sabato 4 Febbraio 2023

Riconosciamo i malati ambientali

venerdì 20 Gennaio 2023 22:54
Notizie

Riconosciamo i malati ambientali

Molti malati o parenti di malati di Sensibilità chimica multipla o di Elettrosensibilità  si chiedono come mai il Parlamento  non riconosca ancora malattie ambientali come queste.
Civicrazia sostiene la Petizione  al Parlamento  per il riconoscimento delle malattie ambientali  e siamo in attesa dell’esito..
Chi ha in cura gli ammalati, ovvero i  medici esperti di patologie ambientali, sa bene quanto sia elevato il numero di malati (si aggira almeno attorno al 3% della popolazione ed è  in continuo aumento). Per loro manca una tutela sia riguardo la diagnosi e la terapia che rispetto  alla tutela  lavorativa e previdenziale
Nel 2005  il Ministero della Salute e delle Politiche Sociali e le Regioni Emilia Romagna, Toscana e Abruzzo, avevano già deliberato il riconoscimento ufficiale della Sensibilità Chimica Multipla (SCM) come “malattia rara”, unitamente ad altre Regioni, Tali Regioni avevano varato delibere di programma nella stessa direzione.

Inoltre avevano fatto  richiesta formale all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) di un parere tecnico-scientifico, al fine di predisporre protocolli terapeutico-assistenziali in favore dei pazienti con sintomi riferiti alla Intolleranza Idiopatica Ambientale ad Agenti Chimici, conosciuta come Sensibilità Chimica Multipla (IIAAC/SCM)  .
La risposta del gruppo di esperti nominati dell’Istituto  Superiore di Sanità  è stata espressa nel 2008 nel Documento: Attività del gruppo di lavoro sulla Intolleranza Idiopatica Ambientale ad agenti chimici (IIAAC) denominata anche Sensibilità Chimica Multipla (SCM).
Lo studio dell’ISS  rappresenta, ancora oggi, la (antiquata e discutibile) colonna portante  del Documento Ministeriale che nega all’entità clinica Sensibilità Chimica Multipla non solo lo status di malattia rara (asserzione corretta, poiché la malattia è purtroppo frequente), ma finanche lo stato di malattia, al fine di relegarla nella categoria dei disturbi psicologici.
In seguito a questo documento, il Ministero non ha riconosciuto l’MCS come malattia fisica e non ha predisposto alcun percorso assistenziale, sottintendendo che essa è un disturbo psicologico.
Eppure nel Documento dell’Istituto Superiore della Sanità  molti studi recenti non sono stai considerati, non si è tenuto conto di studi autorevoli in  cui era dimostrabile la plausibilità biologica e la possibilità di utilizzare biomarcatori per la diagnosi, mentre si è dato eccessivo rilievo solo a coloro che sostenevano gli aspetti psicologici della malattia.
Anche l’associazione AMICA, dopo aver incontrato alcuni dirigenti del Ministero della Salute nel Giugno 2019, ha presentato, su loro consiglio, una richiesta formale di aggiornamento dei LEA per assicurare ai malati di Sensibilità Chimica Multipla l’accesso alle cure garantite a tutti i cittadini italiani, ma in ambienti sicuri per questa patologia.
Non avendo ricevuto riscontro, AMICA ha presentato una richiesta di accesso agli atti da cui è emerso che il 5 Aprile 2019 l’Istituto Superiore di Sanità aveva già pubblicato una “Valutazione delle richieste di aggiornamento degli elenchi delle malattie croniche e rare che danno diritto all’esenzione dal ticket per le prestazioni sanitarie correlate: Sensibilità Chimica Multipla”.
Questo rapporto presenta tre bias fondamentali:

1) sostiene inappropriatamente  la definizione di “Intolleranza Ambientale Idiopatica” o “IAI” come parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;

2) che la MCS sia considerata una malattia psichiatrica. Ma questa tesi è superata dalla revisione della letteratura scientifica dal Prof. Martin Pall, pubblicata nel 2011 sul volume di tossicologia “General Applied and Systems Toxicology” del prestigioso editore Wiley And Sons);

3)  mancano tests oggettivi per la diagnosi . Anche questa mancanza è superata dalla mole di lavori scientifici pubblicati negli ultimi anni.
Nel Documento “Verità per la MCS” Appello di Medici e Ricercarori del 31 Maggio 2022, vengono dibattuti e spiegati ampiamente questi punti.
Pertanto le informazioni dell’ISS sono inesatte, datate e parziali, tutte orientate ad un’interpretazione psichiatrica della malattia che è obsoleta e marginale nel panorama della letteratura pubblicata sulla MCS.
Occorre  invece una valutazione approfondita, aggiornata e imparziale della letteratura scientifica sulle Malattie Ambientali.

Annunziata Patrizia Difonte, Medico

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