lunedì 23 Gennaio 2023

Dar voce alla cooperazione silenziosa

martedì 22 Dicembre 2009 21:19
Notizie Visto da Civicrazia

 “La vita e il racconto del paese non sono il reality show. La vita è fatta di successi, di sofferenze di sacrifici; di lavoro che non c’è e c’è chi vorrebbe neanche si dicesse; di precariato e di lavoro che poco spazio trovano sui giornali de ancora meno sui telegiornali; e la vita è fatta di cooperazione silenziosa ed efficace di tante donne e uomini che ogni giorno promuovono la convivenza civile”

Sono alcuni estratti di ciò che ha scritto il giornalista nonché segretario generale FNSI Franco Siddi nell’articolo Non c’è giustizia senza piena e libera informazione sul periodico di categoria “Giornalisti”.

Civicrazia vuole proprio dar voce a quella cooperazione silenziosa che da sempre regge l’Italia e la fa essere davvero un Paese. “L’Italia che fa” raccoglie e amplifica le richieste e le iniziative concrete di una cittadinanza attiva, solidale e tesa al progresso della nazione.
Troppo spesso i mass media o la politica sono sordi ai veri bisogni del Paese, troppo spesso le liti rubano lo spazio a dibattiti e issues di utilità pubblica.
Civicrazia con la sua Primavera vuole riportare finalmente il Cittadino protagonista.

L’Ordine dei Giornalisti con Civicrazia testimonia la volontà di ripristinare “il senso ordinario dei valori e dei principi della nostra convivenza”, in cui ognuno torni a fare il proprio mestiere “la politica deve fare la politica, l’informazione deve fare l’informazione”.

Per questo “I giornalisti sono uomini e donne … che possono rifiutare la farsa di chi sostiene che in Italia non stia accadendo nulla e, di conseguenza, decidere con serietà e onestà intellettuale di appellarsi all’opinione pubblica dicendo con chiarezza che ad essere in crisi è la vostra e la nostra libertà di cittadini; una libertà che è tale se e quando è nutrita quotidianamente da un’informazione libera e concreta.”
“Ci preoccupa la dignità del nostro paese e non vogliamo lasciare ad altri che facciano i censori”.

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