venerdì 3 Febbraio 2023

La corruzione: male inestirpabile?

lunedì 20 Maggio 2019 07:23
Notizie

Titoli altisonanti percorrono le vie della cronaca massmediale. “Tangenti, appalti e corruzione elettorale a Legnano: arrestati il sindaco, il vice e un assessore. Indagate altre sette persone per turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale”. “Associazione mafiosa, blitz all’alba dei carabinieri, arresti in tutto il Veneto”.  “Mafia e droga, blitz dei carabinieri tra Veneto e Puglia”. “Tangenti: contestati all’europarlamentare Laura Comi 70mila euro”, “Corruzione in atti giudiziari, 14 arresti a Salerno: ci sono anche due giudici tributari”, e si potrebbe continuare. Non c’è tregua. Il malaffare, purtroppo,  non subisce arresti, soste, pause, ma continua a vele spiegate a  serpeggiare sulle onde della corruzione e della illegalità diffusa e dilagante. Un male che sembra inestirpabile. Secondo il nuovo report di Trasparency International l’Italia risulterebbe tra le peggiori d’Europa. Al di sotto solo Grecia e Bulgaria. A monte, le ragioni sarebbero da rinvenirsi in un apparato normativo insufficiente a combattere adeguatamente ed efficacemente la corruzione, dall’altra una non piena capacità sanzionatoria e repressiva da parte delle istituzioni, come pure l’assenza di una regolamentazione delle attività di lobbying. Mancano approfondimenti sul versante culturale del fenomeno, di fronte al quale non si può che manifestare indignazione, rabbia, per chi continua imperterrito e impunemente e ricopre cariche pubbliche importanti. Che strumenti, dunque, ha il cittadino onesto se la corruzione non risparmia chi dovrebbe essere preposto all’osservanza delle leggi, alla tutela dell’ordine pubblico, all’applicazione delle norme di attuazione dei principi costituzionali? Il Paese va recuperato ai livelli compatibili con la sua storia giuridica,  con un’etica che deve riaccreditarsi ai livelli più alti partendo da una base fortemente civicratica.

Translate »