sabato 4 Febbraio 2023

La valutazione di invalidità

venerdì 3 Luglio 2009 13:44
Notizie
Valutazione di invalidità. Superiamo i punti critici.
Intervista a Giuseppe Sannino di ANIDA Onlus.

Il sociologo Sandro Bernardini ha definito la società contemporanea come la Società Anziana.
Ovviamente il tema della malattia e dell’invalidità è un argomento caratterizzante questa epoca. 
Invalidità e disabilità sono i punti cardine in cui opera ANIDA Onlus, associazione nazionale che da anni opera per promuovere il pieno diritto alla salute del cittadino.

Le battaglie che ANIDA ha svolto in favore dei diversamente abili a tutela dei loro diritti civili e umani vanno dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica alla formazione di volontari, all’assistenza e alla consulenza per le pratiche di riconoscimento dell’invalidità.

Il Presidente, Dott. Giuseppe Sannino, Difensore specialista di Civicrazia per i Disabili, ci illustra meglio alcuni aspetti critici che ANIDA ha riscontrato sulle valutazioni di invalidità.

Dott. Sannino, che vuol dire superare i punti critici sulle valutazioni di invalidità?

Oggi lo Stato chiede ai medici di gestire il fenomeno dell’immigrazione clandestina facendosi delatore di situazioni di illegalità, chiede loro di fare i contabili addossandosi la gestione dei costi delle cure.
Questi aspetti contraddicono la missione primaria dei medici che è assistere i pazienti.
Il medico deve curare e non chiedersi “quanto costa” la cura.

E’ giusto combattere i finti invalidi?

La nostra è una società che invecchia. E’ evidente che aumentino anche le situazioni di invalidità e i soggetti che necessitano di assistenza. I finti invalidi esistono e vanno combattuti, siamo tutti concordi. Ma con quali mezzi? Non si può generalizzare. Il Governo è portato a gridare “Al lupo al lupo” per l’ansia di rientrare nelle risorse. Questo genera allerta sociale. Bisogna offrire ai cittadini maggiore chiarezza.


Qual è l’impegno civicratico di ANIDA in questo senso?

ANIDA punta a coinvolgere tutti i soggetti coinvolti nel riconoscimento e nella revoca dell’invalidità. A Napoli abbiamo di recente organizzato un convegno per far sedere allo stesso tavolo i medici delle commissioni ASL e INPS, oltre che i pazienti in un confronto diretto.

Mettere i medici a confronto sulle valutazioni di invalidità. Perché?

Non vogliamo professionisti di serie A e B. I medici devono svolgere la propria professione secondo coscienza, in base alla deontologia vigente. Lo stato attuale che pone in mano ai medici INPS la responsabilità di rivedere il giudizio dei medici della ASL di fatto sembra discriminare la professionalità dei primi.

 

Sono numerosi i casi in cui l’INPS decide di revocare l’invalidità?

Certamente, e in aumento per ragioni economiche. Ovviamente i falsi invalidi vanno perseguiti e puniti, ma non si può generalizzare e bisogna ammettere che vi possono essere degli errori. Io stesso ne sono stato vittima. Proprio dal mio caso personale ho deciso di attivarmi civicraticamente per combattere questa ingiustizia ed aiutare coloro che come me potessero trovarsi nella stessa situazione.

Da allora con ANIDA abbiamo fatto molte battaglie per vedere riconosciuti i diritti dei disabili. L’ultima il 31 marzo a Palazzo Chigi dove siamo pronti a tornare per sollecitare nuovamente il Ministro del Lavoro Sanità e Politiche Sociali Sacconi ad aprire un tavolo di concertazione che entri realmente nel merito delle questioni sollevate dall’associazione.

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