Ott 5, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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PROGETTO DI VITA E LAVORO: UNA NUOVA PROSPETTIVE PER LE PERSONE CON DISABILITA’

PROGETTO DI VITA E LAVORO: UNA NUOVA PROSPETTIVA PER LE PERSONE CON DISABILITÀ

 

Dalla riforma della disabilità uno strumento che riguarda anche il mondo del lavoro

Il 3 agosto 2026 l’INPS ha pubblicato il servizio “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita”, attraverso il quale, nei territori interessati dalla sperimentazione e in presenza dei requisiti previsti, la persona con disabilità o chi la rappresenta può presentare l’istanza per l’elaborazione del proprio progetto di vita.

È una delle tappe nell’attuazione del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, che ha introdotto una nuova disciplina della condizione di disabilità, della valutazione multidimensionale e del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

 

 

LA PERSONA AL CENTRO

 

Il progetto di vita non va mai considerato una semplice pratica amministrativa.

La finalità è costruire, insieme alla persona con disabilità, un percorso che tenga conto dei suoi obiettivi, delle sue aspettative, delle sue necessità e dei sostegni utili nei diversi contesti della vita.

L’INPS lo definisce infatti come un progetto individuale, personalizzato e partecipato, finalizzato a migliorare la qualità della vita e a sviluppare le potenzialità della persona su base di uguaglianza con gli altri.

È un cambiamento di prospettiva importante: la persona non viene considerata soltanto attraverso una diagnosi, una percentuale di invalidità o una singola prestazione, ma nella complessità della propria vita.

E in questa vita rientra anche il lavoro.

 

 

IL LAVORO NEL PROGETTO DI VITA

 

La disciplina del progetto di vita contempla l’area della formazione e del lavoro, insieme agli altri ambiti fondamentali della vita della persona, e prevede la possibilità di individuare servizi, misure, sostegni e accomodamenti ragionevoli sulla base della valutazione multidimensionale.

Questo aspetto interessa direttamente chi si occupa di persone con disabilità che lavorano o che intendono continuare a lavorare.

In presenza delle condizioni previste dalla legge, il progetto di vita può contribuire a costruire un percorso capace di considerare insieme salute, autonomia, partecipazione e lavoro.

Occorre però evitare equivoci per i lavoratori fragili.

La generica condizione di fragilità lavorativa non costituisce, da sola, un requisito autonomo per accedere al servizio SISDA. Per la presentazione dell’istanza valgono gli specifici requisiti indicati dall’INPS.

Questo è un punto importante anche per noi che ci occupiamo quotidianamente di lavoratori fragili: disabilità e fragilità possono incontrarsi, ma non devono essere utilizzate come categorie automaticamente sovrapponibili.

 

 

COME FUNZIONA IL SERVIZIO INPS

 

Per utilizzare SISDA è necessario accedere con SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3.0 oppure CNS.

Presentando l’istanza, la persona autorizza l’INPS a trasmettere all’Ambito Territoriale Sociale competente, o all’altro ente individuato dalla normativa regionale, il certificato attestante la condizione di disabilità, le eventuali variazioni successive, il questionario WHODAS e i dati di contatto.

Sarà quindi l’Ambito Territoriale Sociale di riferimento a contattare la persona per l’avvio del procedimento diretto all’elaborazione del progetto di vita.

La richiesta non comporta automaticamente il riconoscimento di una determinata prestazione o di uno specifico intervento: il percorso è collegato alla valutazione multidimensionale.

L’INPS ha precisato, inoltre, un aspetto particolarmente importante: scegliere di non avviare il progetto di vita non comporta la perdita delle prestazioni economiche collegate al riconoscimento della condizione di disabilità e non impedisce alla persona di rivolgersi direttamente ai servizi territoriali disponibili.

 

 

UNA RIFORMA ANCORA IN SPERIMENTAZIONE

 

La riforma è ancora nella fase di applicazione progressiva.

Dopo una prima sperimentazione avviata il 1° gennaio 2025 in nove province e una seconda estensione nel settembre 2025, dal 1° marzo 2026 il nuovo sistema è stato esteso ad altri quaranta territori. L’applicazione integrale del d.lgs. 62/2024 su tutto il territorio nazionale è prevista dal 1° gennaio 2027.

Fino ad allora è quindi necessario verificare attentamente quale disciplina e quale procedura siano applicabili nel territorio interessato.

 

 

LA BATTAGLIA DI CIVICRAZIA

 

Questo è un percorso da seguire con attenzione.

Il progetto di vita non deve diventare un altro fascicolo amministrativo.

La sua efficacia si misurerà sulla capacità concreta di partire dalla persona e di mettere in relazione, nel rispetto delle rispettive competenze, i diversi ambiti della sua vita.

Per chi lavora, questo significa anche considerare seriamente il rapporto tra salute, capacità, organizzazione del lavoro, barriere e accomodamenti ragionevoli.

I lavoratori fragili non chiedono privilegi.

I lavoratori fragili chiedono che, quando esistono soluzioni concretamente e giuridicamente praticabili, una condizione di disabilità o di salute non determini inutilmente esclusione dal lavoro, perdita della professionalità o marginalizzazione.

La Battaglia di Civicrazia continua oggi anche su questo terreno: informare, ascoltare le persone, verificare l’attuazione concreta della riforma, evidenziare le criticità e portare alle Istituzioni proposte serie e documentate.

Perché un progetto può definirsi veramente “di vita” soltanto se riesce a seguire la persona nei luoghi nei quali la sua vita si svolge realmente.

Silvano Antori

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