Fate chiarezza in Val di Non

 

La legge provinciale 12 dicembre 1978 n.60 disciplina l’esercizio della pesca in Trentino. La Provincia collabora attraverso i privati, costituiti in Associazioni, alla promozione, regolamentazione, sorveglianza delle acque ed al rispetto delle norme della pesca. Le Associazioni beneficiano gratuitamente dalla provincia della concessione (art. 4). La Provincia si impegna a garantire la democraticità e la libera adesione come socio a chiunque abbia la residenza in uno dei comuni sul cui territorio si trovino le acque, per le quali si intende chiedere la concessione (art. 5). I concessionari, possono avere fino al 70 % dei contributi delle spese sostenute per l’acquisto e ripopolamento delle acque ( art. 15). A leggere la legge provinciale sembra tutto molto ben disciplinato. Per questo motivo non si capisce perché la richiesta di chiarezza di nonno Diego sulle modalità di applicazione della legge non trovi una limpida risposta da parte dell’Associazione stessa, e tantomeno della Provincia.

Giustamente nonno Diego sul suo Blog http://pescavaldinon.blogspot.it/ chiede che le Associazioni concessionarie esibiscano il libro soci, dimostrino una corretta tenuta della documentazione, mostrino i verbali di nomina e i bilanci annuali nei quali sia documentato l’utilizzo del denaro raccolto dalla vendita dei permessi e i rimborsi provinciali usufruiti. Occorre poi assicurare che siano rispettate le indicazioni delle delibere provinciali che fissano il tetto massimo annuale del costo dei permessi (art.14). Nonno Diego chiede alle Associazioni di spiegare perché i guardiapesca privati da loro incaricati ritirino i permessi ai soci in caso di contestazioni, chiede di sapere se questi comportamenti sono consuetudini distorte o comportamenti disciplinati da regole uguali per tutti. Certo che chi va a pesca va solo per passione e per divertirsi, ma dietro c’è sempre chi di una passione fa un lavoro. Basti pensare ai negozi che vendono le attrezzature gli accessori e l’abbigliamento per la pesca, alle Associazioni che si fanno carico di sorvegliare e ripopolare le acque e prendono contributi pubblici, ai produttori, agli allevamenti ittici.

Non ha chiesto niente di strano nonno Diego e ha semplicemente e giustamente esercitato i suoi diritti di cittadino. vuole capire com’è regolamentato il mondo della pesca sportiva, quali sono i doveri a cui deve attenersi, quali i diritti che può esercitare in qualità di pescatore residente da oltre 20 anni sul territorio trentino.

Le Associazioni sono importantissime e lo sa bene Civicrazia che ne accoglie e rappresenta più di 4000 sparse sul territorio, giustamente beneficiano di sgravi fiscali perché rappresentano interessi della comunità, godono a volte di contributi e sovvenzioni. In cambio si chiede loro di rispettare le leggi che disciplinano le Associazioni, e i criteri di democraticità e trasparenza. In assenza di risposte dalla Provincia di Trento, Nonno Diego ha chiesto ascolto a Civicrazia. E Civicrazia ha ascoltato. Prende in carico la vicenda e si attiva per cercare di fare chiarezza. Come sempre, in modo che, ovunque in Italia, le richieste del cittadino trovino ascolto.