domenica 22 Gennaio 2023

Una tipica storia italiana

sabato 15 Settembre 2018 11:39
Notizie

Il 15 settembre 2018, il Governatore della Campania, e commissario straordinario alla sanita’, onorevole Vincenzo de Luca, inaugurera’ il Pronto soccorso dell’Ospedale del Mare

L’ospedale è un eccellente paradigma di come in Italia ed in particolare al sud, si esercita la funzione di governo. L’idea di realizzare un nuovo ospedale nella città’ di Napoli vide i suoi primi passi alla fine degli anni 90. Nel 2004 si pose la prima pietra.

Il progetto dell’architetto Renzo Piano introduceva nell’edilizia sanitaria campana, elementi di grande innovazione, sia dal punto di vista squisitamente estetico che funzionale.

La nuova struttura sarebbe stata un primo esempio di vera e propria cittadella della Buona Salute, ove gli utenti avrebbero potuto fruire di servizi di assistenza clinica ed accoglienza, e tecnologia ad essi collegati, di livello superiore.

Inoltre per favorire l’erogazione di cure ultra specialistiche veniva incluso nel progetto un corpo alberghiero ad hoc, per consentire ai familiari dei ricoverati piu complessi da trattare, di essere vicini ai propri cari.

L’ospedale entrava a far parte della già ricca famiglio di PP.OO. dell’ ASL Napoli 1, all’epoca la piu grande d’Europa per numero di utenti ed ospedali, e doveva servire a “decongestionare” alcuni ospedali del centro storico, ospitati in edifici del 1400-1500, assolutamente inidonei alla funzione, e che però rappresentavano per la popolazione locale, presidi strategici…diciamo pure “gioielli di famiglia”….dai quali, era facile immaginare, che i napoletani si sarebbero separati non senza vibranti proteste.

Venne scelta come area edificabile una vasta zona di confine a sud del comune di Napoli, tra la linea di costa e le pendici del Vesuvio, nel quartiere-dormitorio di Ponticelli.

Talmente pendici, da trovarsi immediatamente inserito nella cosiddetta zona rossa, per rischi eruttivi.

Per queste ragioni il progetto esecutivo prevedeva soluzioni antisismiche di avanguardia, ma certamente in caso di eruzione, come da scaramanzia, avremmo dovuto “danzare per gli dei dell’olimpo” al fine di  scongiurare che lapilli e fiumi di lava sommergessero il gioiellino …

L’area urbana pur avendo ampi spazi edificabili e volgendo lo sguardo verso uno dei panorami piu belli del mondo, risultava estremamente periferica e priva dei servizi infrastrutturali di collegamento adeguati al flusso di cittadini che ogni giorno si sarebbero mossi dalle loro abitazioni verso l’ospedale.

Nel 2006 l’area geografica a ridosso del nuovo ospedale ( diversi comuni e molte migliaia di abitanti) risultava essere dotata comunque di altri presidi analoghi, seppur con un minor numero di posti letto.

I posti letto sarebbero stati circa 500, più o meno corrispondenti alla somma di quelli dei 4 ospedali da chiudere/riconvertire, e cioè: l’ “Annunziata-Ascalesi”, il “Loreto Mare” , il “San Gennaro” ed gli “Incurabili”

La realizzazione dell’opera richiedeva capitali importanti; si decise perciò di adottare per la prima volta un sistema misto pubblico-privato, il cosiddetto project financing, in cui un gruppo di aziende private in ATI, a fronte di un investimento pari al 47% della spesa, avrebbe poi recuperato la spesa gestendo una serie di attività per 30 anni.

Costo previsto dell’ospedale “chiavi in mano” circa 187 milioni di euro.

Il 2006 era certo un periodo in termini di economia globale…di “vacche grasse”….

Nella tipicita’ italiana avemmo a confidare troppo nella buona sorte….e poiché stiamo parlando di una “TIPICA STORIA ITALIANA”…a che punto siamo???

Al 2018, dopo diverse vicissitudini del tipo:

blocco dei cantieri, sostituzioni delle ATI nel project financing, inchieste della magistratura, inaugurazioni a singhiozzo di piccole operatività….ma sempre fatte in “pompa magna”….i costi generali si sono più che raddoppiati.

Nel 2013 l’opera fu rifinanziata con ulteriori 180 milioni di euro e delle infrastrutture di collegamento neanche l’ombra …

Ancora molte opere interne da realizzare, reparti interi da arredare, e soprattutto mancano del tutto le risorse umane che fanno funzionare un ospedale!!!

In compenso l’Ospedale del Mare è frequentemente set televisivo-cinematografico…mostrandosi al mondo intero, in tutta la sua bellezza architettonica.

Negli ultimi mesi nonostante un livello di attività clinica molto basso, pur si è riusciti a riempire le pagine dei quotidiani nazionali, per episodi dubbi di “forse” malasanità…tipo quello di uno stimatissimo professionista, primario di chirurgia, che per partecipare ad una festa di beneficenza, avrebbe chiuso il suo reparto, spostando un paio di pazienti da un corridoio ad un altro…o di presunti sabotaggi e complotti miranti a screditare chissà chi…

Ma invero rileggendo le parole dell’ onorevole Vincenzo De Luca rilasciate in due tornate ad una prestigiosa testata giornalistica, si comprende facilmente che non c’è bisogno di un “complottatore misterioso” per essere screditati.

Il Governatore per aprire il PS, che a fronte dell’inesistenza dei reparti di accoglienza, a quali emergenze potrà mai far fronte…si “è fatto prestare 5 unità professionali” dall’AORN Cardarelli, e sostiene, che in questo modo, il lavoro del PS del Cardarelli si ridurrà del 70%!!!!

UNA STORIA TIPICAMENTE ITALIANA…

Perché ???

perché l’idea era buona e nobile e rivolta a migliorare gli standard qualitativi del Servizio Sanitario Regionale;

perché si pensava che una comunità di “persone a rischio”, geograficamente confinata e depressa, potesse trovare un occasione di sviluppo sociale, culturale ed economico, attraverso la realizzazione di un importante asset pubblico ( come ad esempio si vorrebbe fare da anni con il Polo Universitario a Scampia, dove ora sorgono “le Vele”);

perché utilizzando risorse economiche comunitarie, e mettendo insieme parti diverse della società, si poteva fare “palestra” per il futuro…

poi però si ricade nei soliti mali “istituzionali” italiani…

malaffare, negligenze, incompetenze, ruberie, interesse esclusivo per un “consenso elettorale” da bancomat….

piuttosto che fare programmazione di medio-lungo termine e focalizzarsi sul principio che fare buona politica, per i cittadini…vuol dire avere parimenti consenso e voti…ma di genere più solido, che resistono all’usura del tempo…

Cosa ancora di mal vessazione dovremo noi cittadini sopportare….e per quanto tempo???

Alla prima domanda non me la sento di rispondere, il genio italico è sconfinato…

alla seconda si…perché dipende solo da noi interrompere “il gioco”…

I CITTADINI VOGLIONO SUBITO IL DIFENSORE CIVICO NAZIONALE

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