lunedì 26 Ottobre 2020

Il Laboratorio Privacy Sviluppo ed il Garante per la Privacy: non solo dati di Elio Aliperti

lunedì 21 Settembre 2020 07:02
Laboratorio

Il Laboratorio Privacy Sviluppo è nato il 18 novembre del 2006, presso il Garante per la protezione dei dati personali e con un pubblico convegno all’Università La Sapienza di Roma, con lo scopo di sviluppare e promuovere il progetto de “Il Cittadino protagonista” nei suoi 3 ambiti: privato, sociale ed istituzionale, perché non basta proteggere i dati di una persona, ma occorre potenziare la vita privata e lo sviluppo in ogni suo aspetto,
Un progetto partito dall’Italia ma di spessore internazionale, in quanto partecipano anche i diversi Paesi Europei e extra Europei (Spagna, Irlanda, Islanda, Malta, Israele, Polonia, Repubblica Ceca, Thailandia, Nuova Zelanda, Catalogna, Cipro, Croazia, Lettonia, Ungheria, Macedonia, Romania, Slovenia, Bulgaria, Grecia, Lituania, Estonia). Il concetto base che ha reso possibile questo progetto, si fonda sulla necessità di favorire la crescita della personalità umana a 360 gradi attraverso la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti, a livello mondiale, dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948. In quella Dichiarazione, per la prima volta si è ritenuto che fosse indispensabile tutelare i diritti umani attraverso norme giuridiche, ma che esistono a prescindere dalle stesse norme giuridiche. Questi diritti, noti anche come diritti inviolabili, inderogabili ed irrinunciabili della persona, sono stati ribaditi anche nella nostra Carta Costituzionale che all’art 2 recita “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Famoso è il discorso pronunciato da Calamandrei nel 1955 in occasione dell’inaugurazione di alcune conferenze sulla Costituzione italiana: “E’ compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro “, corrisponderà alla realtà” Ma quali sono questi diritti inviolabili? Il diritto alla libertà, alla circolazione, alla libera associazione, alla manifestazione del pensiero, alla personalità e alla cittadinanza sono solo alcuni di questi. Proprio nel contesto del potenziamento e dello sviluppo della persona e del cittadino nell’ambito della vita privata, sociale e istituzionale ha cominciato a muovere i primi passi il Laboratorio Privacy Sviluppo presso il Garante per la protezione dei dati personali, la cui ratio di questa collaborazione risiede nel proteggere il nucleo essenziale della dignità umana, anche dallo sviluppo delle nuove tecnologie e favorire il pieno sviluppo della personalità nelle formazioni sociali.
Indubbiamente, le nuove tecnologie comportano i rischi di una strisciante selezione sociale. Pensiamo ai dati gestiti dalle banche, delle assicurazioni o dalle applicazioni dei nostri smartphone, sono tutti organismi e algoritmi che non solo gestiscono elementi fondamentali della nostra personalità (pensiamo ad esempio alla situazione economica), ma contribuiscono di fatto ad orientare le nostre scelte senza che noi stessi ne fossimo consapevoli.
A chi non è mai capitato che dopo aver fatto una ricerca per un prodotto attraverso un qualsiasi motore di ricerca, non è stato “assalito” da proposte commerciali su prodotti della stessa specie sulla pagina Facebook (per chi usa i social) oppure tramite sms? Ovviamente questo vale anche per le nostre scelte politiche, religiose o di salute. Siamo vittime quindi di sottili ma continue ingerenze nella nostra vita e di conseguenza siamo meno liberi di non essere soggetti a controlli e quindi di determinare da soli le nostre scelte.
I ragazzi ed i giovani rappresentano la generazione che utilizza le nuove tecnologie in maniera massiva. L’introduzione nelle scuole di progetti destinati a creare una maggiore consapevolezza rispetto a questi temi attualissimi nell’era del digitale può favorire la necessaria sensibilizzazione sugli effetti della gestione dei dati e della conseguente “libertà condizionata” dagli algoritmi.
Ma soprattutto bisogna sempre perseguire LA SVOLTA che è il messaggio del Laboratorio Privacy Sviluppo ossia passare dalla Situazione Attuale – superando le Resistenze Interne e le Resistenze Esterne – alla Situazione Desiderata. Un messaggio di piena libertà!