martedì 7 Febbraio 2023

Giustizia, OUA: sulla proroga prevista al 2018 nel Decreto Milleproroghe per i Tribunali Abruzzesi, grave ingerenza dell’ANM locale

giovedì 6 Febbraio 2014 13:55
Notizie

COMUNICATO STAMPA

 

GIUSTIZIA, OUA: SULLA PROROGA PREVISTA AL 2018 NEL

DECRETO MILLEPROROGHE PER I TRIBUNALI ABRUZZESI, GRAVE INGERENZA DELL’ANM LOCALE


NICOLA MARINO, PRESIDENTE OUA: «…È UN ASSURDO. INVECE

DI PRENDERE ATTO DELLE GRAVI DISFUNZIONI PER I CITTADINI,

ASSISTIAMO A UNA INGIUSTIFICATA REAZIONE CORPORATIVA

DA PARTE DELLA LOCALE SEZIONE DELL’ANM»

 

L’approvazione di un emendamento al decreto Milleproroghe che consente una necessaria proroga

per la prevista riorganizzazione (chiusura e accorpamenti) dei tribunali abruzzesi, ha provocato secondo l’Organismo Unitario dell’Avvocatura, «una ingiustificata reazione corporativa da parte della locale sezione dell’Anm». Per Nicola Marino, presidente Oua, è, «un assurdo. Invece di prendere atto delle gravi disfunzioni per i cittadini – continua – i giudici protestano per non essere stati consultati…cosa che, oltretutto, in Italia avviene molto raramente. L’avvocatura che è spesso esclusa dal confronto con il Ministero della Giustizia, invece, ha altre, e più forti, ragioni di disagio.

La prima tra tutte: le proroghe dovrebbero interessare tutto il Paese, visto i danni derivanti da un’irrazionale revisione della geografia giudi ziaria. Eppure si va avanti, come se nulla fosse. Forza, forse, delle richieste particolari proprio di una parte della magistratura. Altro che difesa dei localismi, dei campanilismi» Per Marcello Luparella, coordinatore della Commissione Geografia giudiziaria dell’Oua, è, appunto, incredibile che «l’ANM Abruzzo si dica “sconcertata” e “sbigottita” per lo spostamento al 2018 dell’entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria per i Tribunali abruzzesi». «Si tratta – aggiunge – di una presa di posizione poco rispettosa dei cittadini abruzzesi e che non tiene in nessun conto l’oggettiva impossibilità di approntare le necessarie strutture per il settembre 2015. Il che dimostra come i magistrati considerino prioritarie le loro esigenze rispetto all’interesse pubblico». «Ma anche – conclude Luparella – rappresenta uno strano concetto di concertazione: principio sacrosanto ma che dovrebbe essere esteso a tutte le categorie interessate dalla riforma. Non risulta, infatti, che l’ANM, né in Abruzzo né altrove, abbia mai messo in discussione la “sensibilità istituzionale” degli organi legislativi e di governo quando essi, nell’elaborazione e nella attuazione della riforma, hanno sistematicamente e volutamente escluso l’avvocatura.

Roma, 4 febbraio 2014

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