domenica 22 Gennaio 2023

Napoli e l‘immigrazione

sabato 15 Giugno 2019 04:55
Notizie

la mia gente è il desiderio

di cento popoli

né io mi vergogno né gli altri “


Così Franchini scriveva in una sua lirica giovanile degli anni ‘60.

Stato emotiva che strasfondeva, nel tempo, agli inizi degli anni ‘80, curando la costituzione di associazioni culturali di immigrati e la prima conferenza sulla immigrazione “il futuribile della memoria”; poi,negli ann’90, facendo inserire nelle liste elettive al Comune di Napoli il primo candidato in Italia di origine extracomunitaria -dello Zaire-, con cittadinanza italiana.

Nel 1997, insieme a lui –divenuto nel frattempo mio marito- ho costituito il primo sindacato europeo della immigrazione legale: la “FILI ’99” (Federazione Italiana Lavoratori Immigrati) con la segreteria –e la gestione- affidata alla autonomia di designazione degli immigrati medesimi.

La vita di questo sindacato è stata breve; forse, era troppo in anticipo sui tempi.

Pure accreditato presso la Presidenza della Repubblica, fu ignorato dalle istituzioni locali (in verità si tendeva ad “appropriarsene” annullandone la autonomia che avevamo progettato) per un difetto -che si manifestava- di inesperienza nella  “gestione” di un movimento sindacale che, nei nostri auspici, doveva rappresentare un segnale di esperienza di integrazione socio-culturale a più ampio raggio.

Della sua breve vita debbo, comunque,  evidenziare e ricordare la straordinaria raccolta di fondi che operò, da emarginazione immigrata,  “per l’emarginazione napoletana”. Iniziativa  che ebbe evidenze da parte dell’informazione e condivisione da parte della cittadinanza e la cui raccolta fu consegnata a Padre Rastrelli, perché fosse destinata al Fondo anti-usura.

Un breve ricordo che può essere da stimolo per ogni ragionamento sulla immigrazione odierna (di necessità e di scopi diversi) e sulla destinazione socio-culturale espansiva di una capitale del Mediterraneo.


Avv. Carmela Panariello Franchini

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