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ROSARNO NON È UN CASO ISOLATO

Gli scontri di Rosarno hanno riempito le prime pagine dei quotidiani nazionali, eppure quello del comune calabrese non è un caso isolato. La situazione degli immigrati è simile in molte altre regioni. Anche a Roma, la Capitale, si registrano situazioni di disagio ed emarginazione esplosive denunciano Caritas e Sant’Egidio.

A Tor Sapienza, un intero edificio di 10 piani è occupato da cinque anni da 500 immigrati africani (prevalentemente eritrei ed etiopi), tra le proteste di cittadini, commercianti e comitati di quartiere, finora mai sfociati in episodi di violenta intolleranza. In zona stazione Ostiense, centinaia di minorenni afghani immigrati stazionano dormendo in luoghi di fortuna aspettando il riconoscimento dello status di rifugiati politici. Non solo: proprio come Rosarno anche  all’Agro Pontino sono numerosissimi i «braccianti fantasma», 4mila indiani sfruttati a lavorare nelle serre per pochi euro al giorno.

Occorre civicraticamente intervenire al più presto per sanare simili situazioni e restituire agli immigrati la dignità di cittadini e lavoratori, così come chiesto dal Capo dello Stato per evitare il “rischio di cadere vittime di organizzazioni criminali, ma di vivere in contesti degradati dove la legge non vale”.
 

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