La scuola dovrebbe rappresentare il luogo più sicuro dopo l’ambiente domestico: è qui che i genitori affidano i propri figli con la piena fiducia che non si verifichino situazioni di pericolo.
In alcune scuole questa certezza appare compromessa: gli edifici scolastici presentano cedimenti strutturali, allagamenti e degrado. I genitori non hanno alternative, perché l’obbligo scolastico vale anche in presenza di strutture inadeguate.
IL MESSAGGIO CHE NON SI PUÒ IGNORARE
Le mamme dell’IC 83° Porchiano-Bordiga, sede centrale di via Molino Fellapane 39 Ponticelli, hanno diffuso sui social un messaggio di protesta. Parlano di pannelli caduti, di acqua che penetra e scorre tra i fili della corrente, di cinque bagni agibili su dieci in un istituto con centinaia di alunni tra i 6 e i 13 anni.
C’è un dettaglio che spicca. Le mamme con la preside, gli insegnanti e i collaboratori scolastici chiedono di fare squadra. Non è una critica alla scuola, ma un invito a sostenerla insieme.
DIVERSE SCUOLE, STESSO COPIONE
Il Porchiano-Bordiga non è un’eccezione. Nella scuola d’infanzia comunale Perasso di Barra è crollato il solaio di un’aula: circa 20 metri quadrati di soffitto. L’aula era già interdetta e vuota, ma nell’edificio c’erano bambini e personale, e l’intero plesso è stato chiuso.
Inoltre sono stati evidenziati muffa, infiltrazioni e intonaci scrostati all’asilo nido Callas, nel Rione Conocal. I bambini sono stati spostati in un’altra classe. Il sindacato racconta di aver segnalato il problema all’ufficio tecnico della Municipalità senza ricevere risposta.
Negli stessi giorni è emerso anche il caso della scuola Lotto O, chiusa da settembre.
IL QUADRO NAZIONALE
Nel rapporto di Cittadinanzattiva, da settembre 2023 si contano 69 crolli nelle scuole italiane, il dato più alto degli ultimi sette anni.
Circa il 64% dei docenti intervistati segnala fenomeni dovuti a manutenzione assente o inadeguata: infiltrazioni, distacchi di intonaco, umidità. Non sono incidenti imprevedibili. Sono segnali che si vedono, si segnalano e troppo spesso restano lì.
E il denaro per riparare c’è tant’è che si trova, ma solo quando l’emergenza è conclamata.
IL NODO: MANUTENZIONE ORDINARIA
Mettendo in fila i fatti, emerge uno schema. I fondi arrivano a ondate, per emergenza o per grandi opere che accumulano ritardi. La manutenzione quotidiana, quella che impedisce a un pannello di staccarsi e all’acqua di raggiungere l’impianto elettrico, dipende da uffici di Municipalità senza personale e senza risorse sufficienti.
UNA SPERANZA, E UNA RICHIESTA CHE È DI TUTTI
Le scuole non sono condannate. Dove famiglie, docenti e personale scolastico si muovono insieme, le istituzioni sono costrette a rispondere. E ciò che oggi cade a pezzi può tornare sicuro.
La richiesta è una, semplice e alla portata di tutti: una mappa pubblica delle scuole in ciascuna Municipalità, con le criticità note, gli interventi programmati e le risorse per la manutenzione di ogni plesso. Chiediamola insieme, dal quartiere, dalla scuola dei nostri figli, dal telefono che abbiamo in tasca. Un genitore che conosce i rischi può pretendere che vengano eliminati. Alziamo la voce, con garbo e senza arretrare: i nostri figli meritano scuole sicure, e noi abbiamo il diritto di sapere.
Salvatore Cocchio, Giornalista






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