giovedì 9 Febbraio 2023

Un salto in avanti per la Vita

lunedì 14 Marzo 2022 20:33
Notizie

Dalla Oligarchia alla Civicrazia

E’ necessario fare un salto in avanti per  superare il congelamento delle nostre vite, dei nostri sogni, dei nostri programmi esistenziali; ed accedere di nuovo alla messa in atto dell’ esistere, del sogno e di progetti, dei programmi di vita dentro di noi e di quanto ci è utile per la nostra realizzazione e autodeterminazione,  allestire e porre dentro un cerchio quanto più condiviso; strumenti utili alla Rinascita della nostra Vitalità, della nostra forza, del nostro desiderio di bellezza, e benessere.

E’ necessario un salto in avanti per superare il terrore della malattia e della morte, che in molti ha congelato le risorse creative, la vitalità, per entrare in un circuito di sofferenza, dolore, e peggio ancora di impotenza. Oggi più che mai sentiamo che nessuno potrà salvarci da noi stessi e dalla nostra incapacità reattiva a tanta sofferenza intorno, a tanta dissonanza cognitiva e alla perdita di comunicazioni non lineari che spesso non raggiungono l’intento e lo scopo desiderato.

Il Cittadino deve sentirsi protagonista del proprio destino,  oltre il caso e la necessità, e riappropriarsi di ciò che egli rappresenta: la cellula, il nucleo fra tanti, di una società, oggi ferita, nei corpi e nella mente per andare oltre, riappropriandosi dei diritti e dei doveri che lo connotano e che lo vedono emergere con carica propulsiva e dinamica. Il Cittadino Protagonista!!

Il Cittadino deve partecipare al superamento della crisi sociale, sanitaria, umana, collettiva e individuale, apportando quanto egli possiede in termini di diritti e risorse, in forza di una sua chiamata profonda a dare il proprio contributo alla Societas, al Gruppo, a quanti lo circondano.

Se è vero che il Male è come la Peste, contagia, è pur vero anche che la resilienza, la solidarietà, la consapevolezza di poter pacificamente e con forza, inserire elementi nuovi nelle relazioni, nel mondo interiore che possono innescare un processo di cambiamento, di comunicazioni dirette ed indirette, implicite, che vanno a far sfumare, lentamente, la paura della Morte che oggi è Paura di vivere.

E’ necessario un Salto in avanti per ristabilire coesione sociale, ristabilire rapporti di solidarietà e fiducia, fra cittadini consapevoli e le Istituzioni; queste non possono da sole disegnare le nostre vite.

L’attribuzione di responsabilità alle istituzioni differenti, aridisegnare le nostre vite (famiglia compresa e comunità, enti locali ecc.,) è un atto di delega in bianco che non può caratterizzare il Cittadino Civicratico!

Le Istituzioni vanno aiutate a intercettare i bisogni collettivi e individuali, perché nella moltitudine delle diversità,ogni singolo sia Porta e Voce di bisogni condivisi, di risorse personali e gruppali, che ridiano linfa vitale a quanto questo momento storico richiede: La rinascita-La ripresa. Una moltitudine di singoli Cittadini che non attendano che i loro bisogni siano soddisfatti e le loro fratture traumatiche, i lutti, possano essere interpretati e risolti dai vertici, ma che comprendano che le istituzioni vanno Aiutate, immettendo e creando un clima di superamento di emozioni distruttive…e persino divisione sociale quali odio, creatività congelata, apatia e paura.

Il Cittadino consapevole non ha bisogno di Capri Espiatori; si assume la responsabilità intera della propria Umanità e valorizza se stesso e l’altro per quello che E’, per ciò che apporta di utile, buono e necessario, sia alle generazioni attuali che a quelle future.Quanto detto, in riconoscimento di una memoria individuale e collettiva affinché la memoria non sia un mero esercizio ripetitivo, ma la sede a posteriori di una lettura critica e valoriale da conservare e dalla quale attingere, affrontando anche l’orrore che la storia ha in se. Affinché abbia a non ripetersi. L’antenato va rivisitato e restituito al presente nei suoi molteplici aspetti, spesso dissonanti, ma sempre comunque come fonte di vita attuale.

Il profilo di un essere umano completo non scevro dai paradossi dei conflitti, da zone oscure persino a sé stesso, è connotato dalla tolleranza e dal rispetto per un divenire del singolo e della collettività al quale partecipa senza sottrarsi, per pigrizia, inerzia o paralisi.

Là, dove la paura della malattia e della morte, in una foresta di simboli incrociati, aggrovigliati da personali esperienze, l’assertiva coscienza di una condizione umana comune porta l’obbligo del reciproco riconoscimento di uno stato di necessità: la ricerca di una comunione di intenti e assunzione di responsabilità.

Detta responsabilità deve essere un laboratorio di cosciente consapevolezza di quanto si comunica a Sé e agli altri, a parole e fatti. Reimpostare i rapporti tutti all’ insegna di un rispetto civile dentro una Società libera e Democratica. Questa anzi detta società valorizza i cittadini protagonisti del superamento della crisi in Atto, -drammatica per molti- attraverso diritti e doveri che fungano da psicopompo, propulsore dinamico per affermare la vita, i progetti creativi, il superamento della paura accostata da presenze  attive di quanti non hanno rinunciato a esserci, a farsi avanti per restituire percorsi di benessere e vicinanza ai più fragili.

Il grado di Civiltà di un popolo, il grado di Democrazia di una nazione è determinato da una semplice equazione: il benessere e le opportunità date ai singoli e alla collettività di autodeterminarsi in una società libera da dogmi e preconcetti, che non svuota di valore i fragili, ma che esalta il valore della esistenza in ogni ambito: scientifico, culturale, artistico, sanitario. Dentro una piattaforma o un insieme di presenze si erge a ridefinire il cambiamentocondiviso, senza capri espiatori e divinità despote, poiché proprio la morte esalta la vita ricordandoci che tutti siamo circondati dal mistero, che siamo sconosciuti persino in molte zone a noi stessi, e per questo, nonostante la scienza, dovremmo stringerci intorno a scopi comuni.

E’ utile, indispensabile, che i cittadini protagonisti (civicratici)facciano un salto nel vuoto, facciano un passo avanti e siano porta-voce di istanze nuove di un nuovo umanesimo che abbia chiaro la coscienza dello scopo dei gesti e delle parole, delle attività e della inerzia. Il Cittadino Civicratico deve ed è consapevole della coscienza dello scopo, consapevole di diritti e doveri si traghetta verso una Società Civicratica, dove il Cittadino e solo il cittadino è protagonista, unito e dentro una collettività che sempre più alimenta Democrazia e Civiltà: pari opportunità per tutti.

Per Noi Civicratici un diritto del cittadino non deve e non può essere considerato favore o donazione, poiché – assunta la coscienza della pari dignità del singolo – abbiamo come scopo cosciente la ricostruzione dei rapporti, le ricongiunzioni delle fratture sociali, nazionali e internazionali e una democrazia improntata all’umanesimo della cura, del lavoro, della organizzazione sociale, scevra da categorie quai dominio- sottomissione. Noi Civicratici crediamo fino alla totale realizzazione nel bisogno di una transizione umanistica che ancora non si è realizzata, poiché è necessario ritirare le deleghe date a pochi, e poi lasciati soli, nella gestione delle nostre vite.

Il Cittadino Civicratico è attento osservatore e produttore del corso degli eventi e facilita il passaggio di elementi costruttivi per il bene comune, o individuale. Egli allerta tutti quando intravede che il tempio possa essere profanato, distrutto o peggio ancora trascurato, non visto.

Questo Tempio è congiuntamente il corpo del singolo, la società in trasformazione ma coesa, la scienza in evoluzione e il diritto. Tutto questo in un mondo in espansione dove non possiamo più disperderci, ne considerarci isole criptate, ove ogni uno assolve ai propri diritti e doveri ma di tanto intanto diventa Osservatore attento, Faro e quando necessario dare solerte il proprio contributo, verso l’ evolversi civile della Dignità Umana.

Questa è l’ora, hic et nunc, di essere Presenti a noi stessi e agli altri per dare un contributo alla società, alla collettività, alle minoranze, ai singoli.

La nostra scelta Civicratica ci salva dalla solitudine dei burocrati, allo scopo di diffondere un clima ove facilitare la realizzazione dell’altro e il suo benessere; è capo saldo e misura del nostro grado di libertà e Democrazia, accanto a una scienza rispettosa dell’Umanità, in una Società libera.

Libera da ogni forma di oscurantismo, integrando Umanesimo e Scienza.

E allora avanti per contribuire a una rinascita e a un cambiamento ancor più veloce e necessario in un momento ove il contagio, persino quello delle idee, è cosi avvantaggiato dai venti che provengono da ogni dove, affinché Noi si Possa conteggiare il cittadino a una consapevole capacità di cambiamento, in aiuto alle istituzioni e a vantaggio di una Umanizzazione di ogni settore della organizzazione sociale attuale, con tutti i suoi apparati e sistemi. Umanizzazione dovuta e necessaria soprattutto nell’epoca della digitalizzazione, strumento di vita e non di annichilimento.

Allora possiamo dire non Oligarchìe ma Civicrazia, nel rispetto di quanto le istituzioni rappresentano proprio perchè  riempite dalla nostra presenza, necessaria a tenere coesa e in Movimento la moltitudine in cammino e in diverse direzioni.

E allora che il Civicratico cosciente, con l’azione congiunta,  elimina vincoli dall’oppressione, da limitazione e da imposizioni, poiché assolve al suo valore aggiunto di Osservatore e Attore, per il rispetto dei propri e altrui diritti, attivando la propria presenza attiva quale baluardo insostituibile.

di Donatella  Mereu

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