domenica 22 Gennaio 2023

Incentivi e facilitazione per la medicina di genere – un passo avanti anche dal punto di vista etico

lunedì 18 Febbraio 2019 10:06
Notizie

Nel linguaggio filosofico il termine “etica” assume questo significato: “Ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso se stessi e verso gli altri e quali i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane”. I mezzi atti a conseguire il “vero bene” passano necessariamente per un processo innovativo del sistema normativo e sociale delle metodologie atte a metterli in pratica, poiché nessuno strumento può risultare efficace se manca il necessario contesto.

 Ecco perché le modifiche apportate al decreto legislativo 200/2007 in tema di attuazione della direttiva 2005/28 CE, recante principi e linee guida dettagliate per la buona pratica clinica relativa ai medicinali in fase di sperimentazionerappresentano un passo avanti importante dal punto di vista dell’innovazione, sia metodologica che culturale, in ambito sanitario. Ad esempio nell’art. 1 c.1 viene aggiunta la lettera s-bis con la conseguente definizione di approccio metodologico di medicina di genere nelle sperimentazioni cliniche: “Modalità innovativa e multidisciplinare nella conduzione degli studi clinici che tiene conto delle differenze di genere e delle fasce di età”. Al tempo stesso l’articolo 21 bis in tema di sistemi informativi di supporto alle sperimentazioni cliniche prevede che: “i centri di sperimentazione, nell’impiego dei sistemi informativi di supporto alle sperimentazioni cliniche, si avvalgano di figure professionali specifiche, competenti alla gestione dei dati e nel coordinamento della ricerca”. Senza dubbio le novità apportate da tali articoli rappresentano un passo avanti rispetto al passato in materia di innovazione e ricerca, e quindi, un avanzamento nel rispetto del “diritto alla salute dei cittadini”.

 Dal punto di vista etico rappresentano una presa di coscienza da parte delle Istituzioni intente ad aprire le porte ad una branca della medicina, in virtù del “vero bene”, ossia garantire la miglior cura possibile al cittadino/paziente.

 M. La Rana

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