giovedì 9 Febbraio 2023

Il mondo cambia…e noi?

domenica 9 Settembre 2018 09:51
Notizie
Nelle prossime settimane il nuovo governo sarà chiamato a definire nel DEF, le risorse economiche da destinare al SSN, e con esse le politiche di innovazione/rinnovazione delle organizzazioni territoriali che erogano servizi sanitari.
Il nuovo ministro, dr.ssa Grillo, dopo diversi anni di riduzione del fondo sanitario nazionale, ha invocato ed auspicato invece un incremento dello stesso, per migliorare il nostro status di salute e l’omogeneità nelle performances sanitarie lungo tutto il territorio nazionale.

In questo agosto rovente,  molti accadimenti a forte impatto emozionale hanno primeggiato sulle pagine dei giornali, attraverso i media e sui social.

Potremmo pensare allora che la sanità non sia tema di attualità.

Eppure qualche settimana fa  il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana per il farmaco, l’AIFA, ha ritenuto insostenibile per la sua coscienza di medico, continuare a rimanere al suo posto.
Ha optato per delle dimissioni immediate, per fatti che poco o nulla hanno a che vedere con il suo lavoro.
A dispetto della professionalità e  competenza che lo hanno certamente distinto durante il suo mandato, ha di fatto inficiato l’azione di AIFA nei variegati ambiti di attività.
In questo periodo l’Agenzia dovrà deliberare il prezzo e le modalità di utilizzo di molti farmaci innovativi; farmaci che avranno nei prossimi anni un impatto così forte sulle economie nazionali, da  rischiare di far saltare il “banco” di tutti i Servi sanitari nazionali dei paesi occidentali.

Non deve essere nostro obiettivo emettere giudizi morali, ma valutazioni di opportunità sulle conseguenze pratiche, a danno dei cittadini, che funzionari e dirigenti della P.A. possono determinare con azioni troppo influenzate da interessi di piccole lobby.

Il nostro SSN è considerato tra i migliori al mondo, primo in Europa, in base alla classifica Bloomberg, multinazionale americana dei media, del 2014.
In realtà i nostri “governanti” sbandierano con enfasi ed orgoglio gia dal 2000, un altro podio che ci vede secondi, in questo genere di classifiche sull’efficienza e la qualità di un SSN.

Come riportato nel “3 rapporto Gimbe sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”, consultabile al link: http://www.rapportogimbe.it/, in realtà esistono diversi altri istituti di ricerca che valutano i SSN, tenendo conto di indicatori più complessi e congrui con i bisogni “moderni” di salute, dei cittadini.

 
Analizzando più a fondo, ad esempio, gli indici “Healthcare Quality and Acces Index” e “Numbeo”, la posizione del SSN Italiano si allontana molto rapidamente dalle vette europee, posizionandoci nella parte bassa della classifica.

Questa forte disparità di “vedute” dipende essenzialmente dal fatto che nelle classifiche più premianti l’Italia, sostanzialmente si valuta l’offerta globale in relazione ai costi generali, che come abbiamo detto all’inizio negli ultimi anni sono stati costantemente diminuiti, e risultano tra i più bassi in Europa.

Il risultato di questo de-finanziamento, che forse è il più preoccupante e pericoloso tra le tante sforbiciate della spending-review, è stato quello di non aver dato corso da circa 15  anni,  alla rinnovazione ed innovazione dei modelli assistenziali.

Per cui, in parole schiette, ci troviamo oggi ad avere un SSN certamente molto diffuso e radicato sul territorio, attraverso tutti i suoi attori, ma al tempo stesso in forte arretratezza rispetto ai bisogni dei cittadini-pazienti.

In queste condizioni aumentare semplicemente il Fondo Sanitario di Riparto, non consentirebbe di avviare processi di trasformazione dei modelli assistenziali, in linea con i bisogni di salute e welfare ad essa collegato, e di riduzione degli sprechi e della corruzion , generando una cronica disaffezione dal concetto di “bene pubblico” al servizio della comunità.

Questa deve essere invece la nostra sfida dell’immediato: contenere in un ambito così delicato e strategico, la depauperazione della “Res Pubblicae”, a vantaggio di una impresa privata troppo legata al solo profitto, e nel medio termine rilanciare quel grande Patto Solidaristico ed Universalistico per garantire nei prossimi 50 anni a noi ed ai nostri figli, la certezza del bene più profondo.
La “salute” è un pezzo molto importante della vita di ognuno di noi, ed essere in “buona salute” ci garantisce forza, serenità ed equilibrio  per essere sempre attivi e con un progetto nuovo in testa , da realizzare

Tutto ciò premesso, da solo, dovrebbe indurci a riflettere su un più generalizzato e diffuso bisogno della certezza della “Rappresentanza, Garanzia e Tutela”.

Ma per non essere più quei “piccoli individui” che, al cospetto dell’Autorità rinchiusa dentro gigantesche Cattedrali nel deserto, subiscono, nella fragilità silenziosa della malattia, per soggezione e subalternanza, angherie e vessazioni del “sistema”….NOI CITTADINI VOGLIAMO IL DIFENSORE CIVICO NAZIONALE.
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