martedì 31 Gennaio 2023

Il Corpo della Donna-Bambina

martedì 15 Novembre 2016 11:25
Notizie

Il Corpo della Donna-Bambina

Immaginate file di bambine in corsa o meste in cammino verso la vita, tutte composte e alcune ribelli anticipare i tempi, cercando: pari vere, sentite, opportunità. Il diritto alla realizzazione affettiva, sociale e sessuale; oltre la discriminante dell’ancora vivo concetto del corpo, solo luogo, femminile come oggetto. Corpo che deve essere gradevolissimo, sensuale ed attraente per essere accettato dall’ altro da sé. In una cultura dell’immagine che non lascia spazio a deformazioni, imperfezioni, dove la cura del corpo è tesa a sedurre, ad avvicinare, in un bisogno profondo di sicurezza che attraverso l’altro toglie ogni respiro alla realizzazione. In occidente la bambina Barby ,svuota il suo corpo di ogni sentimento inaccettabile e sgradevole, qui la violenza del dover essere a tutti i costi bella, piacente, si avvicina emotivamente alle amputazioni di altre culture dove il piacere e la disponibilità del corpo è rimandata ad altri, commissionata da una cultura, tribale o moderna dove, specie nelle adolescenti, il linguaggio del corpo, i disturbi psicosomatici, la bulimia, l’anoressia etc., gridano il bisogno di ritrovamento di un corpo perduto. Il Divieto sessuale e l’obbligo alla sensualità e seduttiva, inerenti ad un dover essere del corpo, della affettività sono speculari; espropriano, generano dolore e rabbia, e alle volte la rinuncia a sentire per sempre. Sentire che il corpo siamo noi in relazione con sé e con l’altro; Lo stesso corpo altre volte invece è il ricettacolo di emozioni, ricordi, dolori e traumi. Il Dolore terribile della violenza alla madre, a sé, violenza cruenta fino alla morte, in uno scenario dove l’orrore devasta ogni possibilità di salvare gli affetti. Vittime secondarie, alle volte vittime dirette. Dentro circuiti sociali e familiari, disgregati vittime dell’alcol e delle droghe, divengono bambine, oggetto di attenzioni e poi di abusi protratti. E altre volte ridotte in schiavitù: per allievare il bisogno e l’astinenza da sostanze lesive, a livello cerebrale, slatentizanti condotte reiterate antisociali, alla ricerca di soddisfazione immediata. Corpi e menti di bimbe che “consenzienti” si danno per un cerchio di amici e una dose. Cosi congelate possono concedersi senza sentire. Noi tutte dove siamo? Non solo la famiglia, ma noi dove siamo? La società non sa proteggere i suoi figli,deboli.

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