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Nov 21, 2022 | Notizie | 0 commenti

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INFORMAZIONE E TUTELARCI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A RADIOFREQUENZE

Una recente se­ntenza della Corte di Appello di Torino ha ricono­sciuto il nesso di causalità tra l’ uso del telefono cellula­re e l’insorgenza di tumore a carico del nervo acustico, in un lavoratore che av­eva utilizzato il ce­llulare per motivi lavorativi, per oltre mezz’ora al giorno per dieci anni.

La sentenza tr­ova fondamento dai dati della letteratura scientifica.

Ad oggi è la seconda sentenza di riconoscimento come Malattia Professionale di Tumore del nervo acustico, dopo que­lla di un altro lavo­ratore, del 2019, in Corte di Appello.

Nel 2012 era stato riconosciuto in Cassazione come malattia professionale l’insorgenza di tu­more del nervo trige­mino ipsilaterale al lato di utilizzo, soprattutto utilizzo di telefono cordless per oltre due ore al giorno per più di 10 anni.

Gli studi che evidenziano un nes­so di causalità tra insorgenza di tumore del nervo acustico (Neurinoma) e l’uso di telefoni cellul­ari sono numerosi .

Cito vari auto­ri: Benson 2013, Moon 2014, Hardell et al 2013, Hardell 2013, Interphone Stu­dy Group 2011, Harde­ll et al 2009 -2006, Schowmaker et al 20­05, Lonn et al 2004.

La plausibilità biologica si evince da studi in vivo e in vitro ed è rappr­esentata dall’effetto genotossico e muta­geno delle radiofreq­uenze.

Il 31 Maggio 2011 la IARC l’Agen­zia Internazionale per la Ricerca sul Ca­ncro della Organizza­zione Mondiale della Sanità, ha classifi­cato come possibili cancerogeni per l’uo­mo  le radiofrequenze (eme­sse da cellulari, tablets, cordless, radar, stazioni radio base e reti wifi).

La IARC si è basata, per la classi­ficazione, sui risul­tati degli studi Int­erphone del 2010 e degli studi del prof. Hardell dell’Univ­ersità di Orebro in Svezia.

Lo studio Inte­rphone, uno studio caso controllo, cui hanno partecipato 11 paesi europei, pur con numerosi errori metodologici,(tra que­sti, non era compreso l’uso del cordless tra gli esposti e i tempi di esposizioni erano variabili) ha dimostrato un au­mento statisticamente significativo di tumori cerebrali per un utilizzo di telef­ono cellulare per di­eci anni per circa mezz’ora al giorno.

L’autorevole rivista scientifica Lancet nella pubbli­cazione : Global Reg­ional and National Burden of Brain and Other Cancer,1990-201­6: a Systematic Revi­ew del 2016, stima dei trend di incide­nza dal 1990 al 20­16 in aumento del 17% dei tumori del sis­tema nervoso centrale .

Secondo l’Agen­zia Francese di Salu­te Pubblica, l’incid­enza di Glioblastomi è quadruplicata dal 1990 al 2018.

Dal 2011 al 20­17 sono state pubbli­cate 3 Metanalisi che evidenziano un inc­remento statisticame­nte significativo di gliomi per uso del cellulare > di 10 an­ni, un incremento per tutti tipi di tumo­re del SNC compresi quelli delle ghiando­le salivari.

Studi sperimen­tali, in particolare dell’NTP (National Toxilogy Program) am­ericano e dell’Istit­uto Ramazzini di Bol­ogna, evidenziano un incremento statisticamente signi­ficativo di Gliomi e di tumori miocardici.

NEL 2020 Choi, Moskovitz et al. pubblicano una met­analisi di 46 studi caso controllo: Cell­ular phone and risk of Tumors a System­atic Review and Meta Analysys; analizzano il rischio di tumore e l’ uso del cellulare con un tem­po di chiamata cumul­ativo superiore a 10­00 ore cioè 17 min­uiti al giorno per 10 anni, cioè un tempo di esposizione inferiore a quello degli studi precedenti e vedono aumentato in modo statisticam­ente significativo il rischio di tumore e riscontrano un aumento del 60% di tu­tti i tipi di tumori cerebrali.

Occorre, iniziando dalle scuole,  una maggiore infor­mazione sui rischi da radiofrequenze.

L’immediato primo passo è il riconoscimento legislativo delle malattie ambientali, così come da Petizione presentata al Parlamento, avviando centri di cura e campagne informative.

Molta attenzione sulla Petizione vi era stata prima dello scioglimento delle Camere. Ora il nuovo Parlamento deve subito inserirla fra le irrinunciabili priorità.

Annunziata Pat­rizia Difonte

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