lunedì 25 Ottobre 2021

Il polo bibliotecario parlamentare: una risorsa democratica di grande interesse

venerdì 30 Luglio 2010 09:19
Notizie Visto da Civicrazia

polo-parlamentare Come civicratici, conosciamo bene l’importanza di garantire a tutti i cittadini il libero accesso ai documenti della Pubblica Amministrazione: vero e proprio diritto tutelato in Italia da  leggi nazionali, dalla storica 241 del 1990 alla 150 del  2000 sulla disciplina delle attività di comunicazione e informazione delle Pubbliche Amministrazioni, sino alla legge Stanca del 2004 sull’accessibilità anche dei loro servizi informatici e telematici. Mentre abbiamo sempre battuto sull’importanza della lettura, e della libera ricerca, per la maturazione di quella mentalità critica, basata sul dubbio costruttivo, che è uno dei presupposti  essenziali per partecipare davvero alla democrazia.
La Camera dei Deputati e il Senato, massimi organi rappresentativi dei cittadini, da tempo han seguìto questi princìpi istituendo ambedue un Archivio storico (con gli atti delle due Camere, sin dalle prime esperienze costituzionali precedenti l’ Unità d’ Italia) e una Biblioteca  variamente aperti al pubblico, ora uniti in un vero e proprio Polo Bibliotecario Parlamentare.

Ne parliamo con Antonio Casu, consigliere caposervizio e direttore Bibliotecario della Camera dei deputati (che alla Biblioteca del Parlamento e, più in generale, al senso complessivo delle Biblioteche nelle democrazie moderne ha dedicato anche un saggio edito nel 2010 da Aracne, “Il portale della conoscenza. Biblioteca e democrazia”).

Nata con la prima Camera Bassa dello storico Statuto Albertino del 1848, la Biblioteca della Camera  oggi è un’istituzione importante per la vita della nostra stessa democrazia, non solo del sistema parlamentare.

 

D. Dottor Casu, Com’è nata la Biblioteca che Lei oggi dirige?

R. Con due diverse deliberazioni del maggio 1848, in pieno Risorgimento: quando la prima Camera dei Deputati della nostra storia si rese conto, sull’esempio anche dei sistemi costituzionali francese e britannico, d’aver bisogno di fonti informative autonome rispetto a quelle del Governo. Così sorse la prima Biblioteca di Palazzo Carignano, a Torino,  con le prime figure di bibliotecari , particolarmente importanti nell’amministrazione parlamentare dell’epoca, al pari del resocontista e del revisore. Dopo i trasferimenti in Palazzo Vecchio a Firenze, col primo spostamento della capitale  in seguito alla “Convenzione di settembre” italo-francese ( 1865 ), e infine a Roma (1870), durante la presidenza Pertini della Camera (1968-’76 ) maturò il disegno di trasferire la Biblioteca dal Palazzo Montecitorio a quello di  Via del Seminario, nei più spaziosi palazzi dell’ “Insula Sapientiae”. Il complesso gravitante sulla basilica di Santa Maria sopra Minerva, nell’antichità sede di vari templi di culti greco-romani e orientali, e, dal 1266, dell’ Ordine domenicano  ( nel quale aveva operato anche la Congregazione del S.Uffizio, coordinante le attività dell’ Inquisizione).

Nel 1989 la nuova sede fu aperta al pubblico; nel 2003, anche la Biblioteca del Senato ha aperto la nuova sede, a Piazza della Minerva. Dal febbraio 2007 è nato così il Polo Bibliotecario Parlamentare, una tra le poche biblioteche parlamentari al mondo aperte al pubblico (quelle del Congresso USA e del Parlamento giapponese, infatti, coincidono – diversamente che in Italia – con le rispettive Biblioteche Nazionali Centrali ).  Il P.B.P.funziona come una sorta di grande “spazio Schengen” aperto alla libera circolazione degli utenti e dei volumi (1 milione e 300.000 circa qui alla Camera, di cui circa 5.000 precedenti all’ 800, più una ricca collezione di giornali del Risorgimento; circa 700.000 al Senato, più una raccolta, davvero unica, di Statuti dei comuni medioevali ).  

 

D. Che condizioni ci sono per accedere al PBP?  

R. E’ sufficiente aver compiuto 16 anni e presentare un documento d’identità valido: si ottiene così una tessera che, rilasciata da una delle due biblioteche, consente di accedere ai servizi anche dell’altra. Non è possibile avere i libri in prestito (solo parlamentari e funzionari delle Camere possono farlo), ma gli utenti possono accedere a  numerose postazioni informatiche,  alcune delle quali dotate di  software “open source”. Qui alla Camera oggi abbiamo 170-180 utenti al giorno circa, in gran parte studenti o laureati che devono preparare concorsi; ma anche ricercatori importanti, soprattutto giuristi e storici. Siamo specializzati in diritto pubblico e privato, storia moderna e contemporanea ed economia. Il Senato, invece, copre più la storia antica e locale.Entrambe le biblioteche sono aperte tutti i giorni dalle 9 alle 19,30, più il sabato dalle 9 alle 12,30. Questa della Camera è la Biblioteca parlamentare più grande d’Europa, con una dotazione analoga a quella del Bundestag tedesco (che, però, non è aperta al pubblico); nel mondo è la sesta, mentre, come Polo, si posiziona al terzo posto, dopo appunto  le biblioteche parlamentari di USA e Giappone.

 

D. Con la creazione del PBP, che innovazioni è stato possibile introdurre nei servizi offerti dalla Biblioteca della Camera, e nella stessa organizzazione del lavoro?

R. Diverse, volte a garantire una miglior ripartizione di compiti tra le due Biblioteche, evitando il più possibile sprechi e duplicazioni di competenze. Qui alla Camera, ad esempio, abbiamo l’esclusiva competenza per le riviste (circa 2.200 periodici ) e per il trattamento degli atti parlamentari e legislativi di altri Paesi; mentre il Senato ha l’esclusiva sull’emeroteca (con 500 quotidiani ),  e altre specializzazioni. Stiamo cercando poi di creare una Biblioteca davvero innovativa, e il più possibile aperta, alla Borges: su Internet, infatti, è possibile accedere non solo al nostro catalogo, ma anche alla Bibliografia del Parlamento Repubblicano, in pratica la più grande biblioteca virtuale di diritto costituzionale esistente in Italia, con una banca dati estesa al vecchio Regno d’Italia. La Biblioteca ha inoltre curato la digitalizzazione degli atti parlamentari delle sedici legislature repubblicane (oltre tre milioni e mezzo di pagine)e partecipa alla costruzione del Portale storico della Camera, prevista per il 2011.

D. E che iniziative avete per sviluppare i rapporti coi cittadini?

R. Ambedue le Biblioteche portano avanti precise politiche culturali nell’ambito degli indirizzi decisi dalle Presidenze delle due Camere (sviluppo della digitalizzazione, percorsi culturali comuni, presentazioni di libri, ecc…): ad esempio, per il 150mo anniversario dell’Unità italiana, l’anno prossimo. Sempre nel 2011 pubblicheremo, come Camera dei Deputati,  un volume a stampa relativo alla Bibliografia del Parlamento nel periodo del Regno, e che fa seguito al volume celebrativo per i sessant’anni della Repubblica uscito nel 2008. Per qualsiasi approfondimento, invito senz’altro a consultare il  sito http://www.camera.it/  e la sezione “Biblioteca”, oppure direttamente il sito satellite http://www.bibliotecacamera.it/

( Fabrizio Federici )