Mag 11, 2011 | Notizie | 0 commenti

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PENSIAMO AL FUTURO DEI NOSTRI GIOVANI

giovani-preoccupatiIl futuro dei giovani: un problema che attanaglia il nostro Paese già da tempo ma che si è acutizzato maggiormente negli ultimi anni, dando luogo a opinioni, sentimenti e soluzioni possibili delle più contrastanti. Un problema serio scuramente. Anche perché, come sostiene un editoriale del Corriere.it «il problema dei giovani in Italia non è solo economico. Stiamo creando una generazione sfiduciata, disillusa che non s’impegna perché non trova sbocchi e non vede per sé un futuro. Perdiamo molti bravi giovani che se ne vanno all’estero. Non solo i cosiddetti «cervelli», ma anche giovani che non trovando un normalissimo lavoro in Italia lo cercano, e lo trovano, altrove. Una generazione di scoraggiati non si riproduce né economicamente, né demograficamente e crea un pericoloso circolo vizioso. Queste spirali si possono arrestare, ma solo se si interviene presto. Se accelerano diventa impossibile fermarle».

Un intervento fotografa quello che è lo status della situazione giovanile italiana. Servono quindi azioni mirate, tempestive, per evitare che la situazione precipiti ancora di più.
Tra le iniziative in corso per adottare una possibile soluzione al problema, la scorsa settimana il Consiglio dei Ministri ha varato il Testo Unico sull’apprendistato. Il testo consente l’apprendistato agli studenti delle scuole superiori, e prevede che questa forma di inserimento nel mondo del lavoro sia utilizzabile per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione di quei ragazzi che abbiano compiuto quindici anni. In questo caso la durata del contratto non può estendersi oltre il termine del ciclo di studi, con un limite di tre anni.

Una possibilità quindi. Ma anche in questo caso, riporta l’articolo, non viene superato il dualismo esistente in Italia tra i contratti a scadenza e quelli a tempo indeterminato. 

A prescindere da questioni politiche, dati tecnici e soluzioni più o meno plausibili, quello che è certo è che purtroppo la situazione è preoccupante. Un paese che non investe sul futuro dei propri giovani è un paese destinato ad invecchiare, non solo da un punto di vista demografico, quanto da quello economico, di sviluppo, culturale.
Auspichiamo che le parti politiche e chi è chiamato a governare il paese, dal livello locale a quello nazionale, possa trovare degli accordi fattivi per le giovani generazioni e sia in grado di superare vecchi dualismi e tensioni per pensare esclusivamente al futuro, in pieno spirito civicratico. Quello delle prossime generazioni.

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