mercoledì 1 Febbraio 2023

Civicrazia: non rinunciare ai sogni

giovedì 23 Luglio 2015 17:45
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Civicrazia: non rinunciare ai sogni.

Parto da un concetto. Il concetto è quello di amico-nemico. Come nel concetto di “Amico”, filosoficamente espresso dai più grandi pensatori, necessariamente c’è quello di “Nemico” così nel concetto di “Difensore”, “Tutore”, “Patrocinatore”c’è quello di “Avversario”. Nella cultura dominante, il verbo “difendere” non si traduce in azione – prendere le parti e preservare dai pericoli i soggetti deboli, al fine di tutelarne gli interessi legittimi -. Infatti, appare quasi come una cosa astratta, non doverosamente considerata. Lo si vede spesso e lo si avverte ovunque, attraversando la società civile, la classe politica, la classe dirigenziale e, ahimè, molto spesso, anche attraverso l’intellighenzia culturale.

Civicrazia, che vuole assicurare una partecipazione autenticamente democratica, per concorrere alla vita della nostra Nazione, sta tentando in tutti i modi di sopperire a tale mancanza. Per difendere occorre agire. Custodire e tutelare i soggetti deboli è alla base dei principi ispiratori di Civicrazia e la nostra forza deve essere quella di “esportare” tale concetto in tutti i contesti dove operiamo.

Anche nel privato, ad esempio. Partecipare attivamente è per il cittadino ovunque prioritario. Il vero protagonista è lui. Coinvolgendolo maggiormente, ne deriverebbe sicuramente un vantaggio, considerato che oggi si registra sempre di più una forte intolleranza ed insofferenza verso tutte le Istituzioni. In particolare, verso la politica. Sollecitare, dunque, il cittadino e permettergli di toccare con mano, capire come Civicrazia si muove e come opera, attraverso iniziative, convegni, meeting mirati e organizzati a livello nazionale e locali, così come stanno facendo sempre più tutte le associazioni civicratiche. Una sorta di “Stati Generali del popolo civicratico”, dove chiunque possa portare il suo contributo a temi di interesse nazionale e internazionale. Non solo gli addetti ai lavori ma, anche e soprattutto, la gente, il semplice cittadino, spesso vessato ed emarginato . Nella pagina culturale de “La Repubblica”, Ermanno Rea, giornalista, scrittore, fotografo, rispondendo ad un intervista, ha definito “Intelligenze fragili” le persone sensibili e gentili – secondo Rea, destinate ad essere sopraffatte. Di contro, appunto, ci sono i vincenti-mascalzoni, corrotti, sopraffattori.

Condivido in parte ciò che dice il grande intellettuale ma vorrei dire ad Ermanno Rea che queste persone non sono, secondo me, come Lui sostiene, necessariamente perdenti. Possedere un’intelligenza, seppur “fragile”, è essere una persona dotata di una “virtù” che, messa in condizione di esprimersi al “servizio” di organizzazioni come Civicrazia, porterebbe, senza ombra di dubbio, al ribaltamento dell’idea di “perdente” (ossia alla vittoria civicratica) e al ripristino di quelle spinte propulsive che nascono in tantissimi cervelli , spesso inespressi, ma che nascondono intelletti notevoli. Nel dialogo permanente fra veri intellettuali e il popolo civicratico si cresce per interrogarsi e far confluire, sinergicamente, idee e ispirazioni e per mostrare la mission di Civicrazia che supera, va oltre le rigide e dogmatiche visioni dominanti oggi in Italia ma non solo. Se la meta di Civicrazia è il potere pubblico al servizio del cittadino, con alla base una organizzazione meritocratica e trasparente, bisogna cercare gli intelletti, specialmente quelli “fragili”, parafrasando Ermanno Rea, e incoraggiarli a partecipare attivamente nel nostro percorso. Nonostante le delusioni, le sconfitte che ognuno di noi porta con sè, nessuno deve mai rinunciare ai suoi sogni, rinunciare a credere altrimenti consegniamo le nostre vite, la nostra storia a sopraffattori che non conoscono affatto la dignità, la sensibilità, la giustizia, la libertà, l’autonomia e il rispetto verso gli altri.

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