sabato 4 Febbraio 2023

Settimana della Cultura: in Italia oltre la metà dei siti Unesco è in sofferenza

giovedì 14 Aprile 2011 14:01
Notizie

unescoL’Unesco li ha dichiarati “patrimonio dell’umanità”.Luoghi ed opere uniche al mondo che rappresentano l’Italia all’estero.Eppure, dopo sforzi immani per rientrare nella rigida lista dei beni stilata dall’Unesco, i tesori italiani finiscono in rovina.L’emergenza cultura nel Belpaese è davvero preoccupante. Dei 45 siti Unesco italiani, infatti, oltre la metà (23) è afflitta da situazioni critiche più o meno gravi che ne mettono a repentaglio il futuro. Tra questi ci sono beni paesaggistici eccezionali come la costiera Amalfitana, un tratto di costa che tutto il mondo ci invidia, dove dilagano abusivismo edilizio ed emergenza rifiuti; le isole Eolie, paradisi della natura forgiati dal vento e dal fuoco quotidianamente minacciati da interessi speculativi e ipotesi di nuovo cemento; il parco nazionale del Cilento assediato dall’illegalità edilizia ;la laguna di Venezia, un sistema fragilissimo insidiato dall’erosione, l’inquinamento marino, le acque alte e la pesca abusiva. In pericolo anche aree archeologiche di straordinario interesse come Agrigento, Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica, le necropoli etrusche di Cerveteri e le famosissime Pompei ed Ercolano che lottano quotidianamente contro il degrado, l’emergenza crolli, i rifiuti, gli abusi edilizi e la scarsità di servizi.
Tra i principali mali che incombono sui siti Unesco italiani sono da segnalare automobili e traffico, una vera “spada di Damocle” sulla testa di molti posti straordinari, come i Sassi di Matera dove il recupero e la rivitalizzazione degli antichi rioni è ferma da tempo mentre si progettano nuovi parcheggi, oppure i centri storici di alcune delle più importanti città d’arte del Paese come Roma, Napoli, Verona, Siena e Urbino: musei a cielo aperto, soffocati da smog, veicoli ovunque e inquinamento, dove si progetta e si guarda al progresso senza interessarsi troppo di quello che esiste da secoli.
Lo sviluppo urbanistico eccessivo è anche l’incubo di Assisi e di altri siti francescani, del villaggio industriale di Crespi d’Adda e dei Sacri Monti della Lombardia, mentre l’incuria, la scarsa manutenzione e a volte il malcostume stanno seriamente mettendo in pericolo gioielli, archeologici, architettonici e artistici come la Villa del Casale a Piazza Armerina, Villa Adriana a Tivoli, Castel del Monte, i Monumenti paleocristiani di Ravenna, la Reggia di Caserta e  le Residenze Sabaude. Il recupero e la valorizzazione dei beni culturali può diventare l’asse portante di un nuovo sviluppo del turismo, che porta lavoro e benessere e al tempo stesso promuove l’attenzione e l’amore degli italiani verso l’arte. Un Paese civile non può lasciare che simili tesori scompaiano sotto l’ombra del degrado.

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