Gen 18, 2017 | Notizie | 0 commenti

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PERCHE I RICHIAMI DELLA UE ARRIVANO TARDI?

Perché i richiami UE arrivano tardi?

A quanto pare ci risiamo. La UE ha deciso di farsi sentire con l’Italia per il rischio di non rispettare nel 2017 il noto patto di stabilità comunitario e crescita.

La vicenda è nota: sul finire dello scorso anno (novembre) l’Europa aveva sollevato perplessità sulla manovra di stabilità e fiscale, ma motivi qui sconosciuti l’avevano portata a dire che vi sarebbero stati monitoraggi in seguito dell’andamento dei conti italiani ma che la manovra non doveva essere da subito bocciata, invitando Roma a prendere provvedimenti in futuro.

A distanza di poco, da quel monitoraggio sembra si sia passati ad un rimprovero (che potrebbe sfociare in una procedura di infrazione), almeno questo sembra ricavarsi dalle notizie che trapelano e che vengono rimbalzate sulle varie testate.

Il problema però è che coloro che avrebbero dovuto essere i veri destinatari del richiamo (in Italia ovviamente il precedente Governo) non sono più al loro posto per sentirsi muovere il rimprovero.

C’è formalmente un altro Governo che ovviamente sta valutando, sta analizzando, sta lavorando in accordo con gli organi europei per dirimere questa vicenda.

Insomma se è vero che scostamento c’è tra i conti che sono e quelli che l’Italia avrebbe dovuto avere, scostamento in ipotesi da alcuni imputato ai maggiori costi derivanti dal terremoto e dai migranti, perché la Ue non è intervenuta subito fermando la manovra? Ora la UE però ci chiede di rientrare nei parametri con una manovra che sembra attestarsi in oltre 3 miliardi di euro.

Gli Italiani forse dovranno essere chiamati a versare somme per ripianare un buco economico altrimenti difficilmente colmabile, dal momento che ad oggi la salda ripresa che tutti si aspettavano ancora non è arrivata, con un debito pubblico italiano che desta sempre preoccupazioni, col Fondo Monetario che vuole andare a fondo sulle stime di crescita dell’Italia e con tutti i problemi irrisolti che il sistema politico italiano si porta dietro.

 

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