domenica 22 Gennaio 2023

In Italia l’aternanza scuola/lavoro nasconde meschini sfruttamenti

lunedì 27 Marzo 2017 14:49
Notizie

In Italia l’aternanza scuola/lavoro nasconde meschini sfruttamenti

Chiedono un’alternanza scuola/lavoro equa, senza sfruttamenti ne’ spese per le famiglie ed in grado di offrire un’opportunità priva di frustrazioni… gli studenti italiani denunciano numerosi abusi riguardo un programma che, così come descritto dovrebbe essere, ma che cela una realtà ben diversa. E dopo la denuncia dei giovani pugliesi, ora, tornano a farsi sentire storie di ragazzi anche nel nord,  messi a fare fotocopie per settimane in hotel o costretti a fare pulizie e cocktail piuttosto che imparare un mestiere. Studenti del ricco e produttivo Settentrione che devono cercare e “procurarsi” da soli l’azienda dove svolgere l’esperienza formativa stabilita dalla Legge 107, la  “Buona Scuola”, in quanto gli istituti non riescono a trovare per tutti un posto coerente al corso di studi da ognuno frequentato. Si legge ed ascolta di presidi che devono provvedere ad acquistare scarpe anti-infortunistiche e caschetti protettivi oltre a pagare le visite mediche richieste dalle aziende e trovare danaro per retribuire gli insegnanti tutor in giro per il territorio a visitare realtà industriali o enti. E ora la Rete degli Studenti Medi, che raggruppa le associazioni delle scuole superiori attive in ogni città italiana, ha lanciato, su www.alternanzagiusta.it, un questionario per monitorare l’alternanza scuola-lavoro ed un numero verde, 800 194 952, cui rivolgersi per informazioni e disservizi. Un paese che sfrutta i propri ragazzi commette un grave delitto; impartisce, infatti, insegnamenti errati ed induce loro ad essere degli adulti sfiduciati e disonesti.  Noi di Unione Civicratica non staremo a guardare.  Siamo dalla parte dei cittadini bisognosi e bistrattati.

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