domenica 22 Gennaio 2023

“Convivio Bresciano”: scuotere e innovare l’assetto locale per il nuovo Comune Civicratico

mercoledì 5 Agosto 2015 06:52
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“Convivio Bresciano”: scuotere e innovare l’assetto locale per il nuovo Comune Civicratico

 

Abbiamo intervistato il Civicratico Sandro Belli, l’autore dell’opera “Convivio Bresciano”, a cui abbiamo posto le seguenti domande:

 

1. Chi è Sandro Belli, l’autore di “Convivio Bresciano”?

2. Come è strutturata l’opera “Convivio Bresciano”? Quali sono le tematiche trattate nel libro?

3. Da cosa nasce l’ispirazione per scrivere “Convivio Bresciano”? Da un alternativo piano urbanistico di Brescia o da un nuovo pensiero politico – civico?

4. Quale rapporto esiste tra il Civismo e la pochezza e/o l’assenza dei valori nella classe dirigente?

5. Qual è il messaggio civicratico di “Convivio Bresciano”?

 

A tal proposito, ecco cosa ci ha risposto il Civicratico Sandro Belli:

 

1. – “Sono un imprenditore bresciano con sei figli, laureato in Scienze Politiche alla Cattolica di Milano e appassionato di politica e filosofia. Ho pubblicato alcuni libri e vari articoli sul Giornale di Brescia, Corriere della sera e altri. Scrivo per passione da molti anni”.

2. – “Il libro – ha spiegato Belli – è piuttosto anomalo nel senso che passa da argomento ad argomento in modo disinvolto. Dieci capitoli che trattano di politica, di filosofia, di attualità proponendo un serio schema di pensiero civico basato su impegnativi valori e proponimenti. Negli ultimi capitoli, alcuni brevi racconti ed un testo di un’opera teatrale andata in scena lo scorso anno, della quale ho scritto testo e musica”.

3. – “Il primo capitolo – ha aggiunto Belli – è dedicato interamente alla mia città, Brescia. Propongo soluzioni in tema urbanistico con vari spunti culturali al fine di scuotere e innovare l’assetto locale e per cercar di far capire che il primo vero atto politico è l’ascolto della cittadinanza”.

4. – “Penso che il Civismo – ha precisato l’autore – sia ancora un concetto fragile, a volte non ben conosciuto. Lo scopo del libro vorrei fosse anche di far capire che un movimento o una lista civica non basta che comprenda persone provenienti dalla cosiddetta società civile per chiamarsi civico. Un serio pensiero politico civico deve avere dei contenuti e delle prospettive istituzionali civiche, deve proporre un assetto e dei meccanismi gestionali alternativi alla partitocrazia, deve saper iniettare della “non politica” nell’operato delle amministrazioni, ecc…nel libro tutto ciò si trova”.

5. – Il messaggio principale è: non fatevi ingannare dal nome “civico” di un gruppo o di un movimento. Troppo spesso si tratta di un inganno terminologico! Cerchiamo, invece di condividere idee strutturali e iniziative operative comuni e coordinate per far nascere un grande movimento nazionale che abbia una base comune. Leggere questo libro – ha concluso l’imprenditore bresciano – mi pare di grande importanza per chi vuol essere profondamente e seriamente civicratico, in grado di saper proporre strutture specifiche del vivere civile. Non si propone di negare la politica ma di creare un forte contrappeso civico popolare, nel rispetto della libertà del singolo e dei valori della collettività”.

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