Giu 22, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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VIOLENZA DI GENERE: IL PICCOLO PASSO DELLE FORMICHE

Prendere coscienza della facoltà di scegliere ti fa sopravvivere.

 

 

Scegli di camminare a piccoli passi verso un traguardo: essere come ti vuoi senza se e senza ma.

 

Non sai ancora che puoi scegliere di non continuare a rispondere, di non incontrarlo e che niente e nessuno ha il diritto di farti sentire in colpa per la tua scelta.

Nulla è sbagliato in te. Se ti chiedi ancora perché non lo vuoi accanto, come puoi modificare le intromissioni e il suo atteggiamento, forse dovresti fare un piccolo passo.

Lo stato italiano il piccolo passo lo sta facendo in questi giorni poiché è all’esame del Parlamento la proposta di legge costituzionale n. C. 2197. Tale proposta di legge mira a modificare l’art. 24 Cost., aggiungendo: ”La Repubblica tutela le vittime di reato”.
Quando la norma sarà approvata la tutela della vittima di reato sarà un principio con funzione regolatrice degli impegni statali regionali e locali, quindi di più ampia portata.
La tutela infatti non sarà solo relegata all’ambito processuale penale e civile (solo per stabilire in un processo penale se l’indagato sia o no COLPEVOLE del reato e se alla vittima sia dovuto un risarcimento), ma avrà un più ampio perimetro, una dimensione strutturale di cui dovrà tener conto la futura legislazione ed il vaglio giurisprudenziale.
La tutela rafforzata riguarda anche chi è vittima secondaria del reato, cioè coloro che saranno privati per sempre di una madre, di una figlia, di una sorella, di un amore e ciò in linea con il diritto sovranazionale.

 

 

Il Legislatore ha inteso adeguarsi agli sviluppi del diritto sovranazionale.

 

Le vittime hanno diritto ad essere informate (e prima di conoscere le notizie dai media, dei social, da lettori di tali notizie), hanno diritto ad essere protette ed a partecipare al processo in ampia protezione, hanno diritto ad essere sentite in audizione protetta e ad assistere in aula in presenza per essere esaminate meno volte possibile allo scopo di evitare la pervasività degli strumenti telematici. Le donne, al pari di altre categorie di persone vulnerabili, sono anche vittime di violenza intersezionale, violenza mediatica oltre che per il ruolo ricoperto, anche per sesso, razza, lingua, disabilità, orientamento sessuale, convinzioni religiose.

La Direttiva Europea 2024/1385 segnala l’attenzione alle forme di violenza online e, più in generale, al ruolo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), che viene in considerazione in una duplice prospettiva. Da una parte, l’uso di strumenti informatici o telematici rappresenta un fattore che, specie in ragione della idoneità pervasiva rispetto alla vittima, rende più insidioso il fenomeno della violenza contro le donne. Si tratta di una forma di violenza cui sono esposte le donne che hanno un ruolo politico, le giornaliste, le donne impegnate per la difesa dei diritti umani, con l’obiettivo principale di ridurle al silenzio, le donne che ricoprono ruoli apicali nelle Amministrazioni pubbliche ed anche CEO, persino in contesti educativi come la scuola e l’università, ove l’attacco mediatico genera esclusione sociale, ansia, induzione all’autolesionismo e, nei casi più gravi, al suicidio.

Occorre prendere coscienza degli spazi di tutela nazionali e sovranazionali, del diritto al risarcimento come provvidenza statale e delle modalità di indennizzo anche per un molestatore anche sconosciuto o nullatenente con il fondo di rotazione per le vittime del reato.

Occorre prendere coscienza del diritto di dire no al compagno, al marito, al padre o alla persona a cui sei stato affidato/a, che tu sia maggiorenne o minorenne: occorre fare un piccolo passo che salva la vita; non sai mai quale può essere l’intenzione della persona accanto a te.

Fa un piccolo passo come la formica e volerai libera come una farfalla: chiedi un sostegno specializzato anche in forma anonima e non mollare mai … scegli di reagire… non sei sola …

Gina Cordella, Avvocato

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