domenica 22 Gennaio 2023

Diritti: un miraggio oggi per tutti?

domenica 13 Gennaio 2019 19:53
Notizie

Eppure non tantissimo tempo fa, nel 1780 circa, ci fu un luogo dove si decise di mettere il cittadino al primo posto nella lista delle priorità di un paese. 

E così decisero di assegnare una casa ad ogni operaio, non una baracca o una tenda, ma una casa dotata di tutti i comfort, una “extra-lusso” a quei tempi. 
Case costruite rispettando le basilari norme igienico e sanitarie. Si, proprio così quelle case erano dotate di acqua corrente, servizi igienici, criteri strutturali solidi, case curate anche esteticamente, che riproponevano il modello degli edifici delle elegantissime industrie della seta, fino a confondersi con essi. 
E così quei cittadini si ritrovavano a rispettare alcune regole di solidarietà e rispetto civile. Il loro benessere dipendeva anche dalla cura e dal rispetto del prossimo e così ebbero anche una struttura ospedaliera lontana dal centro abitato, a carico del Sovrano, nel caso di malattie gravi che richiedevano la degenza in ospedale. 
Non si trascurò l’istruzione e fu deciso che tutti i bimbi senza distinzione di sesso dovevano frequentare la prima scuola dell’obbligo, che cominciava a sei anni e prevedeva lo studio della matematica, della letteratura, del catechismo, della geografia, con la differenziazione tra economia domestica per le allieve, ed esercizio ginnico per gli allievi. 
Naturalmente una volta formata la nuova forza lavoro si diede modo a uomini e donne di accedere al mondo del lavoro a tutti coloro che avevano compiuto il quindicesimo anno di età. La selezione veniva effettuata in base alle propensioni e alle attitudini dei singoli, cercando di ottimizzare il loro rendimento. 
Dovevano lavorare circa otto ore e lo stipendio era adatto al mantenimento dignitoso di se stessi e delle proprie famiglie. Ogni operaio aveva il dovere di contribuire alla Cassa della Carità, un organo finanziario creato per l’assistenza agli invalidi, ai malati, e agli anziani. Ogni operaio contribuiva altresì alle spese della Comunità in ordine a medici, medicine, biancheria, insomma una socialità mai vista e spaventosamente innovativa per quei tempi. Ogni operaio inoltre aveva la possibilità, col tempo, di operare da magistrato o da giudice civile. Oltre all’ambito giudiziario, esistevano figure politiche, elette tra gli anziani, e come nel caso dei magistrati, annualmente, 
che si occupavano delle questioni più importanti della Comunità: la proprietà, la salute, l’igiene, le controversie, la qualità della vita e dei prodotti. 
Possiamo concluedere dicendo che la nascita del DIFENSORE CIVICO risale dunque al 1780. Oggi il cittadino vuole con decisione IL DIFENSORE CIVICO NAZIONALE, 
un organo che sia garante di ogni cittadino dal SUD al NORD. 
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