I Paesi dell’Europa Meridionale (Spagna, Italia, Malta, Grecia e San Marino)(dati euractiv)  presentano i dati di prevalenza più preoccupanti per l’obesità infantile, maggiori del 4%. I dati si riferiscono ai bambini tra i 2 e i 7 anni dei 27 Paesi UE.

E’ quanto emerso al Congresso Europeo sull’obesità che si è tenuto a Glasgow, nel Regno Unito in Aprile 2019,in cui sono stati presentati due studi . Uno studio con i dati di prevalenza della obesità e la correlazione con gravi problemi di salute ed un altro sull’evidenza di maggiore  prevalenza di obesità nei bambini che non sono stati allattati al seno materno.

 

L’ALLATTAMENTO AL SENO RIDUCE L’OBESITA’ INFANTILE

Più a lungo un bambino viene allattato al seno, maggiore è la sua protezione dall’obesità. Infatti come ha affermato Bente Mikkelsen (Direttore della divisione delle malattie non trasmissibili e promozione della salute attraverso il corso di vita, Oms/Europa): “Questa conoscenza può rafforzare i nostri sforzi nella prevenzione dell’obesità. Agire sull’obesità infantile, compresa l’obesità grave può avere grandi benefici, non solo per la salute e il benessere dei bambini, ma anche per i sistemi sanitari nazionali“.

 

OBESITA’ GRAVE

L’obesità grave, infatti, risulta essere un problema estremamente serio che caratterizza la salute pubblica. Si tratta di un fenomeno multifattoriale, con possibili gravi conseguenze a lungo termine sulla salute e sulla società intera per il suo impatto sull’istruzione, sulla salute, sull’assistenza sociale e sull’economia. Secondo il nuovo studio dell’Oms, “Prevalenza dell’obesità grave tra i bambini delle scuole primarie in 21 paesi europei“, l’obesità grave colpisce quasi 400 000 dei circa 13,7 milioni di bambini di età compresa tra 6 e 9 anni che vivono nei 21 paesi partecipanti. Il rapporto, analizzato anche sdallISS, sottolinea che l’obesità deve essere affrontata attraverso una serie di approcci che agiscono a livelli differenti, dalla prevenzione alla diagnosi precoce, ricorrendo al trattamento solo in specifici casi.

 

CONCLUSIONI: Prevenzione ed Educazione

La prevenzione di tutti gli  stati morbosi, in un momento in cui il sistema sanitario nazionale è portato ad avere ingenti difficoltà, sia in termini di organico che di risorse da destinare, la promozione di attività di prevenzione e la diffusione dell’educazione alla salute diventano imprescindibili.

Bisogna  evitare che la “domanda” di prestazioni sanitarie (a tutti i livelli) superi la possibilità di soddisfare le richieste, fattore che porterebbe ad un ulteriore aggravio di prevalenza delle varie patologie.