Giu 11, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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MORTI SUL LAVORO: UNA STRAGE CHE NON SI FERMA, LA CONDANNA DI CIVICRAZIA

Morti sul lavoro: l’Italia continua a pagare un tributo inaccettabile

 

Le morti sul lavoro restano una delle più gravi emergenze sociali del Paese. Nonostante i progressi normativi, l’introduzione di nuove tecnologie e il rafforzamento delle misure di prevenzione, il numero delle vittime continua a destare forte preoccupazione e richiama tutti – istituzioni, imprese e società civile – a un’assunzione di responsabilità concreta.
Secondo gli ultimi dati resi noti dall’INAIL, nei primi mesi del 2026 le denunce di infortunio mortale continuano a rappresentare una realtà drammatica. Nei primi due mesi dell’anno sono state registrate 99 denunce di infortunio mortale, di cui 70 avvenute durante l’attività lavorativa e 29 nel tragitto casa-lavoro. Pur evidenziando un calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il fenomeno resta di dimensioni allarmanti e conferma che la sicurezza sul lavoro deve rimanere una priorità assoluta.

 

 

Una tragedia che continua a colpire

 

Dietro ogni numero c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta, una comunità ferita. Anche nel 2026 il Paese continua a essere teatro di gravi incidenti nei cantieri, negli stabilimenti industriali, nei magazzini logistici, nei trasporti e in agricoltura.
I dati mostrano che i settori a maggiore rischio rimangono quelli caratterizzati da attività ad alta esposizione a pericoli meccanici, movimentazione di carichi, utilizzo di macchinari complessi e lavori in quota. La prevenzione continua a rappresentare l’unica vera risposta per contrastare quella che molti definiscono ormai una “strage silenziosa”.

 

 

La posizione di Civicrazia

 

Di fronte al ripetersi di queste tragedie, Civicrazia esprime la più profonda vicinanza alle famiglie delle vittime e rinnova il proprio impegno per la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.
«Non possiamo abituarci a leggere quasi ogni giorno di lavoratori che perdono la vita mentre svolgono il proprio dovere. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta dello Stato, delle imprese e dell’intera società. La sicurezza non può essere considerata un costo da ridurre, ma un diritto fondamentale da garantire.»
Civicrazia richiama tutte le istituzioni competenti a rafforzare ulteriormente i controlli, accelerare le attività ispettive e promuovere una formazione continua ed efficace per lavoratori e datori di lavoro.

 

 

Servono più controlli e più cultura della sicurezza

 

Civicrazia, con tutte le sue Associazioni, ritiene indispensabile incrementare gli investimenti destinati alla prevenzione, all’innovazione tecnologica e alla formazione professionale. Occorre inoltre rafforzare gli organi di vigilanza affinché le norme esistenti vengano applicate in maniera rigorosa e uniforme su tutto il territorio nazionale.
La sicurezza sul lavoro deve diventare un valore condiviso e quotidiano, non un tema affrontato soltanto dopo l’ennesima tragedia.

 

 

Un dovere morale e civile

 

Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo al termine della giornata. È un principio che non ammette deroghe.
Per Civicrazia la tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve occupare un posto centrale nell’agenda politica nazionale. Ogni incidente mortale deve trasformarsi in un monito per rafforzare l’impegno collettivo verso ambienti di lavoro sempre più sicuri, perché nessun obiettivo economico può valere una vita umana.

La sicurezza sul lavoro non è un privilegio, ma un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti, senza eccezioni.

Fabio Riccio

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