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Mar 19, 2023 | Notizie | 0 commenti

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BASTA MORTI SUL LAVORO. PIANO DI EMERGENZA

MORTI SUL LAVORO

Ogni giorno in Italia tanti lavoratori perdono la vita lavorando;  se ogni giorno si sfogliano le pagine interne di cronaca cittadina di un qualsiasi giornale si possono leggere notizie di lavoratori morti che non suscitano più scalpore.

Un dato preoccupante è quello che vede l’Italia ai primi posti per numero di omicidi bianchi, almeno tra i Paesi più industrializzati: addirittura si calcolano quattro morti sul lavoro al giorno, il doppio che nella Germania. Un primato che davvero non fa onore, visto che questi decessi non si possono imputare solo alla fatalità, all’errore umano o al destino. A determinarli ci sono cause ben reali, quale inadempienze delle imprese pubbliche e private, la scarsa sicurezza dei luoghi di lavoro e dei materiali utilizzati, l’insufficiente opera di prevenzione degli incidenti.

Ecco quindi che il termine fin qui usato di omicidio comincia a trovare un senso: esiste una responsabilità delle istituzioni e delle aziende che devono rendere conto, alle famiglia dei lavoratori morti, del perché il loro marito o padre o fratello è uscito per andare a compiere il suo dovere quotidiano e non ha fatto ritorno!

Morti sul lavoro avvengono in tutti i settori dall’agricoltura all’industria ed all’edilizia. Nelle fabbriche, nelle officine, nei campi, nei cantieri edili.
Le cause di morte più frequenti sono dovute ai mezzi di trasporto ed alle macchine: in agricoltura più della metà dei decessi avviene per ribaltamento dei trattori e, anche negli altri comparti economici, sono i mezzi di trasporto e di sollevamento a falciare più vite umane. Nel settore dell’industria rischiano tutti coloro che vi lavorano, indipendentemente dalla qualifica: il muratore come l’autista, il manovale addetto alla catena di montaggio come l’impiegato, l’elettricista come il carpentiere, il magazziniere come l’idraulico. In molti casi, se si ha la fortuna di rimanere vivi, si può restare comunque segnati per sempre da malattie ed inconvenienti fisici: timpani rotti, avvelenamenti del sangue, mani tagliate, artrosi, ulcere, ustioni, dermatiti, paralisi definite, malattie dei polmoni ecc.
L’Italia rimane  il paese con il più alto tasso di morti bianche soprattutto nel Meridione dove spesso non vengono rispettate le norme vigenti in materia di assistenza sanitaria e di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, né spesso fanno ricorso all’uso di materiali, strumenti e indumenti adatti a prevenire ogni forma di incidente.
Purtroppo anche per via della crisi economica e talora per via della mafia non tutte le aziende possono pienamente garantire la costosa sicurezza sui posti di lavoro, perché non hanno i soldi sufficienti.

Piano di emergenza, quindi, perché in Italia sono ancora tanti, troppi, coloro che perdono la vita nell’esercizio di un sacrosanto diritto-dovere sancito solennemente dalla Costituzione, quello del lavoro.

Fabio Riccio

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