giovedì 26 Novembre 2020

Le battaglie per la Meritocrazia

giovedì 18 Giugno 2020 12:13
Visto da Civicrazia

Per iniziare a preparare il terreno ad un impianto meritocratico sono stati attuati degli interventi che saranno come dei piccoli germogli dai quali fioriranno cambiamenti. Come una pianta che produce nuovi semi e germogli più forti, così ogni piccola azione volta ristrutturare la meritocrazia genera una scintilla che innesca un processo di crescita esponenziale. Infatti ogni pianta che nasce e cresce non genera un unico seme ma molti. Così queste azioni faranno crescere una speranza. Ogni intervento è visto da molti che pian piano prenderanno coraggio e a loro volta faranno un passo verso la costruzione di una realtà migliore. Un grandissimo effetto domino dove gli effetti si moltiplicano fino a perdere il conto.

Quali sono questi interventi? Quali sono le azioni messe in atto per piantare il seme della meritocrazia? La lotta contro le sgomitate dei politici per raggiungere il potere sono solo la punta dell’iceberg che il Difensore Civico campano ha messo in atto. Sono infatti fin troppo palesi ed evidenti le “magie” praticate per la scalata al potere dove chi giunge alla vetta non ha i requisiti necessari ma semplicemente è ben spalleggiato o trainato da chi avrà il suo grasso tornaconto. Tutte le procedure per l’assegnazione di ruoli e responsabilità sono nebulose e manipolate ai fini di non renderle comprensibili a chi potrebbe accorgersi di attività non lecite.

Già la lotta e la fatica affrontata dal Difensore Civico per la sua nomina come tale ha visto mostrarsi la prassi a cui molti di noi siamo fin troppo spesso abituati. Un curriculum vitae impeccabile corredato da lunga esperienza comprovata e decori di plurima origine si vedono annichilite dai raggiri infondati di chi sta dietro le quinte e tira i fili. L’Avvocato Giuseppe Fortunato però non ha mollato la presa. Conscio infatti di vivere in prima persona le difficoltà che molti professionisti si trovano ad affrontare ha deciso di essere esempio di professionalità meritevole. Ha perseverato nella sua battaglia. Già questo dimostra come abbia a cuore il grande cambiamento che tutti cerchiamo. Ha voluto essere di esempio per tutti quei professionisti, navigati o appena “sfornati” dall’università, che si vedono rifiutati in modo incomprensibile da un sistema  fallace. Lo Stato soprattutto dovrebbe infatti cercare con avidità coloro che presentano i requisiti professionali e psicoattitudinali adatti per le posizioni richieste. Perchè allora scartare chi ha tutte le carte in regola? L’Avvocato Giuseppe Fortunato si è visto sfilare davanti agli occhi trafile inutili e lacunose che si sono rivelate solo una notevole perdita di tempo. Infatti grazie alla sua resilienza l’Avvocato Giuseppe Fortunato ha potuto godere di una vittoria incoraggiante dove alla fine l’esperienza e la professionalità hanno vinto sul nepotismo e l’ottusaggine.

Sulla sua pelle quindi il Difensore Civico ha vissuto le difficoltà di un sistema non meritocratico. E’ stato però anche grazie alla sua perseveranza che la giustizia ha finalmente vinto e la meritocrazia ha potuto mettere un seme nel terreno pronto a germogliare.

La malapolitica ha subito la sua prima sconfitta. La Regione Campania ha perso nella sua battaglia contro l’Avvocato Giuseppe Fortunato senza rendersi conto di aver vinto. La vittoria dell’Avvocato Giuseppe Fortunato come Difensore Civico si rivela infatti essere un inizio per un miglioramento nella gestione delle problematiche riguardanti la malamministrazione e la malapolitica. E cosa porterà questo? Porterà a un grande cambiamento positivo e una migliore tutela dei cittadini nei rapporti con la Pubblica Amministrazione in vari settori. Tutto ciò va solo a beneficio della Regione. Non è da intendere questo traguardo come un punto di arrivo ma come un punto di inizio. Vediamo infatti come siano state intraprese altre iniziative per catalizzare il radicarsi della meritocrazia nel nostro sistema. L’esempio appena riportato rappresenta simbolicamente una situazione in cui molte persone si sono trovate. Sorpassati da candidati “preferiti” non di certo grazie al loro curriculum oppure rallentati da pratiche burocratiche volte a escludere i meritevoli rispetto ai raccomandati.

Non tutti sono resistenti ad una pressione simile. Molti cedono e non resistono al continuo sentirsi ostacolati da un sistema che non funziona. Lo stoicismo del Difensore Civico ha però portato ad una vittoria. Rappresenta comunque un inizio ma ricordiamo sempre che un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo. Bisogna resistere e perseverare, come se camminassimo contro vento o nell’acqua. Progredire non è impossibile ma chiede molta forza. Vedere esempi come questi ci fa capire che quel sistema pigro e appiccicoso peculiare del sistema di impiego può essere modificato.

Per continuare a coltivare la meritocrazia bisogna estirpare le erbacce e i parassiti. Così il Difensore Civico pone attenzione e segnala i fasulli criteri per la valutazione dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. È difficile infatti adottare il principio di meritocrazia se all’interno della struttura di assunzione ci sono dei meccanismi malati. Allora curiamo il problema alla radice e cominciamo a vedere cosa c’è che non va. Le assunzioni e le valutazioni del personale del pubblico impiego seguono iter nebulosi e non limpidi e si incontra una forte reticenza quando si chiede che vengano resi pubblici gli step di valutazione. L’Avvocato Giuseppe Fortunato insiste nel chiedere che vengano eseguite queste valutazioni in modo visibile a tutti così da chiarire una volta per tutte secondo con quali principi vengono mantenute o assunte figure non adatte ai ruoli che vengono ricoperti. E qui vediamo come andiamo a mettere in discussione l’organizzazione interna della Amministrazioni. Questo discorso si riflette su tutte le tipologie di impiego che duplicano i sistemi che “funzionano” nelle sfere più alte.

Ma non fermiamoci qui. L’operazione di scardinamento della malamministrazione e semina della meritocrazia si diffonde e continua. Lo vediamo ad esempio nel comune di Sassano dove cambiamenti sostanziali sono stati effettuati. Se prima vedevamo i pubblici amministratori assumere le vesti di favoriti nei loro interessi, ora il vento è cambiato. Grazie all’azione del Difensore Civico è stato istituito un Codice deontologico dove i pubblici amministratori sono al servizio del cittadini, dove in effetti dovrebbero stare. Vediamo che pian piano queste strutture, dal piccolo al grande, cominciano a cambiare forma. Ogni cosa va lentamente al suo posto. Ci vuole del tempo ma i giusti ruoli vengono ripristinati e reindirizzati verso il servizio ai cittadini. Il ruolo della Pubblica Amministrazione torna ad essere, continuando su questa strada, quello di apertura e comunicazione con il cittadino. Ciò è ben distante dalle nostre insane abitudini, ovvero il considerare la Pubblica Amministrazione come il girone dei golosi e ingordi, insaziabili di burocrazia. Oltre allo stabilire un utile Codice deontologico viene adottato dal comune di Sassano un sistema completamente aperto verso il cittadino dove le procedure in merito alle nomine sono alla luce del sole. Obbligata a questo punto una valutazione meritocratica dei titoli dei curricula, pubblicati questi sul sito web alla portata di tutti. Ma non basta. Il sistema aperto prevede e accoglie una relazione partecipativa dei cittadini che si trovano finalmente coinvolti.

Vediamo qui come il microcosmo del comune di Sassano sia di esempio ad una proiezione verso un macrocosmo regionale, anzi nazionale. Iniziamo dal piccolo per arrivare al grande. È vero infatti che le dinamiche esistenti nelle amministrazioni dei piccoli centri sono parte di un sistema più ampio che pone le sue fondamenta sul territorio comunale, regionale e nazionale. Si risale quindi da una realtà più contenuta aggiustandone la struttura e consolidando le basi. Si lavora così a contatto con il pubblico che è in grado di apprezzare maggiormente le azioni più vicine alle loro realtà piuttosto che relative ai gironi più alti del Governo.

Esempio di come la meritocrazia stia procedendo verso il mettere profonde radici nella nostra realtà è la nascita della Macroregione Mediterranea. Vediamo qui coinvolti i cittadini in un nuovo rapporto con l’Europa. Cosa cambia rispetto a prima? Il cambiamento nasce alla radice, per l’appunto. La Macroregione rappresenta un mezzo atto all’integrazione dei popoli. Non si intende integrazione politica ma integrazione a misura di persona. Sono infatti le competenze e l’impegno che vengono premiate da questo enorme colosso che abbraccia il Mediterraneo. Si basa infatti sulla piena collaborazione tra professionalità davvero adatte alla posizione rivestita, convogliate verso la tutela dei popoli e la profonda convinzione della necessità di affrontare un cambiamento insieme.

Siamo partiti quindi da una lotta personale, quella dell’Avvocato Giuseppe Fortunato, passando per il microcosmo del comune di Sassano fino ad arrivare alla grande e potente realtà della Macroregione Mediterranea. Siamo testimoni di come da un piccolo seme iniziale si stia sviluppando sia una forte radice che una grande semina. Le radici che si piantano a fondo nella terra sono conseguenza degli esiti positivi di queste azioni. L’energia che si sprigiona dall’impianto di interventi a base meritocratica si fa notare anche dagli scettici. Chi infatti era in una condizione di stanchezza e profonda delusione rispetto ad un sistema di impiego annichilente, vede ora che esistono esempi pratici di risultati positivi. Si va così a rafforzare la convinzione che un cambiamento sia fattibile con il giusto impegno e che conviene assolutamente portarlo avanti visti i risultati.