domenica 22 Gennaio 2023

La Reiterazione del reato

lunedì 3 Ottobre 2016 08:25
Notizie

La Reiterazione del reato

Queste reiterate notizie, coatte e compulsive, sono in termini di informazione, nella mente, reiterazione del reato, e produce altre vittime: i fruitori. Con dovizie di particolari medicolegali, nei talk show e persino nei programmi di prima serata, assumono un ruolo patogeno, e attivante fenomeni collettivi e individuali, ove l’identità delle vittime, e dei presunti rei, è perduta: perduta l’identità, perduto il corpo. Corpo mostrato, descritto: san alma: senza anima (salma). Dobbiamo restituire anima a corpi e vite lacerate, a urla insentite, a corpi venduti anche quando vorrebbero stringersi dentro il cerchio degli affetti, della onorevole, tenera compassione di una intera società che si fa madre. Pensate agli occhi di ogni bambino e adolescente, o adulto davanti al’ orrore, allo scempio dei corpi, alle volte mostrati, ripetutamente: senza stridere nelle coscienze di chi questo permette e vuole. Bambini e uomini, donne, in guerra non dichiarate: civili-incivili; le immagini restituiscono sfiducia, stupore, orrore, e follia. Domina l’osceno (fuori scena), e il bello, il buono e il giusto appaiono per tuti noi, illusioni, favole, frantumate da una feroce realtà, che inghiotte ogni nostra credenza nel bene, negli affetti, nei valori, nella logica, nel diritto, nella razionalità. Si signori l’orrore e il terrore si sposano da sempre con l’irrazionalità, persino oserei dire con la pochezza dei suoi esecutori volontari, incapaci di dare valore alle loro vite, riempiono il loro vuoto con il corpo, straziato di ogni innocente, i disegni e complotti di altri soprastanti e sovrastanti, dimenticano in una imbecillità incivile, men che mai tribale, che l’antropologia restituisce a ogni popolo le vittime. Immolate per la loro turpe, vanagloriosa evoluzione: sappiamo c’ è sempre un folle, un vuoto, un povero asociale, pieno di rabbia che compie nefandezze indirizzate, dai giochi e dagli assetti politici, storici, peccato che i complici compiaciuti, dimenticano che l’irrazionale fa strage, prima delle vittime, poi l’orrore, se non abreagito della storia, inghiottirà molti, tanti. La reiterazione del reato, notizie medesime reiterate, produce vittime secondarie. I tacchi a spillo delle scarpe rosse, simbolo del femminicidio, sono le immagini amate dal feticista. Inconsapevoli nutriamo possibili carnefici?

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