domenica 22 Gennaio 2023

Un giorno qualunque

mercoledì 17 Ottobre 2018 13:05
Notizie

Il 23 ottobre 2018 sarà un giorno qualunque

Quel martedì, secondo le informazioni reperibili nel sito dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Age.Na.S, si svolgeranno almeno 98 eventi congressuali di carattere clinico , con E.C.M..

Gli ECM sono i crediti formativi che gli  operatori sanitari, da alcuni anni, devono accumulare, per poter continuare ad esercitare la professione medica.

In pratica la formazione obbligatoria che Aziende ospedaliere ed ASL devono garantire ai propri dipendenti, è stata parzialmente integrata con altra, diciamo a più “libera” scelta.

Questa formazione, conosciuta appunto come ECM, viene realizzata con il contributo liberale ed incondizionato delle aziende farmaceutiche e produttrici di Dispositivi medici.

Il 23 ottobre 2018, giorno qualunque, di questi eventi ECM, se ne faranno almeno 98, in tutta Italia.

Nelle ultime settimane l’azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore” di Parma è stata oggetto di una importante inchiesta per corruzione/ concussione che ha visto implicato ( sempre con la presunzione di innocenza) un luminare dell’onco-ematologia italiana, primario di uno dei più importanti centri nazionali per il trapianto di midollo osseo.

Poco più di un anno fa, sempre al Maggiore, un altro luminare della medicina, estensore della famosa legge 38 del 2010, sul diritto dei cittadini ad essere curati per la malattia “dolore”, era stato indagato per un altro caso di corruzione/concussione.

Questi  due “scandali” hanno molte cose in comune.

Hanno in comune per esempio la grande sofferenza, e la grande speranza di guarigione, di chi ha un cancro del sangue ed affronta la fatica quotidiana di ricevere un TDMO (trapianto di midollo osseo) e/o l’eliminazione del dolore fisico sia esso legato al cancro oppure ad un’ altra malattia meno ferale.

Ancora in comune, hanno gli strumenti , apparentemente leciti, che venivano usati per portare finanziamenti occulti ai medici indagati:.

I convegni con finalità ECM

gli studi clinici.

Ma per festeggiare il 23 ottobre mi soffermerò solo sugli eventi ECM.

Sono del tutto leciti ed anche obbligatori come abbiamo visto.

La realizzazione di un evento ECM, richiede almeno 90 giorni di trafile burocratiche, per ottenere le validazioni ministeriali ed il fatidico numero finale di ECM accreditati.

Impone, come tante attività italiane, il pagamento di tasse e spese amministrative.

Un evento ECM , produce un certo aumento del PIL, perché c’è tutta una economia florida e pulita, regolarmente fatturata, che gira intorno.

Begli alberghi, pranzi e coffè-break, allestimento di stands, hosetess di sala, quote di iscrizione, depliants ed altro genere di carte patinate piene di fotografie, eventuali grants per i relatori, attività extra-congresso convivali…di tutto di più.

E poi ci sono importanti riconoscimenti per gli organizzatori…riconoscimenti che fanno “curriculum”.

Insomma se vuoi diventare primario…oppure “opinion leaders”…un bel ciclo di convegni ECM, lo devi organizzare per forza.

In ultimo, ma non trascurabile, va considerato che le aziende farmaceutiche possono spendere per attività congressuali fino al 20% del proprio fatturato annuo, in esenzione fiscale totale.

E’ evidente, che dentro le maglie di questo modello operativo, che dobbiamo considerare generalmente sano, ci scappa la cupidigia umana, che arriva, come nel caso del professor Fanelli, a raccogliere abbastanza soldi per comprarsi un panfilo.

La corruzione nella Pubblica Amministrazione ed in sanità, in Italia fa molti danni e ci costa tante finanziarie fatte di “lacrime e sangue”.

Il modello formativo incentrato sui convegni ECM , anche se generalmente sano, è però discutibile e va cambiato.

D’altronde se in un giorno qualunque infrasettimanale ci sono 98 eventi accreditati, vuol dire che abbiamo perso la capacità di conoscere ed analizzare i nostri bisogni reali ed il controllo sulle nostre azioni.

Cambiare una cultura di riferimento ed i paradigmi comportamentali è un’azione complessa che dovrebbe scaturire da un “motus proprio” di ciascuno di noi.

Nel frattempo che ci ri-animi-amo…

”I CITTADINI VOGLIONO SUBITO IL DIFENSORE CIVICO NAZIONALE”

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