lunedì 28 Settembre 2020

Essere riparatori di brecce fra Ricostruzione e Costituzione di Anna D’Alise

venerdì 21 Agosto 2020 10:35
Notizie

«Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi». Questo splendido passo di Isaia (Is 58,12) ci introduce al tema scelto per la Lectio degasperiana 2020 “Costituzione e ricostruzione” che la presidente della Corte Costituzionale ha tenuto a Pieve Tesino lo scorso 18 agosto.
La parola ricostruzione è ritornata in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo ponte di Genova, ricostruito, appunto, dopo il crollo, nelle parole dell’arch. Renzo Piano, che ha osservato che la ricostruzione è sempre figlia di una tragedia; una ferita che non si rimargina e diventa l’essenza stessa di quello che saremo. La ricostruzione incorpora, dunque, un passato che non si può ripristinare così come era, ma richiede un rinnovamento.
Per ricostruire occorrono un’idea e un cantiere, prosegue l’illustre architetto.
Un’idea, per dare forma a ciò che non l’ha più. Un cantiere, per realizzare quell’idea attraverso il lavoro, l’opera instancabile e tenace di una comunità di persone. Anche la ricostruzione dell’Italia dopo la catastrofe alla fine della Seconda guerra mondiale, ha richiesto un ideale e un lavoro nato dal coinvolgimento di un popolo.
Anche oggi, come allora, siamo alle prese con una ricostruzione, avviata quando si è incominciato a pensare al “dopo”, che non sarà un semplice ritorno al “prima”. È questa dunque l’occasione per riandare al passato e riportare alla memoria la storia ed il percorso di un uomo, qual è Alcide De Gasperi, che ha fatto della ricostruzione il metodo della sua azione politica. Egli contribuì alla ricostruzione con pensiero e azione: idee e cantieri, per riprendere ancora la felice immagine usata da Renzo Piano. Il suo imponente “cantiere ricostruttivo” portò a risultati tangibili, da più parti qualificati come prodigiosi, perché egli non trascurò mai il “fattore umano” nella sua integralità, convinto che «più che i programmi contano gli uomini che sono chiamati ad attuarli».
Ma veniamo più da vicino al tema “Ricostruzione e Costituzione”. Le costituzioni nascono dalla storia e vivono nella storia. Il momento della scrittura di una Costituzione è un momento epico nella vita di un popolo; eppure, solo con la scrittura, la Costituzione non può garantire se stessa. Occorrono soggetti sociali, politici e istituzionali che siano in grado di conferire alle scelte costituzionali solide fondamenta e radici robuste, capaci di reggere all’urto delle intemperie.
Per questo rimane attuale l’intuizione fondamentale di Costantino Mortati che ci ha consegnato una nozione complessa di costituzione, risultante tanto dal testo scritto – la Costituzione formale – quanto dai rapporti tra le forze sociali e politiche – la Costituzione materiale. La sua fu un’azione di politica interna ed estera che si svolse parallelamente ai lavori dell’Assemblea costituente, per assicurarne l’attuazione al di là del mutare dei governi.

«Il Governo ora, fatta la Costituzione, ha l’obbligo di attuarla e di farla applicare: ne prendiamo solenne impegno. Noi tutti però sappiamo, egregi colleghi, che le leggi non sono applicabili se, accanto alla forza strumentale che è in mano al Governo, non vi è la coscienza morale praticata nel costume». De Gasperi, riparatore di brecce, vedeva nella stabilizzazione nazionale, nei Valori della dignità umana e nella nascente Europa il necessario complemento all’operazione costituente, che egli perseguiva con la sua azione, distinta ma parallela ai lavori della Costituente.
Oggi bisogna che nascano tantissimi nuovi riparatori di brecce!