Dic 13, 2017 | Notizie | 0 commenti

Tempo di lettura: 8 minuti

NATALE NON E’ UNA FESTINA

“Sono i cristiani i primi ad aver abolito il Natale”. Con queste parole, Massimo Cacciari lancia una provocazione contro quello che è ormai diventato il “Natale dei panettoni, il Natale della pubblicità, il Natale dei soldi”. Una festina, insomma, intorno alla quale regna l’indifferenza di laici e cattolici. Il tema è complesso e non può essere certo risolto in poche battute. Ma qualche considerazione vale la pena di farla. E allora: l’incontro con altre culture, etnìe, tradizioni, religioni e fedi, perchè sia tale e soprattutto autentico, in un’ottica di pacifica convivenza, richiede necessariamente il disconoscimento, l’abdicazione da tutto ciò che rappresenta la storia, l’identità, la cultura e la tradizione del paese che accoglie? L’emigrazione e l’immigrazione nella dimensione di un mondo globalizzato hanno come effetto necessariamente l’abolizione delle differenze legate alle origini e alle provenienze primigenie, quando queste, però, non si traducano, sia ben chiaro, in pregiudizi e resistenze alla integrazione? Non sembra che quelli che arrivano rinuncino a tutto quanto gli appartenga. I musulmani chiedono spazi per le loro moschee, per consumare i loro riti. Noi discorriamo sulla opportunità di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche o di non fare il presepe; oppure il sacerdote che ha paura di celebrare la messa di mezzanotte o la comunità che rinuncia a cantare i canti tradizionali natalizi per non urtare altre sensibilità. Perchè mai dovremmo pensare che conservare i nostri simboli si configuri come una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha un altro credo? Questa non è accoglienza. Questa è ipocrisia e superficialità diffusa.
Il non credente Cacciari si interroga: “Il Cristianesimo è una parte fondamentale del mio percorso. della mia vicenda, è qualcosa con cui mi confronto tutti i giorni”, mentre laici e cattolici “non riflettono perchè non fanno memoria di questa storia così sconvolgente”, non sanno più incantarsi di fronte al mistero di un Dio che facendosi uomo scandalizza gli Ebrei e l’Islam.
La nostra è una società anestetizzata, che ha dimenticato la dimensione dello spirito, smemorata come lo sono i tempi attuali. Il sentire civicratico non è quello che spegne le inquietudini, ma quello che riconosce la forza della storia e del diritto, che fa sua la continua ricerca per la consapevolezza e per l’affermazione di una coscienza sempre critica, sempre vigile.

Seguici in X con link a @CivicraziaItaly

Articoli Correlati

RISCHI SANITARI NEI PRESSI DI ANTENNE DI TELEFONIA

RISCHI SANITARI NEI PRESSI DI ANTENNE DI TELEFONIA

INTRODUZIONE   L'evidente aumento delle stazioni base per telefonia mobile ha sollevato preoccupazioni circa i potenziali sintomi aspecifici legati alle radiazioni elettromagnetiche prodotte.     OBIETTIVI DI RECENTE RICERCA   Una recente ricerca...

leggi tutto

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »