venerdì 3 Febbraio 2023

Tanto tuonò che piovve

giovedì 5 Luglio 2018 13:59
Notizie

Mazzini scriveva: “Amiamo la patria perché amiamo tutte le patrie”. Alla prova dei fatti si è dimostrato che noi europei non siamo ancora mentalmente preparati per abbandonarsi al sogno unitario europeo. Ogni  giorno crescono e si moltiplicano paure e insicurezze. In particolare, noi italiani, siamo un insieme di popoli privi di memoria: dimentichiamo subito i fatti. Abbiamo dimenticato che sono settanta anni che l’Europa vive in pace. Già la pace, la democrazia. Abbiamo dimenticato il sangue versato per conquistarla la pace e la libertà. I padri fondatori dell’Europa si erano illusi che noi avremo vissuto in una Europa solidale, giusta, senza egoismi. Fu solo un’illusione. I germi della divisione furono gettati nel momento dell’approvazione della Costituzione europea. Il rifiuto di inserire nella Costituzione le radici giudaiche-cristiane, sollecitato anche dall’allora Papa Giovanni Paolo II, fu il chiaro segnale che l’Europa che stava nascendo non poggiava sui valori storici  e culturali degli Stati membri, ma sulla finanza.
La storia si ripete sempre, con scenari nuovi e uomini diversi, ma gli uomini non cambiano mai. E, come diceva Sant’Agostino, gli uomini portano sempre dentro di loro una buona parte di egoismo e di cattiveria. I continui sbarchi di poveri diseredati stanno minando il sogno europeo. L’egoismo, il nazionalismo, il calcolo politico, stanno innalzando muri e dazi e, anche i nostri storici alleati, sembrano ritirarsi dallo scenario europeo. Chissà, forse vedono in questa Europa una concorrente, o forse è arrivato il momento che l’Europa deve pensare all’Europa. Che fare? La sola alternativa all’autodistruzione dell’Europa, della sua cultura e della sua multiforme civiltà, è la creazione degli Stati Uniti d’Europa.

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