lunedì 26 Ottobre 2020

Emigrazione e potere di Ruggiero Riefolo

lunedì 21 Settembre 2020 07:10
Notizie

Quali erano i sentimenti ed i pensieri che accompagnarono in un viaggio di non ritorno i nostri avi quando lasciarono la terra dei loro padri, gli affetti che molti abbandonarono e non videro più e quali furono negli anni gli effetti di questo spopolamento?Negli occhi tennero impresse le bellezze di queste AMARE TERRE (LEONIDA REPACI) che erano diventate lande desolate e assolate. Partirono in milioni facendo mancare a questo MERIDIONE OPPRESSO braccia, menti, cultura, artigianato ingegno e tutto venne portato altrove, sparso nel mondo.

Nel cuore si portarono il dolore per aver lasciato le povere messi, gli amori le persone care forse quelle poche che le baionette e le schioppettate avevano risparmiato.Partirono alla spicciolata con i bauli in legno, con fagotti e imballaggi di ogni sorta contenenti il loro piccolo mondo, le miserie e le ricchezze, nell’animo il peso di una sconfitta inflitta con atrocità inaudite e indescrivibili. Lessi un giorno una frase “NON DEVONO ESSERE PIU’ IN GRADO DI INTRAPRENDERE” (BROMBINI), così fu ed é ancora oggi. Questa frase mi ha segnato profondamente e ancora oggi a distanza di molti decenni cerco di capire il perché tutto quello che é successo di male al Meridione dopo l’Unità d’Italia; perché tutti, anche quelli che sempre promisero la rinascita di questo Meridione, tradirono e continuano a tradire le aspettative di questo popolo che ancora oggi, per mancanza di lavoro per primo, continuano ad abbandonare, come fecero i primi migranti, i loro luoghi natii.

NON SIAMO PIU’ IN GRADO DI INTRAPRENDERE. Questa é una verità inconfutabile. Milioni di meridionali negli anni mancarono e continuano a mancare a queste terre amare. Questi portano sviluppo altrove e noi continuiamo a dover sopportare anche le denigrazioni di chi con l’arricchimento portato dai figli di queste terre si sono migliorati e si sono sviluppati.Nel Meridione, nel frattempo, si sono imposte le regole dello sfruttamento, dell’avidità, del potere e della correlata miseria. Il Meridione viene spolpato dalla finanza internazionale.

Vince il più forte: non vince il SETTE DI DENARI ma L’ASSO DI BASTONI.
Vince il più temuto ed oggi il più feroce, vince chi é capace di compiere stragi che si cerca di far passare per incidenti: “GIOIA TAURO”, omicidi eccellenti come CARLO ALBERTO DALLA CHIESA, I GIUDICI FALCONE E BORSELLINO e l’infiltrazione negli anni di piombo a cui seguì la stagione delle stragi e delle bombe un vero e proprio attacco alle istituzioni. LO STATO CHINO’ LA TESTA? Oggi emerge che Politica e Mafia raggiunsero un compromesso. Quel compromesso più volte citato da CIANCIMINO? Comunque la pax ci fu e negli accordi molti dovevano soccombere.

QUALE SARA’ IL FUTURO? Oggi sono le nostre che permettiamo ancora: NON DOVRANNO ESSERE PIU’ IN GRADO DI INTRAPRENDERE!!! Basta con il Meridione sfruttato e assente, calpestato nelle scelte dalla legge dello stato e del più forte, dall’omertà che impone l’assenza della sicurezza. Quale é oggi la forza che determina il futuro del Meridione e dell’intero paese? LO STATO O LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI? Forse ancora oggi entrambi che si sono spartiti il nostro futuro, i nostri sogni e le nostre speranze. I binari della politica e delle mafie camminano paralleli: ognuno segue la sua via e non si devono avvicinare per evitare che stridano per evitare lo scontro e con questo noi NON SAREMO PIU’ IN GRADO DI INTRAPRENDERE. Poiché le MAFIE producono un INTROITO almeno 5 volte più grande di quello dello STATO, tutta questa marea di soldi dove va a finire? Certamente non resta nei materassi o sotto le assi dei pavimenti… I soldi sono fatti per far girare l’economia, ed allora questi soldi dove girano? Così continueremo ad EMIGRARE perché NON DOVREMO ESSERE PIU’ IN GRADO DI INTRAPRENDERE… QUESTO E’ IL DESTINO DI UN POPOLO OPPRESSO DALLE MAFIE, ABBANDONATO E BASTONATO DALLO STATO. In passato dopo il 1946 ci hanno dato la speranza di partecipare. Ci abbiamo creduto ed abbiamo patteggiato per l’uno o per l’altro ma questi erano un uno e un’altro che non servivano il popolo… SERVIVANO I POTENTI.

Ci hanno dato, anche, le associazioni sindacali perché l’operaio unito doveva diventare la forza determinante del suo futuro. Ma alla fine scoprimmo che ciò che succedeva in politica avveniva nei SINDACATI… Vociare inutile, accordi sottobanco e alla fine corruzione fine a se stessa e unica cosa sicura gli interessi personali dei dirigenti.

Il POTERE passa di mano in mano ma é una cosa effimera come la ricchezza. Il vero POTERE, la dove é concesso, appartiene al POPOLO SOVRANO e questo é un vero potere CIVICRATICO E DEMOCRATICO dove ognuno é libero di esprimere il proprio pensiero ed il proprio credo. Il vero POTERE risiede nell’umiltà, nell’accettazione delle diversità, anche nella consapevolezza convinta che non é il colore della pelle la discriminante. La PERSONA deve essere universalmente posta al centro del POTERE. Allora si potrà realizzare una società che esprime il senso dell’EQUITA’ e della GIUSTIZIA SOCIALE. Quelli che pensano che il POTERE deve essere imposto sono ancora molti.

Ecco perché serve a noi ITALIANI una svolta radicale: PERCHE’ IL POTERE SIA DEL POPOLO.