domenica 22 Gennaio 2023

Il malcostume amministrativo si evolve

mercoledì 17 Ottobre 2018 13:07
Notizie

La mafia e la corruzione si evolvono. Diventano sempre più subdole, riuscendo a penetrare indisturbate nella pubblica amministrazione, creando un esoso sperpero di denaro pubblico. A sollevare la questione è Aldo Penna, deputato alla Camera dei Deputati per il Movimento Cinque Stelle con una lunga militanza radicale nel suo passato. Penna ha illustrato, attraverso un documento ufficiale redatto pochi giorni fa, un nuovo modello di corruzione già parecchio diffuso in molti comuni italiani e tutto da scoprire e studiare. Il fenomeno si presenta concretamente così: “L’imprenditore alfa presenta all’amministrazione regionale o comunale un progetto per l’installazione di un impianto produttivo (qualunque esso sia).

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A questo punto c’è la prima fase corruttiva. Il funzionario preposto per individuare la fattibilità e la correttezza documentale del progetto invece di procedere a quest’accertamento ritarda la risposta, tende a sforare i termini fissati dalla legge per i passaggi procedurali e, immediatamente, pone l’amministrazione, alla quale ha giurato fedeltà e lealtà, nelle condizioni di essere aggredita dalla contestazione che l’imprenditore le muoverà. Puntuale, come il sole del mattino, l’imprenditore dà mandato ad uno studio legale (quasi sempre lo stesso) di muovere una contestazione formale all’amministrazione pubblica, mettendo in rilievo i danni arrecati dalla risposta fuori dai tempi previsti dalla legge da parte del funzionario infedele. Si apre un contenzioso e, spesso, la difesa della pubblica amministrazione è inadeguata per incapacità o perché “spinta” a non esserlo, e arrivando alle varie fasi del giudizio, l’amministrazione pubblica puntualmente soccombe ed è condannata a pagare risarcimenti milionari all’impresa ricorrente”.

Il risultato finale di questa diabolica manovra? Milioni di denaro pubblico vengono spesi senza che all’amministrazione pubblica sia stato corrisposto un bene, un servizio o altra utilità. Si creano, così, ulteriori debiti fuori bilancio delle pubbliche amministrazioni.

Al fine di contrastare questo nuovo metodo mafioso, la magistratura dovrebbe monitorare tali anomalie e la politica dovrebbe vigilare attentamente sull’affidabilità dei propri funzionari.  In merito a questa tematica, la nostra redazione ha accolto il commento di una voce autorevole, quella di Lino Buscemi, docente di comunicazione istituzionale e responsabile territoriale per la Sicilia del Movimento della Civicrazia: “Condivido ciò che scrive l’onorevole Penna. Purtroppo, la cattiva amministrazione, al netto di qualche positivo esempio, è sotto gli occhi di tutti. Le patologie degenerative esplodono quando la confusione e l’inosservanza del principio di legalità diventano pane quotidiano. Con questa dichiarazione di Penna c’è materiale affinché i vari responsabili anticorruzione degli Enti locali, delle regioni, dei comuni e la stessa ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) intervengano”.
“Non vorrei – continua Buscemi – che sottovalutando quanto rappresentato da Penna finisca nel nulla o che si intervenga quando già i buoi sono scappati dalla stalla. Mi auguro che l’efficienza, la speditezza e il buon andamento si possano realizzare. Una pubblica amministrazione trasparente e democratica – conclude Buscemi – può trasformarsi in fattore di sviluppo e garanzia dei diritti del cittadino”.
Sull’interessante questione alcuni quesiti sorgono spontanei. Che funzione ha ma, soprattutto, dove è l’OIV (Organo Indipendente di Valutazione), organo che ha come compito quello di valutare imparzialmente le performance dei dirigenti, ma che molte amministrazioni pubbliche non adottano, sostituendoli con pseudo nuclei similari. Ma, soprattutto, un mistero ci attanaglia. Perché spesso, nei comuni ove si verificano ritardi di pratiche e  rimborsi di esose somme come rimborso nei confronti degli imprenditori furbacchioni, i dirigenti responsabili magicamente risultano raggiungere tutti gli obiettivi prefissati? E il controllo di gestione chi lo attiva? La Corte dei Conti è stata allertata? E il responsabile anticorruzione cosa ne pensa? A voi le conclusioni! (Gabriele Giovanni Vernengo)

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