 11 e 30, Civicrazia terrà a Napoli una Conferenza stampa presso il Grand Hotel Vesuvio (via Partenope, 45) per illustrare i risultati dei confronti avuti con le forze politiche nazionali e locali.
Obiettivo irrinunciabile: liberare Napoli da camorra e malapolitica.
Clicca qui per conoscere il progetto NAPOLI INNANZITUTTO

napoli-incontro “Contrastare la distruzione di Napoli e procedere alla sua grande trasformazione”.
E’ questo il motivo conduttore delle oltre 4000 associazioni nazionali che hanno tenuto il loro Consiglio Nazionale sabato a Napoli (ore 9,30 Antisala dei Baroni, Maschio Angioino).
Questo Consiglio Nazionale per illustrare valori e obiettivi contenuti nell’espressione “Civicrazia”, movimento volto a stimolare gli Amministratori pubblici e a promuovere il cittadino protagonista nella vita pubblica.
Il Consiglio Nazionale di sabato ha sviluppato il progetto pilota NAPOLI INNANZITUTTO, anche per lo stato allarmante di degrado in cui la città è precipitata, oggetto in questi giorni anche di accorati appelli, per la sua rinascita, da parte di intellettuali, comitati e forze sociali.
Ai lavori di sabato hanno partecipato tra gli altri, Angelo Deiana (Libere Associazioni Professionali), Bianca Maria Farina (Sociologia dell’Amministrazione e Politiche Sociali), Emilio Abate (Giudice Tribunale di Benevento), Manlio D’Agostino (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti), Ennio Bartolotta (Ordine Nazionale Giornalisti), Massimo Bartoccioli (Università Cattolica di Milano), Giuseppe Sannino (ANIDA), Virgilio Baresi (Presidente Nazionale Istituto Revisori Legali).
Le conclusioni sono state illustrate dal Presidente Nazionale di Civicrazia Giuseppe Fortunato.

Clicca qui per leggere il verbale del Consiglio Nazionale di Civicrazia, svoltosi il 4 dicembre 2010 a Napoli.

realt-donnaCivicrazia, nell’ambito del progetto Napoli Innanzitutto, con cui intende ridare ai cittadini napoletani la libertà di scegliere liberamente il candidato sindaco e formulare concrete proposte per il risanamento della città, ha aperto uno spazio di confronto aperto con le associazioni operanti a Napoli.

Questa settimana abbiamo intervistato la Dott.ssa Grazia Panico, presidente dell’associazione “Realtà Donna”.

Presidente, di cosa si occupa Realtà Donna?

E’ difficile sintetizzare l’operato dell’associazione in poche righe, poiché interveniamo in moltissimi ambiti. L’associazione si occupa, infatti, di favorire il bene comune, la crescita sociale, di stimolare il senso di appartenenza al territorio.
Il nostro obiettivo primario è costruire una rete di solidarietà quotidiana, propria di una cittadinanza attiva e partecipe. Per questo, tra le tante attività che seguiamo, ci sono azioni in favore dei giovani, dei minori a rischio, dell’artigianato, iniziative formative (come seminari, in ambito sociale e politico – intendendo per politica la cosa comune – ). Tutto ciò principalmente in area napoletana, ma ovviamente alcune azioni implicano un coinvolgimento della Regione Campania tutta.

Realtà Donna opera da ormai 15 anni a Napoli. Cos’è cambiato in questo lasso di tempo?

Molte cose, spesso negative. La più evidente è il degrado del concetto di bene comune, inteso come territorio ambientale, ma anche come ambiente sociale e urbano. La mia generazione ha combattuto molte battaglie, parlo del femminismo, dei diritti sociali, dei diritti del lavoro… abbiamo ottenuto molte conquiste.  Siamo certi, però, che non siano solo conquiste apparenti? L’evoluzione a cui aspiravamo ha dato vita a leggi moderne e ottime nei principi, ma che talvolta restano solo meri principi su carta: non hanno un seguito nella realtà. La mentalità non è cambiata.
Abbiamo ottenuto il divorzio, l’aborto, ma soprattutto la nostra generazione ha dato il via alla rottura del concetto solido della famiglia – intesa nel senso tradizionale -, ma che modello stiamo dando ai giovani? Che valori stiamo trasmettendo?

Come vede il rapporto con le nuove generazioni?

A differenza di 15 anni fa, anche qui le cose sono mutate. Non c’è comunicazione tra le generazioni, forse perché il modo di comunicare, a causa del gap tecnologico che amplifica il gap temporale,  è assai più diverso che in passato. E’ difficile interagire con i ragazzi. Sono disillusi e critici e forse hanno ragione. Guardano ai nostri anni di lotte con scetticismo: del resto come biasimarli… tante battaglie per il lavoro e per loro lo spettro del precariato, con sullo sfondo una famiglia disgregata e un individualismo imperante.
Oggi anche l’amore è liquido – come scrivono alcuni sociologi – e i punti fermi per i ragazzi non esistono più, nel fluttuare di mode e social network.

Invece i ragazzi avrebbero bisogno di certezze!

Assolutamente. Con il rifiuto, le nuove generazioni stanno perdendo anche il buono delle nostre lotte. I valori, l’unirsi, il fare gruppo per ottenere qualcosa. I ragazzi chiedono punti fermi, ordine, disciplina. Invece, spesso, si trovano davanti genitori, professori alle prese con i propri problemi, privi essi stessi di certezze. Che esempio diamo? Prima di chiedere rispetto occorre conquistare la loro fiducia. Dare l’esempio è fondamentale. I ragazzi cercano esempi e sono alla disperata ricerca di nuovo modelli di riferimento. E’ in questo vagabondaggio sociale che rischiano di finire in strade sbagliate.

Dare l’esempio. Mi sembra sia un punto chiave della vostra attività quotidiana di associazione.

Sì, lo è. Oggi si fa troppa teoria e poca pratica: forse il problema principale della scuola italiana. Serve più pratica, serve passione, servono persone pronte a fare, ad aprire varchi, a farsi esempio concreto di cambiamento. Lo Stato, la pubblica amministrazione in questo è carente. Delega a noi associazioni, e il cosiddetto terzo settore.

Spetta a Voi, dunque, la responsabilità dell’esempio?

Noi ci assumiamo questa responsabilità, ma è un’impresa titanica, perché siamo di fatto abbandonati.
Le spiego: è lo Stato, è la Pubblica Amministrazione che dovrebbe offrire determinati servizi, invece non è in grado e delega. Le associazioni rispondono in vece del Comune e della Regione. Ma questo è sbagliato, perché innanzitutto non ne abbiamo i mezzi. Siamo soli a far fronte a migliaia di richieste che meritano risposte complesse.
Le associazioni dovrebbero essere di aiuto alle istituzioni, non essere chiamate a sostituirle, di fatto, come oggi avviene, purtroppo, troppo spesso. Come si fa: con quali budget possiamo sopperire a problemi strutturali che necessiterebbero di approcci integrati? E’ come mettere continui tappi su un recipiente che continua a fare buchi perché è deteriorato. Piuttosto che continuare a sopperire di volta in volta alle singole emergenze, si dovrebbe sostituire il recipiente.

Lo Stato, le istituzioni, riconoscono il vostro valore, finanziano le associazioni?

Il discorso è molto complesso. Le istituzioni aprono dei bandi, bandi pubblici, il cui funzionamento andrebbe rivisto. Per farle un esempio, come avviene l’assegnazione dei fondi? C’è vera trasparenza? In parte. Le spiego: le associazioni presentano i propri progetti per ottenere i fondi. Questi vengono valutati positivamente o negativamente. Bene. Ma a parità di valutazione, cosa determina la scelta? E’ inevitabile che possano istaurarsi meccaniche di favoritismi, di amicizie, legami politici. Oggi un’associazione che vuole operare, come Realtà Donna, al di fuori delle logiche di partito, incontra maggiori difficoltà. Se vuoi restare apolitico e non ghettizzare, ti ritrovi da solo.
Inoltre, un altro fattore su cui riflettere è la mancanza di una valutazione successiva dei progetti: chi valuta la qualità del lavoro, che effettivamente gli investimenti producano risultati? Questo passaggio manca, ed è un passaggio che invece potrebbe evitare un inutile spreco di soldi pubblici.

Cosa si potrebbe fare per cambiare le cose?

Occorrono regole condivise, più disciplina, maggiore trasparenza e i controlli devono essere attuati da persone di ogni sospetto. Lo Stato deve farsi carico dei controlli, ma anche del coordinamento e dare un concreto sostegno alle associazioni.
Considerato prioritario un problema, lo Stato dovrebbe indirizzare le associazioni del Terzo Settore a collaborare per risolverlo, convogliando i fondi sull’obiettivo fino alla realizzazione, non solo per il tempo parziale della durata del singolo progetto. Così non si risolve, si tampona, ma poi si è al punto di partenza.
Un altro esempio concreto, che mi sta particolarmente a cuore: quello dei beni confiscati alla camorra, che possono essere assegnati alle associazioni.  Spesso questi beni sono stati oggetto di gravi atti vandalici, vere e proprie devastazioni. A prescindere da un intervento preventivo di controllo sul bene – che non è stato fatto -, ora l’associazione che riceve il locale confiscato si deve addossare interamente gli oneri della ristrutturazione. Se lo Stato vuole dare un segnale forte dovrebbe poter assicurare un aiuto.

Dare un segnale, dare l’esempio. Sono costanti che tornano nelle Sue risposte, presidente. Da dove prende le energie per essere sempre propositiva, per dare un sostegno concreto alla Sua città, ma anche in famiglia, nella Sua vita di donna, moglie e madre?

Eh… certi giorni me lo chiedo. Le energie talvolta vengono a mancare. Per fortuna però c’è la passione, la voglia, il desiderio di cambiamento, di non rassegnarsi a questo stato di cose.
Sa, per lavoro mi capita di viaggiare spesso per l’Italia… alle volte, parlando, capita di sentirsi l’ultima tra le regioni. Napoli e la Campania devono riprendersi il diritto ad avere voce, a poter decidere davvero del proprio futuro.

Cosa si augura per Napoli e perché crede che un progetto come Napoli Innanzitutto sia importante per concretizzare il cambiamento?

Perché l’unione fa la forza ed un cambiamento strutturale può avvenire solo con il contributo di tutti i soggetti che operano per la città: associazioni, cittadini e istituzioni.

Cari amici di Civicrazia,
queste elezioni per Napoli si giocheranno sulla speranza. Napoli è stata e rimane una grande città europea. La storia di Napoli è quella di un Regno che ha rappresentato una della strutture statuali più complete e articolate che vi siano mai state in Italia.
Al confronto il Piemonte era un piccolo stato subalpino.
Oggi la città è umiliata, fatta regredire da una classe politica irresponsabile e criminale, degna di una repubblica delle banane, a livelli da terzo mondo. Umiliazione e rabbia sono i due sentimenti che covano sotto la cenere. Ma d’altra parte c’è anche la rassegnazione “in fondo questo è ciò che passa il convento…” – “ forse non è proprio una brava persona… però ha sistemato mio cugino”.
Il meccanismo vincente è scardinare fatalità e rassegnazione per fare emergere la rabbia sottostante.
Questo può avvenire solo con una forte iniezione di speranza.

Civicrazia ha scelto Napoli per realizzare un grande modello partecipativo.

NAPOLI INNANZITUTTO

Servizi pubblici inefficienti, spazzatura per le strade, emergenza morale (truffa per falsi  diversamente abili, parentopoli per case e assunzioni).
Napoli è in una crisi senza precedenti.
E’ il momento della SVOLTA.
Civicrazia, a seguito di una consultazione delle oltre 4000 associazioni partecipanti e delle tantissime realtà napoletane aderenti, sta svolgendo l’azione NAPOLI INNANZITUTTO.

Civicrazia con le sue oltre 4000 associazioni ha svolto la consultazione nell’ambito della sua azione comune NAPOLI INNANZITUTTO.

Dalla consultazione è emersa

la necessità di una grande trasformazione, attivando tutte le risorse della società civile, sulla base del documento META.

Il Consiglio Generale di Civicrazia si è riunito a Napoli sabato 4 dicembre 2010 (Antisala dei Baroni, Maschio Angioino).

 
Leggi e fai leggere anche:

– LA SVOLTA per Napoli
– Battere la rassegnazione
– Appello dei Civicratici
– Lettera di Civicrazia a tutti i cittadini di Napoli
– NAPOLI INNANZITUTTO: la speranza

sanitRiportiamo un’interessante riflessione aperta da Teresa Petrangolini, Segretario generale di Cittadinanzattiva, una delle nostre associazioni guida.
In questo intervento sul binomio sanità-corruzione, si aprono infatti alcuni scenari di fondo, che anche noi riteniamo fondamentali e che cerchiamo di portare avanti nella battaglia a favore di una società migliore, meritocratica e trasparente.

L’espediente è un articolo uscito alcune settimane fa (2 ottobre) sul quotidiano La Stampa, dove si calcola che il “giro” di corruzione della sanità italiana ammonterebbe a cento milioni di euro. Quattro le principali motivazioni sottostanti l’illegalità nel sistema sanitario italiano: “tanti soldi, poca trasparenza, controlli scarsi, troppi interessi politici e clientelari”.

Tra i casi e gli esempi riportati, emerge quello della Campania dove, proprio in questi giorni, sono stati raddoppiati i ticket e si preannunciano continui tagli all’intero sistema sanitario. Volendo riassumere la situazione con una metafora, per restare in tema, diciamo che ci troviamo davanti due figure: un malato – la sanità – che si aggrava sempre di piu’, e un dottore – la corruzione – che si arricchisce di conseguenza.

Questa, in sintesi, la situazione ordinaria conosciuta – ahi noi – dai cittadini, ovvero da coloro che della sanità dovrebbero essere gli interlocutori e il fine di ogni agire.

Senza scadere nella retorica di discorsi sterili, ci interessa riportare qui le possibili soluzioni da porre di fronte al dilatare di questa crisi, come suggerisce la Dott.ssa Petrangolini, ovvero:

1. Deontologia e sanzioni per chi delinque: a fronte di tanti medici onesti e anche di tanti comportamenti corretti da parte delle aziende farmaceutiche, ci sono i furbi, chi approfitta della propria professione per recare danno all’altro e arricchire se stesso…Queste persone dovrebbero essere allontanate dalle professioni che esercitano, insieme a tutti i soggetti conniventi. “Maggiore serietà e rigore non guasterebbero, anche per ridare un po’ più di fiducia ai cittadini”.

2. Una giustizia che funzioni: che senso ha denunciare, esporsi, lavorare per avere un paese più giusto, se poi la macchina giudiziaria è bloccata…?

3. In ultimo, una cosa molto semplice: il buongoverno, una qualità alta nel governare il servizio sanitario.

Con alcuni ingredienti essenziali, quelli che anche Civicrazia ritiene siano fondamentali per un auspicabile cambiamento e rinnovamento della società: “l’autonomia dalla politica, l’ascolto delle esigenze dei cittadini ed un loro coinvolgimento attivo, la meritocrazia come criterio di selezione del personale, un regime dei controlli efficace senza le opacità che consentono ai furbi di agire indisturbati, la trasparenza su tutto…”. 

Ci auspichiamo che un cambiamento culturale di questo tipo sia realizzabile, e che sempre più persone siano disposte ad operare per attivare questo tipo di rinnovamento.
Il progetto Napoli Innanzitutto segue proprio questo tipo di princìpi: meritocrazia, autonomia, protagonismo dei cittadini, trasparenza amministrativa.
Ecco le colonne su cui poggiare le nuova fondamenta della città di Napoli!

nuova-eraCivicrazia, nell’ambito del progetto Napoli Innanzitutto, con cui intende ridare ai cittadini napoletani la libertà di scegliere liberamente il candidato sindaco e formulare concrete proposte per il risanamento della città, ha aperto uno spazio di confronto aperto con le associazioni operanti a Napoli.

Questa settimana abbiamo intervistato il presidente dell’associazione Centro Nuova Era, la sig.ra Loredana Salomone.

Signora Loredana come e quando nasce l’associazione?

Il centro Nuova Era nasce nel 2004 con l’intento di diffondere la cultura del benessere psicofisico, ovvero un modo di curarsi in maniera diversa con metodi naturopatici offerti dalla natura. Benessere significa anche coinvolgere il nostro territorio cioè essere in armonia non solo con se stessi ma anche con tutto quello che ci circonda, con il mondo esterno.

Presidente, quindi l’associazione si interessa anche di altro?

Si, siamo impegnati sul territorio e in particolare collaboriamo con iniziative di quartiere. Infatti è sorto un Comitato di quartiere che si chiama “Mi Riguarda” che è nato con la forte motivazione di migliorare la situazione del nostro quartiere, dai rifiuti al potenziamento della linea di autobus C16 mezzo importante di collegamento.
Poi ci siamo battuti, ma purtroppo senza esito positivo, per cercare di far riaprire una struttura abbandonata che è situata in prossimità delle scale di Monte Santo per  trasformarla in una piscina comunale.
Come centro cerchiamo di fare nostre anche le battaglie di altri come singoli o con altre associazioni per una vita migliore.

Quindi, Presidente, credo possa definirsi una vera associazione civicratica, poiché le battaglie del cittadino sono le battaglie di Civicrazia. E, per il futuro, che progetti avete?

Prossimamente abbiamo un cerchio di guarigione per Napoli con la abituale meditazione sul Lago d’Averno.
Periodicamente ci riuniamo in meditazioni sul lago d’Averno a cui partecipano circa cento centocinquanta persone e non è un caso che il lago sia stato sottratto  alla camorra e  questo ci ha commossi  tutti riempiendoci di gioia.
In tanti crediamo che Napoli possa cambiare e che ci siano forze ed energie positive che possano cambiare la situazione ed il volto deturpato della nostra città. Questo è possibile abbattendo la rassegnazione e dando la forza a chi si abbatte, lavorando concretamente nel sociale e meditando con la preghiera per la nostra Napoli. Tante sono le persone positive che sono la parte “bella “ di Napoli.


Sig.ra  Salomone cosa chiedereste al nuovo sindaco di Napoli come associazione e come cittadino?

Chiederei un maggior ascolto alle istanze del cittadino sia al livello di associazione sia come cittadino singolo. Il cittadino non va scoraggiato, ma va spronato ad impegnarsi.

 

Centro Nuova Era – Corso Vittorio Emanuele, 494 (Viale del Pino) – 80135 Napoli
Info: http://www.centronuovaera.it/   –   Tel: 338-4173351 –  E-Mail: info@centronuovaera.it

Sabato 9 ottobre 2010 ore 11 – Sala del Consiglio dell’Ottava Municipalità – Via della Resistenza 12, comparto 12 (Rione Scampia, Napoli)

Oltre 4000 Associazioni unite per la rinascita sociale, etica e politica della città di Napoli, stanno portando avanti l’azione comune NAPOLI INNANZITUTTO.
Nella tormentata realtà del rione Scampia, a Napoli, oppresso dalla malavita e dal mercato della droga si diffonde il messaggio di speranza e di cambiamento di Civicrazia.
Sabato 9 ottobre alle 11, nella sede dell’Ottava Municipalità in viale della Resistenza 12 a Scampia (Sala del Consiglio), i parroci della Chiesa del Buonrimedio, don Luigi e don Alessandro, impegnati sul territorio, le associazioni, i cittadini, i giovani hanno incontrato l’Avv. Giuseppe Fortunato, Presidente di Civicrazia, la coalizione di oltre 4000 associazioni e organismi impegnati per il cittadino protagonista.
Civicrazia chiede per Napoli trasparenza, tutela dei diritti del cittadino, efficienza dei servizi pubblici, pulizia, sicurezza, vivibilità.
Con l’azione concreta della società civile napoletana, la grande trasformazione è possibile.

L’iniziativa è curata dal Comitato per la Rinascita di Napoli, aderente a Civicrazia e dai suoi componenti:

• Prof.ssa Lucia D’Amico Tilena, Coordinatrice del Comitato per la Rinascita di Napoli,
• Prof. Lucio D’Alessandro, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione del Suor Orsola Benincasa di Napoli,
• Dott.ssa Anna Maria de Ritis Guardascione, dott.ssa Alessandra Crispo, dott.ssa  Mariella Mastrangelo, dott.ssa Franca Giaccia, dott.ssa Wanda Messina, dott.ssa Wanda Rodotà de Martino,
• Prof. Gaetano Cerbone, prof. Gianpaolo Cuccurullo,
• I Registi Italo Moscati, Sergio Grieco, Pasquale Squitieri con Nicola Squitieri e Maria Rosaria Squitieri,
• Prof. Franco Bracardi, prof. Ottavio Di Grazia, prof. Sebastiano Marelli, prof. Massimo Corsale, prof. Roberto De Maio,
• Dott.ssa Clelia Castellano, dott.ssa Imma Pempinello, dott.ssa Maria Carmen Stabile,
• Dott. Nicola Forte, dott. Egidio Donadio,
• Gherardo Mengoni, Massimo Milone, Antonello Perillo, Annamaria Ackermann, Ruggero Cappuccio, Marco Perillo, Enzo Gragnaniello, Giacomo Rizzo, Rocco Barocco, Alessandro Cecchi Paone.

napoli-innanzituttoLa consultazione delle oltre quattromila Associazioni di Civicrazia per la designazione del Sindaco di Napoli ha dato un primo chiaro, univoco ed inderogabile risultato.

Per la grande trasformazione di Napoli occorre un Sindaco di alto profilo con requisiti oggettivi, indispensabili per governare una città così complessa, dove i cittadini, così come ha ricordato il Cardinale Crescenzo Sepe, “hanno perso pane e speranza”.

Mentre il Consiglio comunale non riesce a deliberare neppure per le questioni più indifferibili, Napoli è in una situazione di degrado senza pari nel settore dei servizi pubblici, manca lavoro e dilagano invivibilità, sporcizia e traffico.

Occorre un Sindaco che dia una concreta prospettiva di sviluppo e indirizzi il cambiamento della città.
Serve un salto di qualità ed è possibile dare ai cittadini napoletani l’orgoglio di vivere bene nella più grande metropoli del Sud Italia, da trasformare quanto prima in una città con una buona qualità di vita.
Per questo salto di qualità, la società civile napoletana chiede un Sindaco che abbia i seguenti requisiti:

1. approfondita competenza attinente alla Pubblica Amministrazione (superando la stupida  illusione che basta aver gestito cariche pubbliche per saper guidare oggi la complessa macchina burocratica napoletana);

2. approfondita e variegata esperienza non politica o non solo politica di alta direzione di Pubblica Amministrazione, acquisita guidando strutture complesse;

3. alto profilo nazionale e internazionale nello svolgimento di proprie funzioni pregresse, per difendere e affermare con vigore gli interessi di Napoli in contesti nazionali e internazionali;

4. esperienza di tutela dei diritti dei cittadini, con esperienze nell’affrontare patologie e trovare soluzioni concrete;

5. riconosciuta rappresentatività sociale intercategoriale, portando con sé la forza e l’entusiasmo dei cittadini nella grande trasformazione di Napoli.

Sulla base di tale unanime volontà dell’intera società civile, la consultazione prosegue per il varo della nuova classe dirigente napoletana.

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Su questo sito è consultabile il Progetto NAPOLI INNANZITUTTO, il Programma dei Napoletani, il codice deontologico del pubblico amministratore, il percorso per la grande trasformazione di Napoli e il sistema di domande e risposte.

Crescenzio SepeNel discorso seguito alla tradizionale cerimonia della liquefazione del sangue di S.Gennaro, il Cardinale Sepe ha quasi urlato: Napoli è senza pane e senza speranza.
Un bel risultato, mentre Bertolaso torna in questi giorni a Napoli per gestire una nuova emergenza rifiuti.

Ma il Cardinale Sepe ha anche aggiunto che sono i napoletani, a dover prendere in mano la situazione, e questo è quello che pensa anche Civicrazia.

«Non possiamo pensare di svolgere il ruolo di semplici e impotenti spettatori», ma riprendere «la nostra speranza e nostra dignità, che costituiscono un irrinunciabile diritto di tutti. Il percorso è impegnativo ma non impossibile.

Dopo il catastrofico fallimento di tutte le forze politiche serve un nuovo grande progetto per la città, che metta i cittadini al centro e realizzi l’interesse comune.
NAPOLI INNANZITUTTO è questo progetto per una nuova idea di città, che deve essere guidata da un sindaco civicratico, trasparente e competente, da eleggere alle prossime elezioni comunali.

Clicca qui per saperne di più

napoli-immondiziaCivicrazia, all’interno del progetto Napoli Innanzitutto, lancia un’iniziativa a sostegno dei cittadini di Napoli e dell’intera città.

Vi chiediamo di testimoniare con foto e video originali il degrado della città che noi vogliamo documentare come parte dello sdegno e dell’umiliazione che i napoletani provano a causa di un malgoverno irresponsabile che ha messo la città in ginocchio.

Come ha detto anche il Cardinale Sepe, l’unica grande speranza rimasta a Napoli è la mobilitazione dei suoi stessi cittadini. Civicrazia è al loro fianco con le associazioni.

Per inviare le vostre foto/video, scrivete a: napoliinnanzittutto@civicrazia.org

Napoli Innanzitutto è il progetto che Civicrazia sta portando avanti a Napoli per trasformare la città coinvolgendo associazioni, gruppi e cittadini.
E’ la grande trasformazione della città di Napoli a partire da chi la conosce di più e ne vive ogni giorno pregi e difetti.
 

Dalla criminalità alla disoccupazione, dal degrado delle periferie allo smaltimento dei rifiuti, dal traffico alle carenze dei servizi pubblici: troppo spesso la risposta del mondo politico non ha coinciso con le nostre effettive esigenze.

Per questo chiediamo di poter scegliere direttamente e senza imposizioni partitiche il candidato sindaco ideale: di alto profilo, che applichi un programma condiviso, possieda i requisiti essenziali emersi dalla consultazione popolare e segua scrupolosamente il Codice deontologico del pubblico amministratore napoletano.

Tutti i punti sono visionabili sul sito nella sezione Napoli Innanzitutto

23Civicrazia, nell’ambito del progetto Napoli Innanzitutto, con cui intende ridare ai cittadini napoletani la libertà di scegliere liberamente il candidato sindaco e formulare concrete proposte per il risanamento della città, ha aperto uno spazio di confronto aperto con le associazioni operanti a Napoli.

Questa volta abbiamo intervistato Elivia Raia, presidente dell’associazione Ventitré, da anni impegnata sul territorio napoletano a favore di una città più vivibile.
Quando squilla il telefono, è un pomeriggio come tanti a Napoli. Sono i primi giorni di settembre e la città riprende lentamente i suoi ritmi. All’associazione Ventitré sono invece tutti già in fermento; del resto, i bisogni dei cittadini non vanno in vacanza e i progetti portati avanti dai volontari sono davvero tanti.


Presidente Raia, quali sono in particolare le attività che vedono impegnata l’associazione?

Le aree di intervento dell’associazione sono molte: una tra tante i pony civici attivati per il pronto intervento sociale da venti volontari nei quartieri Vomero Arenella. Aiutare i soggetti deboli: gli anziani, in primis, ma anche i giovani in difficoltà.
Anche i gesti più semplici, come fare la spesa e portarla a domicilio, possono essere di grande aiuto se a riceverli è una coppia ultraottantenne che deve arrivare a fine mese con la pensione minima ed in cui uno dei due, per giunta, non è autosufficiente.
I volontari di Ventitré si occupano anche di offrire assistenza in caso di accompagno, di disguido pratiche, di offrire semplicemente la compagnia necessaria a vincere la solitudine.


Quali sono i problemi principali con cui l’associazione si trova a confrontarsi?

Certamente la solitudine degli anziani è un fattore chiave, ma anche le nuove povertà. La crisi economica, a Napoli, è ancora più forte che nel resto del Paese. Qui la difficoltà di arrivare a fine mese fa anticipare la crisi della terza settimana addirittura alla seconda. Se poi un componente della famiglia perde il lavoro, l’ardua prospettiva di ritrovarlo determina uno scoraggiamento enorme: ci si sente abbandonati.

Ventitré partecipa a pieno titolo alla consulta delle associazioni del Terzo Settore Vomero Arenella, è impegnata a livello europeo per le azioni contro ogni tipo di discriminazione e a livello nazionale con il Forum pari opportunità.

I volontari dell'Associazione Ventitré PonyCivici la-terza-casa01

Presidente Raia, dove trova la forza di seguire tutte queste attività?

Eh… in effetti la giornata è davvero lunga, ma il sorriso di coloro a cui l’associazione riesce a portare un aiuto ci ripaga di ogni sforzo. E’ per questo che ci siamo buttati a capofitto su un nuovo progetto, grazie anche ai fondi della perequazione sociale, “La Terza Casa, un centro di incontro intergenerazionale”, un luogo di socializzazione aperto a tutta la città dove portare avanti iniziative dedicate a diverse fasce sociali: ginnastica dolce, ballo, alfabetizzazione informatica, terapia del sorriso…


Una mole enorme di progetti. Il Comune di Napoli e la regione Campania sostengono la vostra attività di Onlus?

In minima parte; servirebbe un aiuto maggiore, più incisivo. Basti pensare che progetti innovativi, che hanno ottenuto il beneplacito del Comune, vengono rimborsati dall’amministrazione dopo tre anni! Se non ci fosse l’energia dei volontari si potrebbe fare davvero poco. E’ umiliante.


Come associazione che ogni giorno opera a contatto con i problemi della città, qual è la percezione che si respira? In questi anni la situazione è migliorata o peggiorata?

Indubbiamente c’è stato un peggioramento. E purtroppo non si vedono prospettive future. Non si vede alcun segnale incoraggiante; nonostante il cambio alla regione, le risposte che vengono date ai cittadini e a noi associazioni sono evasive e si limitano a palliativi di facciata.
Occorre un cambiamento reale e incisivo della gestione pubblica che riavvicini i napoletani alle istituzioni. Le istituzioni devono tornare ad essere presenti per riconquistare la fiducia.
Noi associazioni godiamo della stima della popolazione locale perché ci siamo ogni giorno, perché siamo vicini, siamo sempre presenti, laddove serve, con la grande forza dei volontari.
I nostri ragazzi riescono a dare la carica, infondere speranza anche nelle situazioni più buie, e non hanno secondi fini se non l’utilità pubblica. E’ così che dovrebbe funzionare anche l’amministrazione comunale, se vuole essere davvero percepita come vicina ai cittadini e non alle logiche di poltrona.


Non è così, oggi?

Purtroppo no. Non manca molto alle prossime elezioni comunali e rischiamo di trovarci nelle stesse logiche di sempre. I candidati sindaco, pur se animati dalle migliori intenzioni, di fatto avranno le mani legate.


Civicrazia, con l’azione Napoli Innanzitutto, mira proprio a cambiare questa logica, svincolando il Sindaco dalle pressioni dei capigruppo o dalle brame di poltrone e posti chiave. E’ la mossa giusta?

Sì. I cittadini devono poter scegliere autonomamente il candidato che dovrà rappresentarli, devono poter rompere il tetto di vetro costituito dalle liste blindate delle segreterie di partito che indicano i nomi al nostro posto.
Solo così il sindaco può essere davvero vicino ai bisogni della cittadinanza e non essere prigioniero della politica. E’ l’unica strada, questa, in grado di dare al nuovo sindaco la libertà di prendere scelte coraggiose, oggi quanto mai necessarie.

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