Lug 30, 2026 | Battaglie | 0 commenti

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CRIMINALITA’, LA POLITICA FACCIA DI PIU’ E MEGLIO

DELINQUENZA COMUNE E ORGANIZZATA, LA POLITICA FACCIA DI PIÙ E MEGLIO

 

 

Criminalità, occorre cambiare registro e voltare pagina.
Le città sono assediate da bande di delinquenti senza scrupoli.
Ai delinquenti italiani, già numerosi e violenti, si sono unite anche le “risorse” estere: un quadro molto preoccupante.
Senza dimenticare che spesso la delinquenza di strada è solo manovalanza a basso costo a vantaggio del crimine organizzato.

 

 

BISOGNA RAFFORZARE I CONTROLLI

 

Per anni la politica politicante ha lasciato correre senza intervenire radicalmente, come è necessario.
Di certo sono state messe in campo misure blande non utili a contrastare davvero il crescente fenomeno della microcriminalità (scippi, rapine, furti).
A farne particolarmente le spese i commercianti, gli anziani, le donne e i minori.
Ancora oggi l’inefficacia delle azioni preventive è sotto gli occhi di tutti: le città appaiono fuori controllo. Alcuni quartieri in particolare sono terra di nessuno e non solo al calar del sole. Accade ovunque al nord come al sud: decenni di lassismo hanno prodotto il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
È necessario che le Istituzioni preposte diano vita ad una operazione Verità e Fermezza, senza inutili giri di parole. Continuare a raccontare che tutto va bene rappresenta un grave errore.
L’insicurezza (e la percezione dell’insicurezza) è molto più diffusa di ciò che possano immaginare i burocrati che occupano i tanti uffici disseminati lungo la Penisola.
Servono più poteri di intervento, pià controlli e più risorse in termini economici, di uomini e di mezzi.

 

 

LA VIDEOSORVEGLIANZA NON BASTA

 

Aver pensato di affidare alle telecamere il controllo delle città è stato un grossolano errore di cui hanno beneficiato le imprese del settore, non certo i residenti.
Per prevenire occorre la presenza fisica e costante delle forze di polizia: arrivare dopo gli accadimenti per accertare le responsabilità serve a ben poco.
Purtroppo nella quotidianità è ciò che concretamente avviene con grande e crescente disappunto dei Cittadini.
Il fatto che i centri urbani siano inutilmente disseminati di telecamere non ha aiutato a limitare gli accadimenti violenti: sembra per certi aspetti un modo alquanto infantile di delegare alla tecnologia la risoluzione di un problema che è innanzitutto politico.
Se si vuole, il crimine di strada può essere molto ridimensionato.

 

 

URGONO NUOVE ASSUNZIONI

 

Da anni le forze dell’ordine sono fortemente sotto organico.
La popolazione è molto cresciuta, ma il numero degli uomini in divisa è inferiore a quelli necessari.
Occorrono risorse necessarie per varare un massiccio piano di inserimenti lavorativi.
Lo Stato italiano faccia una scelta di concretezza avallando la necessità di rispondere in primis alle esigenze di sicurezza interna.

 

 

AGIRE CONTRO IL TERRORISMO

 

Oggi i cittadini sono terrorizzati e la criminalità comune spaventa più della mafia.
Occorre che la politica politicante ormai adagiata sui comodi salotti in velluto trovi il coraggio di agire in maniera ferma e decisa.
Bisogna oggi fare come già fatto contro il terrorismo durante i cosiddetti “anni di piombo”.
Continuare a bearsi dei magri risultati conseguiti grazie a qualche estemporaneo blitz non è utile e risolvere il problema.
La criminalità sia in termini di prevenzione, che di successiva repressione e detenzione deve essere affrontata con le armi (perfettamente legali) già utilizzate nei confronti delle bande armate terroristiche.
Il resto come direbbe Totò è “fuffa, noia, pinzillacchere”.

 

 

MONITORARE LE ARMI

 

Da evidenziare, poi, che ci sono troppe armi illegalmente detenute.
Girano oggi facilmente pistole, fucili, coltelli, mitra.
Ci vuole oggi volontà vera di stroncare il crimine di piccolo cabotaggio molto aggressivo e violento. C’è un allarme sociale che deve essere raccolto per meglio comprendere il disagio profondo che stanno vivendo i cittadini da almeno un ventennio.

 

 

UNA CHIAMATA IN AZIONE

 

Gli italiani oggi si stanno mobilitando in tante Associazioni e Comitati spontanei per far emergere con forza le problematiche quotidiane legate alla criminalità di strada. Una pacifica ma rumorosa chiamata alle armi per dare la sveglia all’apparato istituzionale evidentemente dormiente e distante dalle emergenze reali che interessano i cittadini. Indiciamo a partire dalle metropoli una non violenta chiamata alle armi non violente del dialogo e della mobilitazione al fine di alimentare un non più rinviabile processo di cambiamento finalizzato a garantire maggiore tutela e sicurezza ai cittadini.

Pippo Della Corte

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