L’INSEGNAMENTO DELLA PRATICA DELLA CITTADINANZA ATTIVA,FONDAMENTALE PER UNA VERA CIVICRAZIA
Durante i laboratori abbiamo potuto constatare che la quasi totalitĆ dei giovani studenti, comunque spesso giĆ maggiorenni, non fosse in grado di elaborare una risposta civica partecipativa in presenza di un qualsiasi problema sociale, da noi proposto come prova di confronto.Ā
Abbiamo notato la preoccupante tendenza dei nostri giovani a sottovalutare la possibilitĆ di ognuno di loro nel potere interagire con le istituzioni pubbliche, per cercare di migliorare le condizioni globali di vita della loro comunitĆ .Ā
Solamente l’idea, da noi proposta, di costituire un comitato di giovani studenti impegnati nella pratica partecipativa sociale o, in alternativa, di aderire attivamente ai Comitati o Associazioni civiche, ha generato una reazione di evidente imbarazzo e di scarsissima adesione, rivelando quasi una triste rassegnazione ad avere un ruolo da suddito nell’ambito della societĆ .Ā
Chiaramente, non possiamo incolpare questi ragazzi per una realtĆ che non ĆØ stata da loro voluta e cioĆØ un insufficiente insegnamento dei diritti e dei doveri, sanciti dalla nostra Costituzione, ma ancor più l’assoluta mancanza di attivitĆ nel relativo insegnamento della pratica della partecipazione alla cittadinanza attiva! Quindi, noi Civicratici dobbiamoĀ fare pressione in tutti i modi sulle istituzioni ministeriali affinchĆ© quello che oggi ĆØ l’insegnamento dell’educazione civicaĀ (disciplina che oggiĀ non ha alcuna dignitĆ di materie autonoma)Ā diventi urgentemente una branca didattica con relativo insegnante autonomo,Ā valutazione distinta, nonchĆ© materia simile in tutto alle altre.Ā
Inoltre, occorre stabilire anche un percorso extrascolastico, che miri ad offrire allo studente unāesperienza di volontariato concreto.
FinchĆ© non si riuscirĆ a realizzare queste trasformazioni nei programmi scolastici, accompagnata da una reale valorizzazione di questo insegnamento,Ā raggiungere l’obiettivo di spezzare il circolo viziosoĀ della sudditanza e dellāoligarchia, nonchĆ© di formare le prossime generazioni in modo civicratico, diventi quasi impossibile,Ā dato che, sempre di più, gli unici punti di riferimento per i nostri ragazzi sono diventati iĀ media commerciali, che non hanno certamente alcun interesse a trasmettere messaggi educativi riguardanti la partecipazione civica alla vita sociale. Anzi, semmai tutto il contrario.
Ā Impegniamoci tuttiĀ Ā al massimo, qualunque sia l’Associazione Civicratica di appartenenza,Ā Ā Ā per l’ottenimento di questo fondamentale obiettivo educativoĀ per i giovani,Ā ricordando a tutti noi che il sonno della ragione genera mostri!
Stefano FabroniĀ
Presidente Comitato Salute e Ambiente Asl Rm5
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