venerdì 3 Febbraio 2023

“Lasciateci gestire i piccoli musei”: la nuova legge delle Pro loco

domenica 13 Marzo 2011 15:46
Notizie

museiOltre 60mila firme in sole ventiquattro ore per salvare i beni culturali del Belpaese. E’ il risultato raggiunto dalle pro loco italiane che hanno presentato una legge di iniziativa popolare per chiedere garanzie certe sulla gestione di quello che viene definito il “patrimonio culturale immateriale” , ovvero quell’insieme di tradizioni, memorie, tipicità gastronomiche ed artigianali delle diverse città della Penisola. In particolare, per salvaguardare e allo stesso tempo valorizzare questa immensa ricchezza che fa di ogni singolo centro abitato un museo a sé, l’Unione nazionale pro loco d’Italia ha chiesto al governo di poter utilizzare il sistema fiscale migliore e coerente all’attività svolta. Ad esempio i canoni telefonici e dell’elettricità vengono pagati come imprese, quando invece le pro loco sono delle associazioni senza fini di lucro. La legge chiede inoltre il passaggio dal diritto di libera associazione a quello di associazione di promozione sociale che permetterebbe di individuare in maniera chiare le attività e delle finalità dell’organizzazione. “ Quella proposta è una legge bipartisan- spiega Claudio Nardocci, presidente dell’Unpli – e potrebbe trovare l’accordo di tutti gli schieramenti politici. Speriamo, inoltre, di poter arrivare a gestire i piccoli musei, in maniera operativa, soprattutto quelli che rischiano la chiusura o non vengono più neanche aperti. In questo modo le nostre associaizioni potrebbero continuare a vivere”. La nuovo proposta legislativa, infatti, prevede anche una limitata acquisizione di risorse a livello locale per riuscire a ottenere anche un margine economico che potrebbe essere reinvestito nei servizi svolti dalla stessa pro loco. L’Unpli ha costruito anche un rapporto solido con l’Unesco con la quale, grazie alla collaborazione di due Premi Nobel, ha avviato la campagna “Bilanciamo il futuro” che è stato sintetizzato con l’affiancamento dal pil al bil, ovvero del benessere interno lordo. La  finalità è quella di monitorare e sollecitare la qualità della vita e del benessere sociale, in piena sintonia con lo spirito di Civicrazia.

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