domenica 22 Gennaio 2023

L’appello di Muti a Montecitorio per la cultura italiana

giovedì 24 Marzo 2011 10:02
Notizie

Riccardo_MutiIl luogo è quello adatto. L’aula di Montecitorio gremita di politici, autorità, tanti invitati accorsi ad ascoltare il suo Nabucco. Il maestro Riccardo Muti ha appena finito di dirigere l’orchestra e le voci del Teatro dell’Opera, raccoglie gli applausi e si schiarisce la voce. “ Non amo utilizzare queste occasioni per fare delle rivendicazioni, lo trovo poco carino e alquanto volgare, ma non posso fare altrimenti”. Guarda verso gli onorevoli, verso il presidente della Camera Gianfranco Fini, verso la leader della minoranza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America Nancy Pelosi e lancia il suo appello. “ L’Italia ha il dovere di non abbandonare le sue tradizioni culturali- spiega il maestro napoletano – Oggi è il 21 marzo e purtroppo il mondo è in fiamme, ma è il primo giorno di primavera. Attendo una risposta da voi, non oggi, ma nei prossimi giorni: che questo giorno sia anche il primo giorno di una nuova primavera della cultura?”. Un lungo e forte appaluso scuote l’aula, soprattutto quando Muti ricorda che la cultura è alla base degli italiani e che il Belpaese è uno solo. “ Quando sono fuori non penso che Tiziano è nato lassù e Antonello da Messina laggiù, per me sono solo due italiani e basta”. Le bandiere tricolore che addobbano Montecitorio rendono l’occasione ancora più solenne. Insomma, le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia si concludono con una richiesta precisa. “ Non vogliamo apparire come questuanti- conclude il maestro- ma abbiamo un dovere rispetto ai nostri predecessori”.

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