domenica 22 Gennaio 2023

Lavoreremo di meno

martedì 15 Novembre 2016 11:43
Notizie

Lavoreremo di meno

Per promuovere l’ingresso dell’Italia nell’euro, che prometteva l’uscita dal turbine dell’inflazione, qualcuno disse “Lavoreremo un giorno di meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno di più”.

A dire il vero guardando al paese certamente a livello di nazione lavoriamo di meno, negozi che chiudono, artigiani che chiudono, aziende che chiudono è tutta gente che non lavora più anche se quelli che lavorano devono lavorare più di prima e in modo sempre più precario, ma questo lo chiamano flessibilità.

E certamente stando ai vari indicatori economici c’è anche chi guadagna di più, fatto sta che quelli che guadagnano di più sono sempre meno.

Ma come mai quella che era diventata la quinta potenza economica mondiale ora è praticamente ridotta sul lastrico?

I casi sono due: o i nostri governanti molto bravi a parlare e a farci sognare, nelle questioni pratiche sono molto meno bravi oppure, per un motivo o per l’altro i nostri governanti sono stati e sono tutt’ora collusi con chi vede dell’Italia una appetitosa terra di conquista.

Certo non sono più i tempi nei quali per conquistare un paese si usavano i cannoni e questo ancor di più se il paese in oggetto è un paese amico. Un paese alleato non lo puoi bombardare ma puoi usare armi molto più raffinate: prezzi delle materie prime che vanno alle stelle, spread che salgono e calano a piacere di chi li manovra e sopratutto tanti begli accordi bilaterali che chi li propone può anche non rispettare ma guai se a non rispettarli è chi li deve subire.

E allora ancor più viene il sospetto che chi ci governa o non sappia fare il suo mestiere o che invece di essere al servizio del popolo italiano sia ala servizio di qualcun altro.

Sempre più si fa evidente la necessità di una nuova visione della politica che sui principi della Civicrazia abbia come priorità i diritti dei cittadini.

Civicrazia significa Dignità e Sovranità

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