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NON INNALZARE E RISPETTARE I LIMITI DI ESPOSIZIONE A RADIOFREQUENZE

Richiesta di mantenimento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici artificiali a Ministri, Parlamentari, Presidenti Regionali, Consiglieri Regionali

Molte Associazioni che si occupano di lotta all’elettrosmog (APPLE, AIE, ISDE, AMICA e altre) sono venute a conoscenza della volontà di innalzare i limiti di esposizione  ai campi elettromagnetici artificiali a radiofrequenza. Pertanto fanno richiesta a Ministri, Parlamentari, Presidenti delle Regioni e Consiglieri Regionali di mantenimento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici artificiali a radiofrequenza (CEM/RF)

Le Linee guida ICNIRP non sono tutelanti

Le linee guida redatte da ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection) per stabilire i livelli di esposizione della popolazione, proteggono solo da effetti termici acuti che si manifestano per esposizioni brevi e intense. Siamo già esposti 24/24 ore ad alti livelli di inquinamento elettromagnetico ambientale che provocano effetti biologici non termici. 

In Italia, il valore di attenzione di 6 V/m, calcolato come media nelle 24h, applicato per esposizioni residenziali (più di 4 ore al giorno), permette l’insorgenza di effetti biologici non termici anche di grave entità. Tumori, malattie neurodegenerative, deficit di attenzione e memoria, elettrosensibilità, disturbi cardiocircolatori, danni alla fertilità maschile e femminile, danni al DNA, sono alcuni degli effetti avversi non-termici correlati all’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali utilizzati dalla tecnologia wireless [ICBE-EMF 2022; BioInitiative Report 2012-2022].L’opinione di ICNIRP non rappresenta quella della maggioranza della comunità scientifica coinvolta nella ricerca sugli effetti biologico-sanitari dei CEM [Hardell et al. 2020] e le review fornite da ICNIRP ai governi sono scientificamente inesatte [Hardell & Carlberg 2020]Le linee guida ICNIRP [2020], come quelle pubblicate in precedenza, presentano gravi limitazioni.

Bisogna considerare gli effetti non termici delle radiazioni a radiofrequenza

 L’enorme mole di pubblicazioni scientifiche che evidenzia effetti biologici a livelli non termici è stata ignorata. Ma gli effetti non termici, come quelli termici, devono essere inclusi nella valutazione del rischio [STOA 2021, p. IV]. Inoltre ICNIRP non prevede alcuna tutela per: bambini, donne incinte, adolescenti, malati, soggetti elettrosensibili e chimicosensibili.

Meccanismi d’azione

Tra i meccanismi d’azione implicati negli effetti biologici non termici dei CEM artificiali, vi è la capacità di indurre eccessiva attivazione dei Canali del Calcio Voltaggio Dipendenti (VGCCs) presenti nelle membrane cellulari. Ciò determina un rapido innalzamento degli ioni Ca2+ a livello intracellulare e avvio di sovrapproduzione di radicali liberi, processi di perossidazione, stress ossidativo [Pall 2013], nonchè riduzione significativa dei sistemi di difesa antiossidanti {Kivrak et al. 2017]. Il ruolo dello stress ossidativo nell’insorgenza di un ampio spettro di patologie (incluse malattie neurodegenerative e cardiovascolari, diabete e cancro) è ampiamente riconosciuto e largamente studiato [Othman & Yabe 2015

Aggravamento delle condizioni generali della popolazione

Aumentare la potenza delle Stazioni Radio Base (SRB) implica, quindi, un aggravamento dell’esposizione della popolazione ai CEM con conseguente incremento dei danni alla salute. Una recente review evidenzia come l’esposizione a Stazioni Radio Base (SRB) favorisce l’insorgenza di elettrosensibilità, tumori, cambiamenti di parametri biochimici [Balmori 2022].

 Un numero crescente di persone manifesta sintomi di elettrosensibilità (EHS), patologia correlata all’aumento dell’inquinamento elettromagnetico ambientale [Johansson 2006; Hedendahl et al. 2015; Levis et al. 2015; Havas 2019].

Le linee guide ICNIRP 2020: – non sono applicabili a esposizioni a lungo termine e di bassa intensità; – si basano su informazioni obsolete; – ignorano importanti studi sugli animali; – ignorano la vasta mole di studi scientifici che evidenziano effetti biologici non termici; – non prendono in considerazione le conclusioni di organizzazioni scientifiche come la IARC; – non proteggono dalle radiazioni del 5G, sulle quali non vi sono adeguati studi in letteratura.  

Per tali ragioni, non sono adeguate a tutelare la salute umana e tanto meno quella di bambini e soggetti elettrosensibili [Lin 2023].

Tutelare la salute dei più deboli

È dunque urgente prendere in seria considerazione i gravi rischi per la salute correlati ai campi elettromagnetici artificiali adottando misure adeguate per ridurre l’esposizione.

L’urgenza è massima per tutelare i bambini e gli adolescenti nonché i soggetti elettrosensibili e chimicosensibili [Belpomme et al. 2018].

Le Associazioni chiedono pertanto: di mantenere i valori di attenzione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza attualmente in vigore, 6V/m, adeguati alla tutela degli effetti termici ma non adeguati alla tutela degli effetti non termici ampiamente evidenziati e riconosciuti dalla ricerca indipendente;  di calcolare tale valore come media nei 6 minuti e non nell’arco delle 24 ore;  di salvaguardare la salute di bambini, donne incinte, adolescenti, malati, soggetti elettrosensibili e chimicosensibili.

Annunziata Patrizia Difonte, medico 

 

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