Sabato 5 settembre a Calasetta il Convegno sulla Telemedicina – Avanti tutta per un efficace lavoro comune
Si è svolto sabato 5 settembre u.s, a Calasetta, il rilevante Convegno di Telemedicina organizzato dal comune di Calasetta in collaborazione con Civicrazia e l’AVIS. Ha dato il suo supporto la società CARDIOCALM.
L’incontro è stato trasmesso anche in streaming e i punti salienti sono consultabili online tramite canali ufficiali, come la Pagina Facebook del comune di Calasetta.
L’incontro è stato un ottimo momento di confronto fra società civile, pubbliche amministrazioni ed esperti.
I lavori sono stati aperti dall’assessore alle Politiche Sociali e Pubblica istruzione Graziano Castelli che ha anche illustrato gli obiettivi del convegno. L’intervento si è concentrato principalmente sull’impatto sociale della sanità digitale e sulla tutela delle fasce di popolazione più fragili del territorio.
Graziano Castelli, in particolare, ha evidenziato come la telemedicina sia uno strumento fondamentale per garantire la continuità assistenziale, evitando a pazienti anziani, cronici o con mobilità ridotta faticosi spostamenti.
LAVORI MODERATI DA DOMENICO CAMPANA
I lavori sono stati moderati con grande professionalità e precisione, da Domenico Campana, giornalista professionista, saggista ed ex Caporedattore dell’ANSA, il quale ha saputo legare e integrare con efficacia la visione sociale, la visione istituzionale della ASL e dei Comuni e la visione tecnica e scientifica degli esperti.
FRA I RELATORI GIUSEPPE GIANCARLI
In mattinata Giuseppe Giancarli, Responsabile Nazionale di Civicrazia, fra l’altro della Telemedicina, Fabio Badilini, scienziato, ingegnere biomedico e presidente di CardioCalm e AMPS LLC, co-direttore del Center for Physiologic Research presso l’University of California, San Francisco (UCSF) e Domenico D’Amario, professore associato di Medicina Cardiovascolare presso l’Università del Piemonte Orientale (UPO) e direttore della Terapia Intensiva Cardiologica dell’OU Maggiore della Carità di Novara, hanno delineato l’organizzazione dei servizi e la tutela civica, lo sviluppo tecnologico avanzato e l’applicazione clinica specialistica.
Nello specifico, l’intervento di Giuseppe Giancarli si è incentrato sui diritti del cittadino, ponendo l’accento sul concetto di democrazia e uguaglianza nell’accesso alle cure e ribadendo che l’innovazione tecnologica non deve rimanere un esercizio burocratico o puramente tecnico, ma deve tradursi in un beneficio reale, trasparente e immediato per le persone, tutelando il diritto costituzionale alla salute.
Giuseppe Giancarli ha evidenziato come la telemedicina sia lo strumento d’elezione per azzerare il divario tra chi vive nei grandi centri urbani e chi risiede in contesti isolati o periferici
Per Civicrazia, la sanità digitale rappresenta il mezzo per garantire a tutti la stessa tempestività e qualità di diagnosi.
L’intervento di Fabio Badilini ha trattato l’affidabilità tecnologica degli strumenti digitali applicati alla cardiologia sul territorio. Ha evidenziato che la telemedicina moderna non deve scendere a compromessi sulla qualità diagnostica. Ha illustrato come i dispositivi ultra-portatili attuali permettano di registrare elettrocardiogrammi a 12 derivazioni con la stessa identica precisione e risoluzione dei macchinari ospedalieri tradizionali, azzerando i margini d’errore nella trasmissione dei dati.
Nella sua comunicazione, ha approfondito l’importanza dell’utilizzo di algoritmi avanzati integrati nelle piattaforme di telemedicina
Infine, l’intervento di Domenico D’Amario, in veste di clinico di rilievo ed esperto di medicina cardiovascolare, si è focalizzato sull’applicazione clinica e sul valore medico della telemedicina nella gestione quotidiana del paziente fragile.
Domenico D’Amario ha messo in evidenza come la telemedicina rappresenti la svolta fondamentale per i pazienti affetti da patologie croniche come lo scompenso cardiaco. Il monitoraggio remoto dei parametri permette, infatti, di passare da una medicina “reattiv” (intervenire quando il paziente sta già male) a una medicina proattiva, capace di intercettare minime anomalie e prevenire peggioramenti clinici o ricoveri ospedalieri.
Ha poi evidenziato il legame tra innovazione tecnologica e sicurezza del paziente, ponendo l’accento sulla misurazione precisa di parametri quali l’intervallo QT. Questo tipo di monitoraggio costante a distanza è essenziale per verificare in tempo reale l’efficacia e la tolleranza delle terapie farmacologiche complesse prescritte ai pazienti anziani e affetti da più patologie.
In ultima analisi, ha promosso la necessità di creare un canale di comunicazione digitale diretto e standardizzato tra le grandi strutture ospedaliere Hub (dove si gestiscono le acuzie e le terapie intensive) e i presidi periferici sul territorio.
UN POMERIGGIO INTENSO E ARRICCHENTE
Nel pomeriggio gli interventi istituzionali della direttrice del distretto delle Isole Minori Maria Assuntina Caboni e di Antonello Cuccuru in qualità di direttore socio sanitario e rappresentate della direzione strategica.
L’intervento di Maria Assuntina Caboni, si è focalizzato sulla gestione operativa e sulle sfide concrete della medicina territoriale. La Direttrice ha spiegato come la telemedicina rappresenti una soluzione organizzativa cruciale per arginare le criticità storiche del territorio, tra cui la carenza di medici e le temporanee interruzioni dei servizi di continuità assistenziale (come la guardia medica).
Ha rimarcato il ruolo del Distretto come fulcro per il coordinamento tra i medici di medicina generale, gli specialisti ambulatoriali e le amministrazioni comunali, sottolineando che l’innovazione tecnologica può funzionare solo se supportata da una solida integrazione dei flussi di lavoro amministrativi e sanitari.
L’intervento di Antonello Cuccuru si è incentrato sulla riorganizzazione della sanità territoriale e sull’integrazione dei servizi di prossimità. Antonello Cuccuru ha illustrato come la telemedicina sia l’anello di congiunzione ideale tra la gestione clinica e i servizi sociali assistenziali per i pazienti fragili. Nel suo intervento, ha evidenziato il valore strategico di figure assistenziali capillarizzate sul territorio, come l’infermiere di famiglia e di comunità, che operando a stretto contatto con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possono fare uso della tecnologia direttamente a domicilio del paziente.
In chiusura, l’ultimo intervento è stato quello di di Pina Franca Opisso – intervenuta nella doppia veste di assessora della Tutela della salute del comune di Carloforte e di infermiera della Casa di Comunità – che ha portato la testimonianza diretta e concreta di chi vive e opera sul campo.
Pina Franca Opisso ha precisato che la telemedicina non un “surrogato”della medicina tradizionale, ma è lo strumento salvavita e indispensabile per garantire l’equità e la continuità assistenziale soprattutto per la gestione delle emergenze e dei pazienti cronici.
La tecnologia applicata alla salute deve essere, inoltre, agevole per essere integrata efficacemente nella routine assistenziale quotidiana.
In conclusione è stato un fondamentale momento di lavoro comune che per le sue proficue relazioni e acquisizioni sinergiche apre una nuova fase per lo sviluppo della Telemedicina. Uniti si va lontano!
Alba Tortora 





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