venerdì 3 Febbraio 2023

Frammenti di osservazioni sulla difesa civica della donna

domenica 18 Settembre 2016 08:17
Notizie

Frammenti di osservazioni sulla difesa civica della donna

 

Originariamente era il c.d. aborto selettivo -effettuato in Oriente per impedire la nascita di figlie femmine-, alla uccisione delle bambine per il loro sesso o ancora al “sacrificio” di genere collegato a rituali diffusi nei paesi dell’Africa e dell’Asia, quale la pratica del “sati”. Rituali legati a credenze, a forme di culture, non considerati “delitto”, bensì applicazione di pratiche religiose. Poi erano i movimenti della donna messicane, sorti numerosi dopo i massacri del ’92. Ma la così detta violenza sulle donne e solo “l’ultimo atto di un continuum di violenza”, un “continuum” che va a configurare la così detta “violenza di genere”, intesa come una serie di azioni fisiche, sessuali, di coercizione psicologica, maturate all’interno di una relazione intima fra uomo e donna, che nel tempo, anche se non hanno un epilogo tragico di fine vita, determinano una distruzione esistenziale. Ma per di più vogliamo ricordare come “sulla pelle” delle donne si faccia opinione, politica etc. senza che questo significhi una sorta di ribellione intima, una uscita dai vincoli -anche di natura estetica- simboli questi ultimi della negazione della persona in quanto tale e della appartenenza all’uomo, il quale nell’esercitare il controllo sull’abbigliamento della donna, e nel chiedere che sia ad esempio coperta, esprime palesemente il suo padronato. Nella società occidentale le cose, la vita non da’ segnali diversi: si tratta di una fotografia non approfondita ma una donna emancipata, che lavora, ha una sua autonomia economica, ancora fatica, a ricoprire posti apicali nel mondo istituzionale, politico, imprenditoriale, professionale, che tende ad affermare la sua indipendenza psicologica nel rapporto con l’uomo e nella famiglia è e resta solo una “immagine” spesso solo di comodo al quale si richiama il mondo “maschile”.

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